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Saturday, 12 May 07, 09:56 AM · Comments (0)

Non ci stancheremo mai di dire che in Calciopoli il capitolo riguardante il controllo dei media è fondamentale, non perché i giornalisti siano la causa di tutti i mali del mondo ma perché la creazione di un certo clima è decisiva sia per assegnare scudetti a tavolino (in questo senso quelli della Juve di Lippi sono simili agli ultimi due interisti) che per preparare il terreno alle porcate del futuro prossimo. Quanti editoriali abbiamo già letto sul fatto che 'C'è stata una sola società colpita e che ha già pagato fin troppo' e che 'in fondo hanno rubato tutti'?

Sul secondo tema è quasi banale che esistono vari gradi di colpevolezza, anche fra chi ha condiviso lo stesso sistema, mentre su primo osiamo ricordare che in fin dei conti una società come la Fiorentina ha pagato con la doppia perdita della Champions League un tentativo di furbata dei suoi dirigenti e al via della stagione 2007-2008 avrà avuto in fondo gli stessi danni di una società che ha controllato, attraverso il suo direttore generale, decine di partite e di arbitri.

Non è che vogliamo stare a ribadire fatti già ampiamente accertati, ma evidenziare che in fin dei conti gli strumenti di controllo dell'opinione pubblica se la sono cavata con niente. In questo senso l'intervista di Marco Mensurati, giornalista di Repubblica, fatta a Maurizio Capobianco, dirigente juventino di lunghissimo corso (ha lasciato nel 2005 una società nella quale era entrato ai tempi di Platini giocatore), è illuminante. Anche per i discorsi arbitrali e di rapporti con le curve, ma adesso restringiamo il discorso ai giornalisti. Parola di Capobianco: ''Sulla questione giornalisti la Juve aveva consulenze molto ricche con società vicine ad alcuni di loro. Almeno in un caso, a inizio stagione si stipulava un contratto per studiare dei progetti di comunicazione.

Poi a giugno, se la Juve aveva vinto lo scudetto, la società decideva di realizzare quei progetti e pagava il premio alla società di comodo: i progetti, ovviamente, non vedevano mai la luce''. Capito i nostri opinionisti e cronisti d'assalto? Senza nome, ma non troppo...Insomma, come giustamente osserva Mensurati, una sorta di premio scudetto ai giornalisti fedeli. Da aggiungersi ai soliti orologi di marca, non esattamente dei Sakura Fuego (il leggendario cronografo con accendino incorporato reclamizzato da Franco Baresi nei primi anni Ottanta, roba che non avrebbe messo nemmeno Muzio Scevola). Raccomandazioni per i figli, orologi, consulenze, favori vari e chissà cos'altro. E poi qualcuno si stupisce leggendo ancora oggi commenti del genere 'con uno squadrone così la Juventus non aveva bisogno di aiuti'. La gratitudine esiste...

Stefano Olivari, "La Settimana Sportiva"

CHE DIRE? D'ACCORDO AL 120% CON OLIVARI!

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Posted by Gabriele | Comments (0)
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