Tuesday, 08 May 07, 03:36 AM · Comments (0)

Stamattina spendendo i miei soliti dieci minuti per la rassegna stampa sportiva ho trovato questo richiamo in prima pagina del Corriere dello Sport. Si parla della finale di domani, di cui qui si è già trattato, e di un altro argomento che catalogherei ancora una volta nella serie 'rispetto zero per i tifosi'. I calciatori, quei giovanotti in salute che guadagnano stipendi annuali a sei zeri (in euro), vogliono più vacanze a Capodanno. Tanto per capirci, quest'anno hanno giocato la 18ma giornata il 23 di dicembre, e ripreso con la 19ma il 13 di gennaio: vogliono per caso chiudere la baracca per due mesi? Sinceramente non capisco.
Nello stesso periodo, in Inghilterra hanno giocato il 23 dicembre come da noi, poi il 26 (il 'Boxing Day' è una tradizione consolidata), il 30 e infine il giorno di Capodanno. Nessuno si è lamentato. Il tanto sbandierato 'modello inglese' per la gestione (leggasi più repressione) dei tifosi, qui magicamente non vale più. E poi, sono scemi i calciatori d'Oltremanica o furbi i nostri? Scemi noi tifosi, come sempre, noi che con gli abbonamenti allo stadi, a SKY, i biglietti allo stadio li finanziamo, che nonostante gli scandali continuiamo a seguire il calcio e a farci prendere in giro. Ora, il calcio è diviso tra chi è nostalgico del passato in cui si giocava in contemporanea e alle sei si era tutti davanti alla TV per 90° minuto, e chi si fa abbuffate di incontri giocati in ogni angolo del mondo da calciatori strapagati, e poi si guarda il dibattito che segue le partite con lo stesso interesse.
I calciatori, a quanto pare, stanno a metà. Amano il presente che garantisce loro stipendi da favola e un trattamento da star di Hollywood, ma allo stesso tempo vorrebbero tornare a un passato in cui i calciatori giocavano una ventina di partite di meno, quando in fatto di vacanze non avevano nulla da invidiare a un impiegato del catasto (questi ultimi non ce ne vogliano). Il calcio è diventato uno spettacolo? Allora che spettacolo sia, e gli attori non si possono comportare come se fossero dei lavoratori dipendenti. Ce lo vedete De Niro che interrompe le riprese di un film e va a passare le feste in famiglia?
Inoltre, se il calcio è anche un business dei più redditizi, può chiudere i battenti in un periodo, come le feste natalizie, in cui la "gente comune" ha più tempo libero e soldi (la tredicesima) per vedere le partite? Direi proprio di no! Pensare che io, guardandomi in TV le partite della Premier, ho sperato che in un futuro non lontano potessimo anche noi vedere qualche bella partita di Serie A il 26 dicembre, con gli stadi pieni di gente infreddolita ma felice: povero illuso che sono. Loro, gli "impiegati" milionari, vogliono fare più festa. Forse noi tifosi, visto che ci mancano di rispetto in un modo così palese, visto che non abbiamo uno straccio di diritto, forse dovremmo anche andare a casa loro a cucinare il cenone della vigilia?