Friday, 11 January 08, 02:15 AM
CITTA’ DEL VATICANO - Luciano Moggi. Basta il nome. Lo conoscono tutti. C’è chi lo adora e chi lo detesta. Chi lo ha osannato e chi lo ha abbandonato nel momento del bisogno. Ha vinto tutto. Ha
dato fastidio a molti. La sua Juventus è entrata nella storia. E nella storia è entrato pure lui. Da vincente. Il calcio è così: ti glorifica e ti mortifica. Ma non ti cancella. ‘Petrus‘. Basta il
nome. Significa Pietro. Lo conoscono tutti. Si occupa del Pontificato di Benedetto XVI. E non solo. Nelle ultime settimane, infatti, si sta interessando anche del rapporto tra Sport e Fede. In
particolare, si è concentrato sul problematico mondo del calcio. Per andare a fondo, per tentare di capire i reali motivi della violenza nel calcio. E per dare voce Ce lo siamo chiesti e abbiamo
risposto senza esitazioni: nessuno. Da lunedì, quindi, ‘Big Luciano’ inizierà la sua collaborazione con ‘Petrus‘, curando una rubrica settimanale sull’ultima giornata di campionato e mescolando
temi calcistici e religiosi. Qualcuno si scandalizzerà. Ma noi siamo per l’accoglienza. Le chiacchiere, le intercettazioni, le accuse, le vendette le lasciamo ad altri; il nostro compito è
quello di fornire un contributo importante all’informazione religiosa per fare in modo che essa funga da faro per illuminare l’oscuro mondo del calcio.* Attendiamo fiduciosi il fischio
d’inizio. Benvenuto, Luciano, nella grande famiglia di ‘Petrus‘!
(www.papanews.it)
«Quanto a Moggi, i magistrati scrivono: «Ha opposto ignoranza sul senso delle prestazioni offerte dalle donne, ritenendolo un supporto ufficiale alla ospitalità gravante sul Torino calcio verso personalità sportive: ha ammesso di aver intuito di che si trattava realmente soltanto quando il rapporto fu esaurito». In pratica Lucianone, interrogato per la prima volta sul sexy-scandalo il 6 dicembre 1993 come indagato per favoreggiamento della prostituzione (la legge è la celeberrima Merlin sulle case chiuse), dice inizialmente che le tre signore erano semplici “interpreti”: «Agli arbitri delle partite internazionali che il Torino doveva svolgere io mettevo a disposizione – così come alle altre numerose persone che arrivavano insieme agli arbitri – delle interpreti. Inoltre facevo in modo che queste persone (arbitri, delegato Uefa, dirigenti della squadra ospite: una quarantina di persone) avessero degli oggetti del Torino. Per oggetti intendo coppe, distintivi, portachiavi e ricordi vari della squadra. Non so se le spese dell’albergo per gli arbitri fossero pagate o meno dal Torino». Sì, ma le signore compiacenti? «Nulla so con riferimento a delle donne, che l’Ufficio mi dice essere state pagate dal Torino, che incontravano gli arbitri e i guardalinee la notte successiva all’incontro di calcio... Le uniche donne che io ho procurato alle persone che arrivavano con la squadra estera, compresi arbitri e delegato Uefa, sono le interpreti. Non so quanto percepissero queste interpreti».
(da "Lucky Luciano, Ed. Kaos, 1998-2003)
E qui la fantastica intervista barbarica di Moggione nostro, c'è voluta una giornalista non sportiva, e nemmeno tanto cattiva come la Bignardi, per metterlo un po' in difficoltà. Fantastica, in tutta la sua volgarità (che è poi il tratto principale del nostro), la risposta che Lucianone dà a Daria quando lei gli chiede come faceva a fare tutte quelle telefonate, se per caso stesse al telefono anche mentre faceva la pipì. Risposta, nel suo fantastico idioma senese-roman-napoletano: "Se vuole glielo faccio vedere". Per non parlare del suo pargolo Alessandro, che con moglie e due figli a casa volava con jet privato a Parigi nel tentativo (non riuscito) di portarsi a letto una presentatrice TV. E Lucky Luciano con chi se la prende? Ma coi giornalisti che ne hanno parlato, e hanno fatto piangere i suoi nipotini, ovviamente! Ah, la famiglia tradizionale, o forse meglio dire la "famigghia"? Moggi su papanews.it? Come sempre, l'uomo giusto al posto giusto! Vedrete, tra 6 mesi si compra il sito e gli cambia il nome, mettendoci una "p" in più...
Thursday, 03 January 08, 02:41 PM
Oggi il Corriere dello Sport pubblica un'altra puntata dell'inchiesta sugli stranieri nel calcio, e dopo aver sentito gli sproloqui sindacalxenofobi del capo vitalizio dei calciatori, l'avvocato Sergio Campana, oggi era il turno di Moratti. Non voglio entrare in merito delle dichiarazioni di Moratti, l'unica cosa che ho notato è una tabella con gli stranieri, squadra per squadra. Quelli dell'Inter sono 23, anche se nella tabella c'era il giovane montenegrino della Primavera Fatic (e allora però non devono dire che gli unici italiani sono Toldo, Orlandoni e Materazzi, ci sono anche Bolzoni e Puccio). Quelli del Milan, per esempio, sono 16, la Roma 14, la Juve meno, "solo" 11. Però, se passiamo a vedere la qualità, l'Inter ha 23 stranieri che vanno dal fenomenale Ibra ai più che discreti Solari, Pelè o Cesar, fuori dai giochi c'è solo l'eterno infortunato Vieira, che quando è in salute è ancora un top player. Non è così per le altre grandi. Nel Milan ci sono Simic, Ba, Digao, Aubameyang, Kalac, Serginho, il 38enne Cafu, insomma a parte Kakà, non è la creme del calcio mondiale. Nella Roma sono contemplati gli sconosciuti Antunes, Bertagnoli, Unal e Pit, c'è Barusso ed è ancora in rosa addirittura Kuffour. La Juve ha Tiago, Andrade, Boumsong, Vanstrattan, c'è Ruben Olivera e c'è Almiron. Ora, questo vuol dire che hanno italiani buoni, che -ovviamente- non vendono se non a prezzi esorbitanti, e che hanno lavorato bene coi giovani (cosa che si può dire anche dell'Inter, però, campione d'Italia Primavera in carica e al momento al comando in tutte le categorie).
Poi però vai a vedere il loro mercato, i giocatori che cercano, e non c'è quasi nemmeno un italiano; anzi, la Juve sta dando in prestito Criscito, così almeno si sente in giro. E la Juve fa shopping in Argentina, in Inghilterra, il Milan cerca da un anno Ronaldinho o Drogba (o sembra cercare), ha svalutato Gilardino e ancora deve ricorrere a un quasi 35enne Inzaghi. Insomma, si dà sempre addosso all'Inter per questo motivo, ma non è che le altre siano messe molto bene. A mio modo di vedere, da Sacchi e da Zeman in poi i ragazzini italiani vogliono giocare sempre meno dietro, vogliono fare tutti le punte e le mezzepunte. Il boom negli anni '90 di sport come pallavolo e basket ha fatto sì che molti cristoni che potevano diventare ottimi difensori o grandi portieri hanno preso altre strade. C'è crisi in quei ruoli, allora meglio andare sul sicuro, in paesi come Argentina (forte comunque nel basket, nel rugby e nella pallavolo) e Brasile c'è voglia di uscire da una situazione economica sfavolrevole, e così ci troviamo portieri e difensori verdeoro o albicelesti. Tornando alle polemiche anti-interiste, guardando l'elenco degli stranieri della Serie A, tutto mi è chiaro: il paragone tra i nostri e i loro è impietoso, ovvio che ci sia una punta d'invidia. Ma lasciamo perdere i discorsi della nazionalità, per favore.
Tuesday, 18 December 07, 04:36 AM

Berlusconi scatenato: "Pato farà 30 gol in 5 mesi". Se non dovesse farli, niente paura: chiederà il riconteggio. Già pronto il sito: www.rigiochiamo.it
Avete notato che Alesso Secco è un po' che è sparito? Deve aver avuto un piccolo guasto, non so se nella parte di stoffa o in quella di legno...
Berlusconi: Calciopoli una montatura. Significa che dobbiamo aspettarci sue intercettazioni? Chissà quale soubrette ha cercato di piazzare in giro stavolta, oltre a Vieri e Coco.
La prova che Padre Pio non fa miracoli? Moggi lo pregava perché l'arbitro non fischiasse rigori dubbi a favore della Juve...
Sorpresa: le scimmie sanno contare, gli juventini no.
Fantastico il sito di Controcampo, che pubblica selettivamente le intercettazioni: trova la differenza tra qui e qui...
Tuesday, 11 December 07, 08:09 AM
Chi non conosce Wikipedia? Credo nessuno,
tra quelli che utilizzano Internet. Wikipedia si autodefinisce "Enciclopedia Libera", il che potrebbe pensare che è un'anciclopedia liberamente modificabile. E' vero, tutti possono editarla, il che
rientra nel concetto di Wiki, anche se poi ci sono delle linee guida e si creano delle discussioni sul contenuto delle voci e anche se un determinato soggetto abbia il diritto di essere una voce o
no. Poi, voci controverse come "Silvio Berlusconi" sono immodificabili. Diciamo che il concetto di enciclopedia libera sta più nella fruizione e nell'uso che si può fare dei contenuti, non coperti
né da copyright, né da Creative commons.
Perché mi interesso a Wikipedia? Perché da qualche tempo mi sono accorto che le voci calcistiche sembrano scritte dagli ultras della Curva Scirea. Esempi?
Alla voce "Alvaro Recoba": Nel 2001 Recoba fu squalificato per 4 mesi (Giugno-Luglio-Agosto-Settembre) nell'ambito del così detto Scandalo passaporti, vicenda che costò anche una penale di 2 Miliardi di Lire alla sua società di appartenenza, l'Inter. Nella stessa inchiesta fu condannato il direttore sportivo dell'Inter, Gabriele Oriali alla medesima pena. In campo sportivo, l'Inter non ebbe penalità di sorta, come del resto gli altri club coinvolti nello scandalo. Ma come, sopra si parla dei 2 miliardi di penale (comminata dalla disciplinare) e poi sotto si scrive che non ebbe penalità di sorta?
Andiamo avanti. Su Tuttosport si scrive che "le innegabili attenzioni dedicate a Juventus e Torino non si concretizzano comunque in effettiva partigianeria, ma sono da considerarsi piuttosto un atto di innocuo campanilismo per le squadre della città sabauda." Alla faccia! E pensare che la voce è stata modificata ieri sera, fino a ieri si diceva che " Tuttosport è stato l'unico quotidiano sportivo che ha trattato le notizie su Calciopoli (o meglio farsopoli) con equità riportando anche gli scandali che riguardano Milan ed Inter." diventato poi "Al contrario della Gazzetta dello Sport Tuttosport ha riportato tutte le notizie che riguardavano calciopoli, incluse quelle che riguardavano Milan ed Inter e che la Gazzetta ha cercato di insabbiare." L'Inter coinvolta in Calciopoli???? Meno male che qualcuno ieri ci ha pensato e ha toltoqueste baggianate (vedi la cronologia della voce).
E Luciano Moggi? Per Wikipedia "il processo non si è ancora concluso, ma è a tutti evidente che sia stato uno dei pochi,se non l'unico personaggio a pagare." Sarà sempre lo stesso personaggio di cui sopra, che non sa che dopo lo virgola ci vuole lo spazio? Moggi è stato l'unico a pagare... le SIM svizzere con soldi della società, forse. Inoltre, "la Corte Federale conferma la squalifica di Moggi per cinque anni, emettendo una sentenza assurda non tanto per il contenuto, ma per il semplice fatto che Luciano Moggi non essendo più tesserato non poteva essere giudicato dal Tribunale Federale, od almeno così solitamente avviene." Non poteva (quindi è stata violata una norma) o di solito non avviene? Nel secondo caso, forse la sentenza non è così assurda...
Roberto Mancini ai tempi allenatore della Lazio "passa da uno stipendio di 1,5 miliardi di lire deciso dall'allora Presidente Sergio Cragnotti a circa 7 miliardi con la nuova dirigenza, sebbene il resto della squadra si riducesse lo stipendi firmando il piano Baraldi, per il salvataggio del club". Che ingrato! Nessuno fu obbligato a firmare quel piano...
Basta vedere poi la pagina su Calciopoli e vedere quanto spazio viene dato ai fatti (poco) e quanto invece alle dichiarazioni fondamentali di Paolo Bergamo a Matrix.
Insomma, l'enciclopedia è libera sì, ma... di scrivere scemenze!
Tuesday, 04 December 07, 10:46 AM
Domenica al "Franchi" di Firenze è stata una giornata particolare: il minuto di silenzio per la morte della moglie di Prandelli è stato veramente un minuto di silenzio, poi la c'è stata la commozione, unita a una partita senza storia con tanto fair play in campo, ad esempio i complimenti di Ibrahimovic a Frey per una parata nel secondo tempo. Ma si era già sul 2-0 e appunto la partita non ha visto episodi dubbi. Alla fine, per il progetto "Viola Fair", è stato mutuato dal rugby quello che di solito si chiama corridoio degli applausi, con una modifica: nel corridoio rugbystico -non ne sono certissimo, onestamente- chi perde riceve l'applauso dal vincente, non è l'ospite che riceve l'applauso dalla squadra di casa. Poi, ovviamente, è nel terzo tempo (come erroneamente domenica qualcuno ha chiamato il corridoio) che il club di casa porta avversari e arbitro in un pub a bere non si sa quante pinte di birra, parlando della partita. Paradossalmente, nel calcio il terzo tempo c'è da anni ed è spontaneo, solo che i giocatori non vanno nei pub ma nel privè dei locali milanesi, tipo il famigerato Hollywood, dove magari invece delle pinte gira altro...
La notizia è che da gennaio il corridoio "fiorentino" sarà reso obbligatorio dalla Lega. La domanda è semplice: una tradizione consolidata da anni, in uno sport duro ma corretto, fino a pochi anni fa dilettantistico al 100%, può essere importata e imposta a uno sport in cui gli screzi, le polemiche e le proteste sono all'ordine del giorno? Ma soprattutto, possibile che una cosa spontanea che deve venire da dentro come il fair play debba essere resa obbligatoria? Il dubbio persiste, anzi aumenta, dopo quel che è accaduto domenica: la Lega non voleva dare l'ok alla Fiorentina, addirittura si vociferava di multe. Poi, in via Rosellini hanno visto che l'iniziativa ha avuto un successone a livello d'immagine, e ha voluto come al solito metterci il cappello sopra. Credo che sarebbe molto meglio insegnare il fair play ai pulcini, e allontanare anche i genitori facinorosi che picchierebbero l'allenatore per avere lasciato fuori il figlio, o che si lamentano col "mister" perché fa giocare tutti invece di provare a vincere (in una recente inchiesta di "Repubblica" è emerso che spesso perfino i genitori delle "riserve" vorrebbero meno sostituzioni e più gol). Ma sarebbe una strada tortuosa, difficile, dall'esito incerto. Meglio farsi belli con le iniziative altrui, finire sotto le luci dei riflettori mediatici, e poi scannarsi per i diritti TV in assemblea, dando un pessimo esempio di uno sport che il fair-play se lo deve guadagnare col sudore.
(nella foto: il fair-play in politica)
Tuesday, 27 November 07, 05:46 AM
E' il 13 settembre 1981, il primo computer è stato appena lanciato sul mercato dalla IBM. A Bologna c'è la prima di campionato, i tifosi raggiungono il Dall'Ara per l'incontro con il Cagliari speranzosi di ripetere i fasti della stagione precedente, quando erano partiti da -5 per il calcioscommesse e hanno finito al settimo posto. Il Bologna di Burgnich arranca, passa in svantaggio con una rete di Bellini, poi al 55' il fantasista Alviero Chiorri riesce a pareggiare. Ed ecco che al 73' Burgnich effettua la prima sostituzione: toglie Giuliano Fiorini e mette un ragazzino, non ancora 17enne. La maglia a righe larghissime, la scritta "Febal" sulla maglia (è la prima giornata in assoluto con gli sponsor sulla divisa), capelli castani mossi e medio-lunghi. Non segna, ma non è facile partendo dalla panchina, con così poco tempo a disposizione. Stadio Sinigaglia di Como, 4 ottobre 1981. Il ragazzino, dopo altri due scampoli di partita, stavolta viene buttato nella mischia dopo 12' della ripresa al posto di Chiorri. Il Bologna sta perdendo 1-0, poi Romeo Paparesta assegna un rigore al Como, che raddoppia. Pileggi accorcia al 74', e 4' dopo il ragazzetto va a segno e raddrizza una partita che sembrava persa. Il ragazzo si chiama Roberto Mancini e oggi compie 43 anni: da quel momento non ha mai abbandonato il calcio, mondo nel quale ha spesso fatto il controcanto.
Il Mancio non è una punta, è più un numero 10, ma farà altri otto scalpi quell'anno (segnerà a Roma, Udinese, Genoa, Ascoli, Cagliari, Avellino, ancora Roma, Inter), senza però riuscire a salvare i felsinei dalla prima, storica retrocessione. Roby va all'emergente Samp del petroliere Paolo Mantovani, rientrata in A con grandi ambizioni, e da lì comincia la sua parabola ascendente. E' un giocatore tecnicamente dotatissimo, con un destro di velluto e una visione di gioco come pochi. Da subito si vede che è lui a comandare la squadra in campo. Quella Sampdoria è la più grande di sempre e i campioni, a cominciare da Vialli, sono tanti. Ma è il Mancio ad essere il pallino di Mantovani, che un giorno dichiara: "Mancini? Per non vederlo più alla Sampdoria deve succedere qualcosa: o muore; o smetto io; o smette lui". E infatti il Mancio lascia la Samp quattro anni dopo la scomparsa del suo grande presidente. A Genova si presenta con un'ottima prestazione contro la Juve, battuta 1-0, poi segna il gol vittoria a San Siro contro l'Inter e in casa con la Roma. La Samp quell'anno termina al settimo posto, ma sta mettendo le basi per dventare grande. Mancini fa da apripista a tutti gli altri campioni, e in 15 anni di blucerchiato vince uno scudetto, 4 Coppe Italia, 1 Supercoppa Italiana, 1 Coppa delle Coppe, con il grande rimpianto della finale di Coppa Campioni persa a Wembley contro il Barcellona. Il primo ad arrivare a Genova, l'ultimo ad andarsene.
E' un
campione capriccioso (memorabile quella volta in cui chiese il cambio in aperta protesta con le decisioni dell'arbitro), ed è tutto tranne che diplomatico, a testimonianza c'è la lite furibonda con
Capello, allora sulla panchina del Milan, nello spareggio UEFA dell'86. Difficile anche il rapporto con la Nazionale, Mancini è difficilmente inquadrabile negli schemi di una nazonale, non è una
punta ma nemmeno un centrocampista, meglio andare sul sicuro per i vari CT succedutisi da Vicini a Maldini. Riesce comunque a totalizzare 36 presenze e 4 gol. Approda alla Lazio ambiziosa di
Cragnotti nel 1997, a 34 anni, anche -ma non solo- per i cattivi rapporti con il figlio di Mantovani, Enrico. E' seguito da altri ex doriani, dal mister Eriksson a Veròn, da Sinisa Mihajlovic ad
Attilio Lombardo. Anche alla Lazio la sua presenza coincide col miglior ciclo di vittorie della storia, una Coppa Italia, trionfo che porta la Lazio a vincere Supercoppa Italiana, Coppa delle Coppe
e Supercoppa Europea, con un gol di Salas. Sono i prodromi all'entusiasmante cavalcata dello Scudetto 2000, vinto al fotofinish sulla Juve. Memorabile il suo gol al "Tardini" di Parma, di tacco al
volo. La Lazio rivince la Coppa Italia, ma quando va a rigiocarsi la Supercoppa contro l'Inter Mancini è in panchina, a fare il vice di Eriksson. Attratto dalle sterline, mentre è ancora alla Lazio
decide di andare come giocatore a Leicester nel gennaio 2001, ma vi resta un mese in cui gioca solo 4 partite. A marzo finisce a Firenze come capo allenatore tra le polemiche dei colleghi per una
deroga che Mancini ottiene (sostiene nello stesso anno gli esami sia del patentino di seconda categoria, sia quello di prima, cosa non possibile per il regolamento dell'AIAC). Sta di fatto che
Terim viene esonerato dopo il 2-2 casalingo con il Parma, e dopo una giornata in cui siede in panchina Chiarugi, a Perugia i viola sono guidati da Roberto: finisce 2-2 in rimonta. Arriva nono e
vince un'altra Coppa Italia, l'ennesima. L'anno successivo è ancora a Firenze ma si dimette, la società poi fallisce e va in C2.
Anche da allenatore, Mancini riesce a farsi molti nemici e alimenta le polemiche. Quelle a distanza con Moggi le più aspre (il Mancio è uno dei pochi che tiene testa a Moggi quando questi è per tutti il "re del calcio"), e quelle che riceve una volta tornato alla Lazio come head coach: Cragnotti travolto dagli scandali, i giocatori che accettano il "piano Baraldi" con riduzione dello stipendio, lui no. Polemiche anche per il passaggio di Stankovic all'Inter, che lui raggiungerà nell'estate successiva alla corte di un Moratti che lo avrebbe acquistato volentieri anche come giocatore. Sta di fatto che la sua Lazio gioca un ottimo calcio, nei suoi due anni c'è un'altra Coppa Italia vinta in finale contro la Juve. Anche all'Inter arriva nel primo anno una Coppa Italia, con il terzo posto in campionato con un avvio pieno di pareggi che fa sembrare la sua panchina già traballante. Nel 2005-06 ancora un terzo posto, che Calciopoli tramuta nello scudetto a tavolino, un'altra Coppa Italia e la Supercoppa. Lo scudetto dei record 2007 e la stagione attuale sono cronaca. Rimane il personaggio che non lascia certo indifferenti (Mancio o si ama profondamente, o si odia visceralmente), ancora tante polemiche, ultima quella coi medici sportivi. Auguri Mancio, e altri cento di questi giorni. Vissuti da Bastian Contrario, ovviamente.
Monday, 26 November 07, 10:06 AM
Mancini (ancora una volta preso di mira da Padovan, vedi foto) ha diramato la lista dei convocati per la partita di sdomani contro il Fenerbahce, unica squadra ad avere sconfitto i nerazzurri in una gara ufficiale oltre alla Roma, in Supercoppa. Sono 19 i giocatori, i portieri Julio Cesar e Orlandoni, i difensori Cordoba, Zanetti, Maxwell, Maicon, Materazzi, Rivas, Samuel, Chivu, i centrocampisti Stankovic, Jimenez, Dacourt, Cambiasso, Solari, gli attaccanti Ibrahimovic, Cruz, Crespo e suazo. El Jardinero dovrebbe essere il partner d'attacco di Ibra, che ha giocato poco sabato con l'Atalanta e deve difendere il primato nella classifica marcatori. Acciaccati Suazo (per la botta presa da Manfredini) e Dacourt, ancora alle prese con un ematoma. Comunque, con il solo Burdisso ancora squalificato per i fatti di Valencia, da segnalare anche qui il ritorno di Materazzi e una squadra quasi al completo, Figo e Vieira sono gli unici dei 25 ancora indisponibili. C'è la possibilità per i nerazzurri di chiudere i conti con la prima fase, il che era insperato dopo la sconfitta all'esordio con gli uomini di Zico.
Tornando al titolo (becero come il suo stile) di Tuttosport, Mancini ha fatto una dichiarazione sui medici che ritarderebbero il rientro dei calciatori, specificando che si trattava di una battuta perché, parole sue, "altrimenti domani arriva la risposta dell'ordine dei medici ", e nonostante ciò la protesta è arrivata. Da chi? Da Maurizio Casasco, presidente dell'ordine dei medici sportivi, mio conterraneo che io conoscevo come dirigente sportivo (partito giovane dal Rivanazzano, società di prima categoria in cui giocava mio cugino, finì al Torino di Borsano ma -ironia della sorte- venne mandato via per l'arrivo di... Luciano Moggi). Mi sembra che questa difesa corporativa per via di una battuta sia eccessiva, ma di una cosa sono certo: Mancini ha le "palle" per respingere questo e i tanti attacchi che gli arrivano dai "quaquaraquà" come quelli che stanno a Tuttostort e come Ronaldo, il quale ancora tira in ballo Adriano di cui sarebbe grande amico (si sa, fin dal 2001, chiedere alle discoteche milanesi...)
Detto della zamparinata del lunedì (esonerato Colantuono, ritorna ancora Guidolin), della difficile e fredda trasferta della Roma a Kiev, con Benfica-Milan e Lazio-Olympiacos mercoledì e la Fiorentina giovedì, a proposito della squadra viola, OleOle si unisce al cordoglio ed è vicino al mister Prandelli per la prematura scomparsa della moglie Manuela.
UPDATE: aperta un'inchiesta federale, a questo punto possiamo anche attenderci la richiesta di impiccagione per Roberto Mancini. DA NOTARE (sì, uso il maiuscolo perché questa cosa va urlata!) CHE IL 27 OTTOBRE, UN MESE FA, IL CENTROCAMPISTA DELLA ROMA, DAVID PIZARRO, DICHIARO' "PRENDIAMO TROPPI FARMACI. SIAMO OBBLIGATI? SI PUO' DIRE DI NO, MA POI SI RESTA FUORI". PER QUESTE DICHIARAZIONI GRAVISSIME DI PIZARRO STIAMO ANCORA ATTENDENDO LA REPLICA INDIGNATA DI CASASCO E DELLA FEDERAZIONE ITALIANA MEDICI SPORTIVI. VERGOGNA!
Wednesday, 21 November 07, 03:54 PM
Onore alla Croazia che ha giocato alla morte, è andata sopra 2-0, s'è vista raggiungere ma ha cercato la vittoria arrivata col nuovo entrato Petric. L'Inghilterra vista stasera in un Wembley pessimo (ancora sotto le righe della partita di football americano giocata da poco) non era degna di qualificarsi. Di star ce ne sono 3 o 4, se McClaren regala ai croati un Beckham in panca per un tempo, c'è la solita sciagura in porta (dopo James e Robinson, ecco il turno di Carson), e una serie di giocatori medi che naufraga di fronte a una squadra che sa giocare la palla e non si fa intimorire dalle classiche folate di gioco del calcio britannico. Al fischio finale, è già iniziato il processo a McClaren, come prevedibile.
Passa incredibilmente la Russia, che mai avrebbe pensato di esserci, ma sembra proprio che Guus Hiddink abbia la sorte dalla sua: dopo gli obiettivi centrati con Corea e Australia, ancora una volta il tecnico olandese ce l'ha fatta, nonostante un'altra prestazione negatico, solo 1-0 ad Andorra, dopo l'1-2 in Israele. Il resto come previsto: passano la Turchia (1-0 sulla Bosnia-Erzegovina), il Portogallo dopo un faticoso pareggio in casa con la Finlandia, 0-0, e la Svezia che ha battuto 2-1 la Lettonia, quando le sarebbe bastato il pareggio. L'Italia, per la cronaca, ha battuto 3-1 le Far Oer a Modena. Ora aspettiamo il sorteggio, può capitarci davvero di tutto, Turchia-Romania-Grecia oppure Olanda-Spagna-Francia.
Ecco le fasce del sorteggio del 2 dicembre a Losanna:
Prima fascia: Austria e Svizzera (Paesi organizzatori), Grecia (detentrice), Olanda coeff. 2.42
Seconda fascia: Croazia 2.41, Italia 2.36, Repubblica Ceca 2.33, Svezia 2.27
Terza fascia: Germania 2.25, Romania 2.25, Portogallo 2.19, Spagna 2.18
Quarta fascia: Polonia 2.17, Francia 2.09, Turchia 1.96, Russia 1.96
On Wambach-Boxx-Lilly, and the US go to the semi-final!