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Sunday, 18 November 07, 10:15 AM

A un turno dalla fine delle qualificazioni a Euro 2008, solo 4 squadre mancano all'appello. Con le due nazionali ospitanti, Svizzera e Austria, sono passate Grecia, Italia, Francia, Polonia, Rep. Ceca, Germania, Croazia, Spagna, Romania e Olanda. Mancano quattro squadre all'appello, in base alla classifica e ai pronostici dovrebbero essere Portogallo, Turchia, Svezia e Inghilterra, o al limite Russia.

Passato il turno, gli azzurri cominciano a pensare al prossimo passo, ovviamente dopo la gara con le Far Oer, e cioè il sorteggio di Losanna del 2 dicembre. La notizia è che, se l'Italia batte le Far Oer, come si spera, o pareggia, saremo in seconda fascia, essendo la prima per tre quarti "appaltata" dalle due organizzatrici e dai campioni in carica della Grecia. I coefficienti per stabilire le fasce sono determinati dalla somma dei punti ottenuti nelle qualificazioni a Germania 2006 ed Euro 2008 divisa per le partite giocate. Al momento, favorita per l'ultimo posto in fascia 1 è l'Olanda, forte dei 32 punti ottenuti alle qualificazioni della Coppa del mondo 2006: gli olandesi finirebbero in seconda fascia solo non battendo la Bielorussia, in alternativa la prima fascia andrebbe alla Germania. Può capitare che si preferisca finire in seconda, vista la media delle squadre al top.

Poi ci siamo noi, che per non finire in seconda fascia dovremmo non perdere in casa con la Far Oer. Gli altri due posti se li giocano in cinque: Croazia e Repubblica Ceca, insieme alle possibili qualificate Inghilterra (certa della seconda fascia se vince in Croazia, in terza se pareggia), Portogallo e Svezia, con queste ultime due più probabili in terza fascia. Premesso che tre di queste cinque squadre finiranno in terza fascia, l'ultimo posto è in gioco tra Francia e Spagna, coi francesi favoriti per la differenza reti, visto che se entrambe vincono mercoledì hanno gli stessi coefficienti. A meno di una clamorosa qualificazione della Russia a spese degli inglesi, una delle due finirà in quarta fascia con Polonia, Romania e chi passa tra Turchia e Norvegia.

Insomma, questa seconda fascia vuol dire poco, se pensiamo che, così stando le cose, rimanendo nella stessa fascia potremmo passare da un girone con Grecia, Svezia e Turchia a un girone con Olanda, Francia e Spagna. Non resta altro che attendere mercoledì per avere certezza delle fasce, e poi il 2 dicembre. Rimane il fatto che la cosa più importante, la qualificazione, è stata ottenuta. Poi, dovremo dimostrare in Austria e Svizzera che siamo i campioni del mondo in carica, indipendentemente dal girone.

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Saturday, 17 November 07, 12:58 PM

Non è stato necessario attendere mercoledì, per la prima volta nella storia Glasgow è espugnata. Dopo una battaglia sotto il diluvio (dai, mi concedo un po' di retorica), i ragazzi di Donadoni hanno vinto 2-1, un gol al 2' e uno al 90', in mezzo tanta Scozia ma anche tanta Italia. Gli azzurri hanno sofferto i calci piazzati, un colpo di testa ha sfiorato il palo, e proprio sul fischio finale del primo tempo è Pirlo a salvare sulla linea, in mezzo un gol annullato a Di Natale per un fuorigioco che non sembrava esserci.

Nella ripresa scozzesi in crescita, Italia schiacciata, è difficile per il trio milanista contenere le folate del centrocampo scozzese, arriva il pareggio di Ferguson con azione simile a quella di Di Natale, ma stavolta il fuorigioco c'è. Oddio, i telecronisti sembrano pronti a tirare fuori i fantasmi di Byron Moreno, ripetono mille volte che il gol è irregolare ma lo è davvero di poco. Per fortuna la Scozia sbaglia il gol del vantaggio in modo abbastanza clamoroso, e per ogni minuto che passa gli Highlanders sembrano perdere le forze, l'Italia chiude avanti e allo scoccare del 90', su una punizione di Pirlo (il fallo sembra di Chiellini), Panucci irrompe di testa e batte Gordon. E' il tripudio per l'Italia, tutti i giocatori al centro del campo, gli scozzesi escono a testa alta dal campo e dall'Europeo dopo una partita di grande fair-play, unica nota stonata che con la nostra vittoria passa matematicamente anche la Francia. Scherzo, giusto che concediamo loro la rivincita di Berlino, sperando di batterli nuovamente come fecero loro con noi a Parigi e Rotterdam.

I voti degli azzurri.

Buffon 6,5, Panucci 7, Cannavaro 7, Barzagli 7,5, Zambrotta 6,5, Pirlo 7, Gattuso 6,5, Ambrosini 7, Camoranesi 7, Di Natale 7,5, Toni 7,5, Iaquinta 6,5, De Rossi e Chiellini sv. Donadoni 7

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Posted by Gabriele | Comments (0)

Friday, 16 November 07, 06:29 AM

La storia della Nazionale italiana inizia nel 1910 e per quasi vent'anni è fatta di scontri con altre compagini dell'Europa continentale, specie con le vicine Svizzera, Francia e Austria. Motivi geografici, ovviamente, ma anche lo snobismo che gli inventori britannici del calcio riservano alle squadre del continente. Non a caso, il primo match degli Azzurri con una squadra isolana è contro gli irlandesi, obiettivamente nazionale di secondo piano. Si gioca a Torino, nel 1926: 3-0 per l'Italia. Con gli inglesi ancora “latitanti”, l'Italia incontra la Scozia nel maggio del 1931, tra la 28ma e la 29ma di campionato, in cui la lotta scudetto tra Juventus e Roma è serrata. Pozzo convoca molti giocatori da ambo le parti, c'è anche un piccolo caso: Caligaris, capitano con 52 presenze, è un po' il braccio destro di Pozzo, e impone la presenza di Bertolini, per il quale è stato lasciato fuori niente meno che Fulvio Bernardini contro la Spagna, in aprile. Stavolta giocano entrambi, in una partita in cui il quintetto delle meraviglie (Costantino, Cesarini, Meazza, Ferrari e Orsi) fa faville. Vince l'Italia 3-0, con reti di Faele Costantino, di Meazza e di “Mumo” Orsi. La porta di Combi rimane inviolata, i 25.000 dello Stadio del PNF vanno in visibilio per le prodezze dei loro idoli.

Devono trascorrere altri 34 anni prima di rivedere le due nazionali fronteggiarsi. Accade il 9 novembre 1965, siamo alla qualificazione per i mondiali inglesi, gruppo 8 con Finlandia e Polonia. Gli azzurri otto giorni prima hanno strapazzato la Polonia, 6-1 all'Olimpico di Roma, e comandano il girone con 7 punti, la Polonia ne ha 6, la Scozia 5 e la Finlandia 2. I polacchi però sono fuori dai giochi, mancano infatti solo gli scontri tra italiani e scozzesi, prima al Celtic Park, il 9 novembre, e a Napoli il 7 dicembre. Davanti ai centomila e passa di Glasgow, il ct Fabbri cerca di stupire: mentre tutte le squadre in campionato attuano il catenaccio, lui fa giocare Rosato stopper fluidificante e Salvadore libero con mansioni anche di stopper. L'esperimento si rivela fallimentare, la Scozia mette sotto per tutti i 90 minuti gli azzurri, il solo Rivera ha un'occasione in contropiede che sfuma. Le folate dei terzini scozzesi sono incessanti, in una di esse il laterale destro Greig avanza indisturbato e batte Negri. Siamo all'88', non c'è più tempo per recuperare, i 103.000 del Celtic Park esultano. Italia e Scozia comandano il girone con 7 punti. La differenza reti è mostruosamente a vantaggio dell'Italia, ma a quei tempi in caso di parità c'è lo spareggio. Fondamentale diventa così l'ultima gara del gruppo: il San Paolo è una bolgia, gli incitamenti (e i mortaretti) disorientano gli scozzesi. Fabbri, che è coperto dalla Federazione sebbene criticato dalla stampa, persevera nel suo schieramento che si rivelerà fatale nella fase finale, ma ottiene la qualificazione. A Napoli finisce addirittura 3-0, con gol di Pascutti, Facchetti e Mora. Le critiche -per il momento- sono sopite, ma al Mondiale ci aspetterà la Corea.

Altri 23 anni e siamo alla fine del 1988. L'Italia di Azeglio Vicini ha appena concluso l'Europeo al terzo posto e, ospitando il Mondiale del 1990, è attesa da una lunga serie di amichevoli. Quella con la Scozia è di poco precedente il Natale, logico che ci sia qualche esperimento: debuttano Crippa e Marocchi, torna Serena, Berti gioca dal primo minuto. Davanti ai 20.000 del Curi di Perugia, l'Italia si impone per 2-0, segnano Giannini su rigore e Berti, entrambi i gol nella ripresa. Scozia e Italia sono poi inserite nel gruppo 1 delle qualificazioni a Usa 94 insieme a Svizzera, Portogallo, Estonia e Malta. L'esordio degli azzurri è difficile, un 2-2 in rimonta a Cagliari con gli elvetici, poi arriva la partita di Glasgow, stavolta si gioca allo stadio dei Rangers, Ibrox, davanti a “soli” 33.000 spettatori. Il CT è Arrigo Sacchi, ma lo spettacolo da lui portato al Milan stenta a farsi vedere in azzurro, la partita finisce 0-0 e le critiche all'allenatore di Fusignano si sprecano. Le cose però si sistemano, e quando c'è da giocare Italia-Scozia all'Olimpico, il 13 ottobre 1993, la situazione è ancora incerta. La Svizzera comanda il girone con 13 punti in 8 partite, seguono l'Italia a 12 (8), Portogallo con 10 (7), Scozia 9 (8), Malta 3 (9), Estonia 1 (8). Per gli uomini di Craig Brown è l'ultima spiaggia. Li condanna già dopo 3 minuti, ironia del destino, il nostro attuale CT Donadoni, raddoppia Casiraghi, accorcia al 18' Gallacher, per quello che rimane l'unico gol scozzese in terra italiana della storia. Ci pensa Eranio, a 10' dalla fine, a ristabilire le distanze. Sono due punti fondamentali, quelli contro gli scozzesi, che porteranno all'1-0 di San Siro sul Portogallo e al biglietto per USA '94.

Azzurri e Highlanders incrociano i loro destini 12 anni dopo, nelle qualificazioni a Germania 2006. A San Siro Lippi mette in campo una squadra offensiva, Toni è in panchina ma c'è Cassano in campo, con Totti e Gilardino. La Scozia non punge ma si difende con ordine, per scardinarla serve una fantastica punizione di Pirlo su cui il portiere scozzese Douglas si infortuna. Nel secondo tempo, la Scozia appare più convinta, ma Pirlo con una punizione fotocopia della prima chiude il conto. Al ritorno, il terzo incontro in terra scozzese della storia della Nazionale si gioca sempre a Glasgow, ma nel terzo stadio diverso, stavolta a Hampden Park. Ancora una volta la Scozia mette in difficoltà i nostri, passando in vantaggio con Miller a inizio gara, grazie anche a un errore difensivo di Zaccardo. L'Italia gioca bene ma non conclude, poi il pareggio arriva a un quarto d'ora dalla fine, con Grosso su azione di calcio d'angolo. L'Italia, come tutti sappiamo, si qualificherà e vincerà il mondiale, gli scozzesi invece saranno eliminati, terzi nel girone a ben 10 punti dai nostri. L'ultimo Italia-Scozia è recentissimo, a Bari in marzo si è giocata la gara di andata del girone di qualificazione a Euro 2008. La Scozia lotta insieme all'Italia e ai Bleus francesi per i due biglietti dell'Euro 2008, ma Toni la punisce al primo affondo. Gli interventi decisivi di Gordon salvano gli Higlanders dal raddoppio, ma la Scozia capitola al 70', ancora Toni che di testa raccoglie il cross di Camoranesi. E domani, un nuovo capitolo di questa appassionante sfida...

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Tuesday, 13 November 07, 03:01 AM

Che coraggio la Melandri, che pugno di ferro il Governo del calcio! Fermare il calcio una domenica in cui il calcio non ci sarebbe stato. La Serie A ferma per la Nazionale, la B che probabilmente si sarebbe fermata per lo sciopero sui diritti TV, la C che tanto di solito non se la fila nessuno. E' fermo a tempo indeterminato, qualcuno mi dice. Sì, ma aspettate che tra poco Matarrese dica di nuovo che "lo spettacolo deve continuare", aspettate che qualcuno ci ricordi che le partite rinviate domenica hanno coinvolto le squadre che giocano in Champions e che il calendario è intasato (il Milan deve anche andare a Tokyo a giocarsi il Mondiale per Club), e vedrete che il 24 e 25 novembre si gioca. Con buona pace della signora Melandri che probabilmente andrà a Glasgow e tirerà fuori la bandiera dalla borsetta in caso di vittoria.

Prendiamo i media, i tanto vituperati media che in questi giorni si stanno ancora meritando la cattiva fama che hanno in Italia, con le dovute eccezioni. Pare sia finita l'emergenza rumeni, adesso c'è l'emergenza ultras. Come sempre la risposta dello Stato in Italia è collettiva, quindi inefficace. Torme di teppistelli da stadio si rendono protagonisti di reati già esistenti nel codice penale, e invece di fermarli, processarli per direttissima e incarcerarli, si prendono misure che fanno sparire la polvere sotto il tappeto. Ben vengano i fermi e gli arresti a Milano, Bergamo e Roma (gravissimi gli attacchi alle caserme, sono un attacco eversivo allo Stato), ma i media per una volta facciano il loro lavoro di cani da guardia, ci tengano informati sugli sviluppi degli arresti, ci facciano sapere se i devastatori fermati e identificati con telecamere sono rilasciati e continuano a frequentare le sedi dei gruppi ultras. Così ce ne ricorderemo la prossima volta che il poliziotto, dopo che abbiamo passato il tornello, ci perquisirà e ci porterà via la bottiglietta di acqua da 50cc.

Ci sono poi i quotidiani che non esitano a fare gli ultras anche nel momento in cui si dovrebbe essere tutti uniti. Tuttosport insiste sulla Juve danneggiata dagli arbitri e cita il fantomatico Osservatorio sugli errori arbitrali, secondo cui la Juve sarebbe prima davanti all'Inter (con o senza partita in più?). A parte che i metodi non sembrano molto scientifici (prendono il risultato e lo cambiano in base ai presunti errori arbitrali, ma se mi annullano un gol regolare sullo 0-0 e poi perdo 2-0, magari con un gol in contropiede al 94', è difficile definire l'errore non decisivo. E poi, come la mettiamo coi fuorigioco che non ci sono ma che fermano un giocatore lanciato a rete? Contano come gol?), Padovan fomenta gli animi e lo sa : la parola "rivolta" pare quanto mai fuori luogo dopo quel che è successo domenica. Se poi aggiungiamo che ieri c'è stato un interrogatorio di Giraudo, indagato con Moggi e Bettega per le plusvalenze, Tuttosport che ovviamente non l'ha riportato in prima pagina, ha dimostrato ancora una volta di essere carta straccia. Con che coraggio faranno ancora i titoloni sulle plusvalenze dell'Inter?

Prendiamo invece la Gazzetta, che oggi lancia in prima pagina un'intervista a Kakà che, poverino, dice BASTA a caratteri cubitali, che se in Italia continua così, i campioni (generico) se ne vanno. A parte che può sempre rinunciare a quella cittadinanza italiana che gli permette di andare in Spagna come comunitario, mi sembra di capire, da quel che si sente in giro, che se il Milan a fine anno dovesse dargli un paio di milioni in più, magari un aumento a Digao e l'assunzione del cugino come magazziniere, potrebbe anche restare. Che poi, agli ultras non interessa che Kakà resti o se ne vada, e nemmeno a Kakà frega nulla degli incidenti ma solo dei soldi, mi sembra più che normale. Ma ormai tutto sembra una fiction, un noir senza il colpevole ma con molte vittime.

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Friday, 09 November 07, 06:27 AM

Ci ha pensato la Gazzetta oggi, ma se l'ha fatto è stato come al solito per stoppare voci ancora più gravi. Ronaldo è svogliato, non si presenta alle sedute fisioterapiche, non risponde al cellulare. E' fuori da luglio, praticamente non ha mai giocato in questa stagione, e ora si appresterebbe a rientrare. Le voci sono su una vita di Ronaldo non proprio da atleta, molto simile a quella di Adriano, ma se ne parla di meno. A dimostrazione che spesso i giornalisti non ci dicono tutto quello che sanno, ma solo quello che gli conviene. Il problema è che il Milan ha potere mediatico, usa la propaganda per coprire gli insuccessi calcistici e fatti come quello di Ronaldo. Mi spiace, ma la Gazzetta sbaglia quando scrive che "sull'altra sponda del Naviglio sono meno attenti a custodire i segreti": sono tutti capaci allo stesso modo, è chi viene a saperli, questi segreti, che a volte decide di divulgarli altre no, e non è mai per simpatia!

Dunque, Ronaldo non fa vita da atleta, forse eccede negli stessi vizi notturni di Adriano, oltra a non allenarsi e a non avere disciplina. Vorrebbe andarsene per guadagnare di più, almeno così mi dicono. Ma fino ad oggi, il nulla mediatico. C'è perfino qualche tifoso rossonero che si lamenta e accusa la Gazzetta di destabilizzare la Società (ovviamente con la maiuscola) facendo queste rivelazioni al momento del rientro in campo. Com'è possibile, allora, che per il Milan (e di riflesso per i media) ogni settimana dal 31 luglio era buona per il rientro, mentre i giornalisti che conosco mi dissero da subito che prima di novembre non sarebbe stato possibile rivedere Ronaldo? C'è da chiedersi piuttosto come mai questo articolo sia uscito prepotentemente solo oggi, 9 novembre. Forse il Milan ha dato il via libera perché adesso serve screditare Ronaldo? Che, di suo, vorrebbe lasciare il Milan per un ultimo contratto "pesante", così come Adriano lascerebbe l'Inter.

Tutto questo discorso si interseca con le dichiarazioni di ieri di Silvio Berlusconi, abbastanza irritanti. Non tanto per aver detto che gli interesserebbe Adriano al Milan, cosa legittima nonostante le levate di scudi ogni volta che al Real nominano Kakà, quanto per quel "Adriano vorrebbe lasciare l'Inter? Chi non lo prenderebbe, quindi anche il Milan. Tutto dipende dall'ambiente che ha intorno". Ecco, oggi sulla Gazzetta s'è capito che ambiente troverebbe a Milanello, anzi no. Se Adriano beve e fa tardi la notte è colpa dell'ambiente, se lo fa Ronaldo, è colpa di Ronaldo.

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Friday, 02 November 07, 05:43 PM

Aprile 1961, pieno boom economico. Jurij Gagarin è appena andato nello spazio e gli esuli cubani addestrati negli USA stanno preparando l'invasione del proprio paese, ma verranno respinti dai castristi nella Baia dei porci. Anche la Juventus sta resistendo agli assalti di Milan e Inter, rispettivamente a 3 e 4 punti dalla vetta quando mancano sette giornate al termine. Il 16 aprile al "Comunale" di Torino arriva un'Inter desiderosa di avvicinarsi alla capolista. Il pubblico è tantissimo, si parla di 10.000 biglietti in più venduti rispetto alla capienza dello stadio, manca poco che non accada la tragedia. I cancelli crollano, per fortuna non accade nulla di grave ma il pubblico straborda ed è costretto a seguire la partita da bordo campo.

Gli interisti non ci stanno e protestano con l'arbitro che, dopo aver deciso in un primo momento che si può giocare, alla mezzora sospende la partita. Logico il ricorso dell'Inter, e altrettanto scontato lo 0-2 a tavolino, tanto è chiara la responsabilità oggettiva degli juventini. Accade il 26 aprile, il 30 l'Inter espugna Ferrara 3-1, la Juve perde a Genova con la Samp e c'è l'aggancio. Sta nella logica anche che i bianconeri facciano ricorso, inoltrato dal 33enne avvocato Vittorio Caissotti di Chiusano, in futuro presidente juventino dal 1990 fino alla sua morte avvenuta nel 2003. L'unica cosa che fa apparire il tutto strano al limite del grottesco è che il ricorso va fatto alla FIGC, di cui il 27enne precocissimo presidente è Umberto Agnelli, che in quel periodo è anche reggente della Juventus (corsi e ricorsi, nel 1946 il fratello Gianni era diventato presidente della Juve a soli 25 anni).

C'è chi ovviamente parla di conflitto d'interessi, fatto sta che il campionato prosegue e la Juve torna al comando. La FIGC -ripetiamo, presideuta da Umberto Agnelli- decide alla fine per la ripetizione. Ormai il campionato è andato, la partita si gioca il 10 giugno, una settimana dopo la fine delle ostilità. L'Inter -giustamente- manda la squadra giovanile per protesta, e perde 9-1, con un Sivori scatenato contro dei ragazzini, con il suo solito fare irridente segna sei gol, ancora oggi record in Serie A, nonostante non sia stato realizzato contro una squadra di Serie A, ma contro la sua Primavera (anche se la dicitura non è esatta, visto che il Campionato Primavera parte nella stagione 62-63).

Nell'incrocio di destini, il 9-1 è l'ultima partita di Giampiero Boniperti e la prima di Sandro Mazzola, che realizza l'unica rete nerazzurra, su rigore. Per la cronaca Umberto Agnelli, travolto e amareggiato dalle polemiche, lascia la Federazione, ma ormai la frittata è fatta. Curiosità: nel delirio antiinterista dei tifosi juventini, feriti da Calciopoli, questo episodio è finito in un sito, tra quelli che hanno macchiato la storia dell'Inter, per il fatto di aver mandato la Primavera. Ecco, non so se sono d'accordo con questa interpretazione...

Torino, 10 giugno 1961

Juventus-Inter 9-1 (3-0)

Juventus: Mattrel; Emoli, Sarti; Boniperti, Cervato, Colombo; Mora, Charles, Nicolè, Sivori, Stacchini;
Inter: Annibale; Riefolo, Tacchini; Morosi, Masetto, Dal Maso; Manini, Mazzola, Fusari, Guglielmoni, Ghelli;
Reti: 11' Sivori, 12' Sivori, 17' Sivori, 52' aut. Riefolo, 54' Sivori, 64' Nicolè, 67' Sivori, 78' Mazzola (IN) rig., 79' Mora, 90' Sivori rig.

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Posted by Gabriele | Comments (0)

Wednesday, 31 October 07, 12:03 PM

Stasera c'è sono di fronte Inter e Genoa, le mie due squadre preferite. Ossia, io sono interista, ma tifo anche Genoa dagli anni in cui andavo in Liguria in vacanza e avevo tutti amici e soprattutto amiche genoane, erano gli anni di Aguilera e Skuhravy. Ma Inter-Genoa mette di fronte due dei club più gloriosi della storia del calcio, allora per l'angolo della storia vi racconterò non di un Inter-Genoa, ma di un Ambrosiana-Genova che valse lo scudetto. E' il 15 giugno 1930, e si gioca la terz'ultima giornata del primo campionato a girone unico. L'Ambrosiana allenata da Arpàd Weisz è un po' sorprendentemente al comando con 47 punti, quattro in più del Genova che la domenica precedente ha battuto 2-0 la Juve, eliminandola dalla ricorsa ai nerazzurri.

Si gioca nel campo di via Goldoni, inaugurato nel 1913 con un'amichevole tra Inter e Lazio. Via Goldoni è a quei tempi estrema periferia Est del capoluogo, non lontano dai luoghi che hanno visto crescere il "Balilla", al secolo Giuseppe Meazza. Il ventenne figlio di una povera ortolana e orfano di guerra ha appena vent'anni, ma da due è punto fermo della squadra nerazzurra. Solo tre anni prima Poldo Conti, capitano dell'Inter, ha riso vedendo quel ragazzino tanto gracile cambiarsi nel suo stesso spogliatoio. "Adesso facciamo giocare anche i Balilla?" ha detto ironico. A breve dovrà ricredersi, e infatti in quel 1929-30 Meazza, prima dello scontro diretto coi rossoblu di Garbutt, ha già realizzato 28 reti in 31 partite.

Meazza è avviato ormai a diventare uno dei più grandi campioni di tutti i tempi, ma quel 15 giugno c'è ancora il Genova da battere per conquistare il terzo scudetto tra Inter e Ambrosiana, a dieci anni dall'ultimo squillo di tromba. Non è un impresa facile sulla carta, ma se l'Ambrosiana vince lo scudetto è suo, se pareggia tutto è rinviato allo scontro con la Juventus della domenica dopo, sempre a Milano. Se l'Ambrosiana perde... beh, i ragazzi di Weisz non ci vogliono nemmeno pensare, visto che fisicamente non ne hanno più, ma è certo che il campionato si aprirebbe in modo abbastanza inaspettato.

Manca poco all'inizio della partita, ma all'appello non c'è uno dei protagonisti, il terzino ambrosianista Gigi Allemandi (quello dello scandalo dello scudetto revocato al Torino nel '27). Allemandi si sta avviando al campo di gioco, è in ritardo, perde l’autobus e deve prendere un’automobile a noleggio. In piazza San Babila ha un incidente, discute con l’avversario e ci fa a pugni, gli spacca la faccia e viene portato in questura. Gli prendono le impronte, per lui si prospetta una notte in galera ma riesce a spiegarsi, qualcuno lo riconosce e viene lasciato andare con tante scuse.

Quando Allemandi arriva al "Virgilio Fossati", nessuno guarda la partita tra le riserve perché nei cieli sopra via Goldoni c'è un'esibizione di aerei partiti dal campo volo di Cinisello. Le tribune sono di legno e non sono granché sicure e così, quando tutti si ammassano avanti per vedere gli aerei, quella dei popolari crolla in un fragoroso boato. Ci sono numerosi feriti (a seconda delle fonti, dai 100 ai 180), i giocatori nerazzurri benché scossi si adoperano per prestare i primi soccorsi. Garbutt invece furbescamente tiene il Genova tutto dentro gli spogliatoi per non impressionarlo. Si gioca, non si gioca? Tutti guardano l'arbitro, Albino Carraro da Padova, che per ironia della sorte diventerà 6 anni dopo, per alcune partite, allenatore proprio dell'Ambrosiana.

Carraro decide che si può giocare, come volevano i genovesi, la partita inizia con 20' di ritardo. L'Ambrosiana schiera: Degani; Gianfardoni, Allemandi; Rivolta, Viani, Castellazzi; Visentin, Serantoni, Meazza, Blasevich, Conti. Risponde il Genova con: Bacigalupo; Lombardo, Spigno; Parodi, Albertoni, Gilardoni; Puerari, Bodini I, Banchero I, Casanova, Levratto. E' quest'ultimo a sbloccare il risultato dopo 4' con un sinistro poderoso che batte Degani. Bodini raddoppia e l'Ambrosiana sembra ko, ma è proprio Meazza, il più giovane, a prenderla per mano. Accorcia al 22', poi in due minuti si è già sul 2-3: segnano nuovamente Levratto e Meazza.

Nella ripresa il “Balilla” si scatena, e i milanesi sono fortunati perché si fa male Manlio Bacigalupo, che resta in campo per onor di firma. Allemandi (ancora nevoso per il movimentato prepartita) si fa cacciare ma nel frattempo Meazza ha pareggiato. La superiorità numerica permette al Genova di attaccare, e a due dalla fine il Grifone conquista un rigore per fallo su Levratto. Lo “sfondareti” non se la sente di tirare, forse intimorito dalla folla dietro la porta, non proprio ben disposta nei confronti dei genovesi, tocca a Banchero che la manda fuori pur avendo spiazzato Salterello Degani. Finisce 3-3 e dieci contro dieci (espulso anche Bacigalupo per un pugno a Blasevich che l’aveva caricato), tra le urla di gioia dei tifosi milanesi che restano a +4 dai rivali. La domenica successiva la vittoria sulla Juve, ormai a -5 e fuori dai giochi per lo scudetto, dà il terzo tricolore all'Ambrosiana.

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Thursday, 25 October 07, 01:23 PM

E' naturale un po' presenzialismo in TV e nelle radio quando c'è un libro nuovo da presentare, e del resto qui non si contesta il diritto di nessuno di partecipare a diverse trasmissioni, in più c'è la libertà di parola e se non si calunnia o diffama nessuno, non c'è niente da dire.

D'altra parte ha ragione Dipollina: appena sbuca Moggi, i telecomandi cambiano canale da soli. La cosa non sorprende: il libro non dice nulla che Moggi in questi diciotto mesi non avesse già detto nelle sue comparsate. Lo stesso sta accadendo in questo suo "Calcio nel cuore Tour 2007": lui non ha fatto nulla di male, Collina andava a cena da Meani e Facchetti parlava con Bergamo, il calcio è un bordello senza vergini. Mancavano solo "La palla è rotonda", "Gol sbagliato, gol subito", "Non ci sono più le mezze stagioni", e via banalizzando.

L'unica cosa non proprio irrilevante è stata l'ammissione delle SIM svizzere date a Bergamo che, come ha sottolineato giustamente Ruggiero Palombo, legittima le decisioni dei giudici di Calciopoli. Ma questi sono gli argomenti che -immagino- al nostro Paletta piacciono poco, visto che su questo ha polemizzato con l'unico giornalista non della sua cricca alla presentazione del libro (che infatti ha simpaticamente esordito con un "So di giocare fuori casa").

Oggi l'ex direttore juventino era ospite di Fabio Santini a RTL 102.5, altra rete non certo pro Calciopoli, e il tutto ha portato a solo 5 pagine, nel momento in cui scrivo, dico 5 pagine di interventi nel forum dei pinguini così moggiani che più moggiani non si può. Forse è stato per l'orario, ma comunque credo cha anche loro ormai si siano stancati di aspettare il famoso "botto" che Moggi da un anno e mezzo promette a tutti i suoi fans. Meglio allora finanziare le varie Wanna Marchi del web che promettono la restituzione dei due scudetti come sale che si scioglie nell'acqua, meglio boicottare tutto e tutti quelli che non scrivono quel che loro vogliono leggere e non dicono quel che loro vogliono sentirsi dire, meglio cercare di imporre a SKY i telecronisti dall'alto dei loro 14 milioni. Moggi, anche per loro, è un disco rotto.

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Sunday, 14 October 07, 03:57 AM

Viste ieri in TV, Scozia e Italia, mi hanno dato diverse sensazioni. Dei leoni gli scozzesi, sostenuti da un Hampden Park strapieno e urlante, con l'Ucraina che sul 2-1 ha rischiato di pareggiare ma che è stata ancora punita ancora da McFadden, il giustiziere della Francia. Ha voglia Blokhin a dire che la sua squadra si impegnerà fino alla fine, ieri mi sono sembrati andare a una velocità inferiore agli scozzesi, che arrivavano sempre prima sulla palla, il gol di Sheva casuale, dopo le topiche in Champions League ancora una volta Shovkovskiy scandaloso.

Insomma, anche se si sapeva che l'Italia avrebbe vinto, si era quasi certi che non convincesse, e così è stato. Diciamocelo: l'Italia al momento è Buffon (ieri disoccupato), Pirlo, Toni e poco più. La continua e persistente rinuncia di Donadoni ai giovani, il ricorso a vecchi leoni come Ambrosini e a giocatori in presunta crisi come Grosso ha fatto sì che l'Italia giochicchiasse senza pungere più di tanto. Toni colpisce un palo incredibile (nel senso che è incredibile come abbia fatto a non segnare) ed è solo grazie a un erroraccio di tale Georgi Lomaia, portiere senza club, che l'Italia passa con Pirlo.

Nella ripresa le cose vanno un po' meglio, ma l'1-0 è sempre a rischio beffa specie dopo l'ingresso del bambino Kenia, un potenziale campione. Poi arriva il raddoppio dell'eroe di Germania Fabio Grosso, perfetto l'assist di Toni che come al solito riesce a togliere un paio di uomini alla difesa avversaria. Mancano tre giornate, e le tre squadre che lottano per i due posti in Austria e Svizzera devono giocare ancora due partite. Come da titolo, al momento la Scozia è in testa al girone e merita di passare. O meglio, per come si sono messe le cose è giusto che l'Italia debba espugnare Hampden Park per qualificarsi.

Toppmoeller e la sua Georgia promettono battaglia mercoledì, ma è davvero difficile pensare che possano dare una mano alla nostra nazionale. Non che la Scozia abbia avuto un grande rendimento fuori casa, ma insomma gli uomini di McLeish  sono in forma e non dovrebbero avere problemi. Scozia-Italia sarà un altro discorso: all'andata l'Italia vinse e col suo gioco può mettere in difficoltà gli Highlanders. Ma certo, come sarebbero diverse le cose se a Napoli non avessimo pareggiato con la Lituania: quella partita ce la stiamo portando dietro fino alla fine, speriamo di dimenticarcene la sera del 17 novembre!

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Thursday, 11 October 07, 08:10 AM

Avendo appreso che Briatore lo vorrebbe per il suo QPR, Totti ha detto che dirà di sì solo nel caso in cui la squadra cambi il nome in SPQR.

Galliani non vuole sentir parlare di nuovi portieri: "Siamo la squadra che ne ha di più, sei compresi quelli in prestito. Peccato non poterli fare stare in porta contemporaneamente". Dall'Isola dei famosi, squadra in cui milita Coco, è rientrato dal prestito Malgioglio. Tra l'altro è del '58, manco tanto vecchio per il Milan. Proteste di Ballotta, pronto ad incatenarsi ai pali dell'Olimpico nel caso in cui il suo record cada.

Cristian Chivu, giocatore rumeno in nerazzurro: “Rischierò la spalla pur di giocare con la Nazionale”. Viorel Chivu, muratore rumeno in nero: "Io rischio la vita tutti i giorni sull'impalcatura".

La tesi difensiva di Dida a Glasgow: "Ho finto il mal di testa perché, dopo la papera sul 2-1, Seedorf mi ha promesso che negli spogliatoi mi avrebbe fatto un c..o così".

Dopo l'ennesimo incidente, un pirata della strada si giustifica dopo l'arresto: "Sono finito fuori strada e ho investito due pedoni perché Trezeguet mi è passato davanti e mi ha distratto". Drastico Collina: "Dovete chiedere agli investiti se Trezeguet era in fuorigioco o no".

Visto che in Germania uno stupratore ha avuto l'attenuante di essere sardo, pronto per il Milan un passaporto portoghese per giustificare il fatto che Dida fosse dentro lo stadio di Glasgow senza aver pagato il biglietto. Ultim'ora: visti i precedenti, i legali del Milan preferiscono rinunciare a questa linea di difesa, e stanno ricercando nell'albero genealogico del portiere antenati circensi.

(nella foto: Dida accidentalmente colpito da un oggetto)

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