Thursday, 17 May 07, 03:13 AM · Comments (0)
A Giancarlo Padovan a volte va proprio male. Ieri su Tuttosport, in taglio basso in prima pagina ma a nove colonne all'interno, faceva dire in un virgolettato nientemeno che a Blatter la frase "Inter vergogna". Per qualche scandalo? Per la "Spy Story"? Per le intercettazioni? No, per la rissa di Valencia, che Blatter accomuna a quella tra Chelsea e Arsenal nella finale di Curling Cup. Ha ragione Blatter a criticare le risse tra giocatori? Sì. Un giornale serio avrebbe titolato "Inter vergogna"? Ovviamente no.
Del resto, Tuttosport qualche mese fa metteva questo titolone ad effetto, in cui si dice che solo la Juve è pulita. Fa il paio con "Inter vergogna" perché sembra voler dire una cosa anziché un'altra, ma comunque il senso era questo: visto che tra le squadre condannate per Calciopoli la Juventus è l'unica che ha cacciato i cattivi, è l'unica -delle squadre condannate per lo scandalo- ripulita. Forse...
Ovviamente, perfino Blatter nell'intervista faceva i complimenti alla Juve per come era risorta dallo scandalo (in realtà faceva i complimenti per la promozione in serie A), però ieri era davvero il giorno sbagliato. Perché proprio di ieri è la polemica per le dichiarazioni di Luciano Moggi e Alessio Secco, secondo cui l'ex DG ("Il Direttore", come affettuosamente lo chiamano ancora i tifosi nostalgici) ha espresso la sua solidarietà per le critiche all'attuale direttore sportivo. Cosa lecita, anche ovvia in condizioni normali, ma strana per una società che deve rifarsi la verginità proprio da rapporti pericolosi come quello con Moggi.
Sta di fatto che ora la società Juve è spaccata in due: da una parte un infuriato Cobolli Gigli e Jean Claude Blanc, dall'altra lo stesso Secco (che il "consigliere privato" Moggi chiama anche per consigli nelle trattative) e Bettega, il pezzo di Triade rimasto in società (altri dirigenti "minori" sono ancora dentro, come dichiarato da Capobianco). La lotta sarà aspra, e da come va a finire dipende la conferma di Deschamps, ma soprattutto il vero grado di "pulizia" della Juve. Certo che, dopo aver saputo che il fantasma di Moggi sta ancora sulle loro teste, da oggi sarà più difficile definirsi puliti. Anche la tifoseria è spaccata in due, tra chi chiede a Moggi di stare lontano e chi lo glorifica, sperando che torni presto al timone di una Juve vincente, con qualunque mezzo.