Tuesday, 13 November 07, 03:01 AM · Comments (0)
Che coraggio la Melandri, che pugno di ferro il Governo del calcio! Fermare il calcio una domenica in cui il calcio non ci sarebbe stato. La Serie A ferma per la Nazionale, la B che probabilmente si sarebbe fermata per lo sciopero sui diritti TV, la C che tanto di solito non se la fila nessuno. E' fermo a tempo indeterminato, qualcuno mi dice. Sì, ma aspettate che tra poco Matarrese dica di nuovo che "lo spettacolo deve continuare", aspettate che qualcuno ci ricordi che le partite rinviate domenica hanno coinvolto le squadre che giocano in Champions e che il calendario è intasato (il Milan deve anche andare a Tokyo a giocarsi il Mondiale per Club), e vedrete che il 24 e 25 novembre si gioca. Con buona pace della signora Melandri che probabilmente andrà a Glasgow e tirerà fuori la bandiera dalla borsetta in caso di vittoria.
Prendiamo i media, i tanto vituperati media che in questi giorni si stanno ancora meritando la cattiva fama che hanno in Italia, con le dovute eccezioni. Pare sia finita l'emergenza rumeni, adesso c'è l'emergenza ultras. Come sempre la risposta dello Stato in Italia è collettiva, quindi inefficace. Torme di teppistelli da stadio si rendono protagonisti di reati già esistenti nel codice penale, e invece di fermarli, processarli per direttissima e incarcerarli, si prendono misure che fanno sparire la polvere sotto il tappeto. Ben vengano i fermi e gli arresti a Milano, Bergamo e Roma (gravissimi gli attacchi alle caserme, sono un attacco eversivo allo Stato), ma i media per una volta facciano il loro lavoro di cani da guardia, ci tengano informati sugli sviluppi degli arresti, ci facciano sapere se i devastatori fermati e identificati con telecamere sono rilasciati e continuano a frequentare le sedi dei gruppi ultras. Così ce ne ricorderemo la prossima volta che il poliziotto, dopo che abbiamo passato il tornello, ci perquisirà e ci porterà via la bottiglietta di acqua da 50cc.
Ci sono poi i quotidiani che non esitano a fare gli ultras anche nel momento in cui si dovrebbe essere tutti uniti. Tuttosport insiste sulla Juve danneggiata dagli arbitri e cita il fantomatico Osservatorio sugli errori arbitrali, secondo cui la Juve sarebbe prima davanti all'Inter (con o senza partita in più?). A parte che i metodi non sembrano molto scientifici (prendono il risultato e lo cambiano in base ai presunti errori arbitrali, ma se mi annullano un gol regolare sullo 0-0 e poi perdo 2-0, magari con un gol in contropiede al 94', è difficile definire l'errore non decisivo. E poi, come la mettiamo coi fuorigioco che non ci sono ma che fermano un giocatore lanciato a rete? Contano come gol?), Padovan fomenta gli animi e lo sa : la parola "rivolta" pare quanto mai fuori luogo dopo quel che è successo domenica. Se poi aggiungiamo che ieri c'è stato un interrogatorio di Giraudo, indagato con Moggi e Bettega per le plusvalenze, Tuttosport che ovviamente non l'ha riportato in prima pagina, ha dimostrato ancora una volta di essere carta straccia. Con che coraggio faranno ancora i titoloni sulle plusvalenze dell'Inter?
Prendiamo invece la Gazzetta, che oggi lancia in prima pagina un'intervista a Kakà che, poverino, dice BASTA a caratteri cubitali, che se in Italia continua
così, i campioni (generico) se ne vanno. A parte che può sempre rinunciare a quella cittadinanza italiana che gli permette di andare in Spagna come comunitario, mi sembra di capire, da quel che si
sente in giro, che se il Milan a fine anno dovesse dargli un paio di milioni in più, magari un aumento a Digao e l'assunzione del cugino come magazziniere, potrebbe anche restare. Che poi, agli
ultras non interessa che Kakà resti o se ne vada, e nemmeno a Kakà frega nulla degli incidenti ma solo dei soldi, mi sembra più che normale. Ma ormai tutto sembra una fiction, un noir senza il
colpevole ma con molte vittime.