Friday, 11 January 08, 02:15 AM · Comments (0)
CITTA’ DEL VATICANO - Luciano Moggi. Basta il nome. Lo conoscono tutti. C’è chi lo adora e chi lo detesta. Chi lo ha osannato e chi lo ha abbandonato nel momento del bisogno. Ha vinto tutto. Ha
dato fastidio a molti. La sua Juventus è entrata nella storia. E nella storia è entrato pure lui. Da vincente. Il calcio è così: ti glorifica e ti mortifica. Ma non ti cancella. ‘Petrus‘. Basta il
nome. Significa Pietro. Lo conoscono tutti. Si occupa del Pontificato di Benedetto XVI. E non solo. Nelle ultime settimane, infatti, si sta interessando anche del rapporto tra Sport e Fede. In
particolare, si è concentrato sul problematico mondo del calcio. Per andare a fondo, per tentare di capire i reali motivi della violenza nel calcio. E per dare voce Ce lo siamo chiesti e abbiamo
risposto senza esitazioni: nessuno. Da lunedì, quindi, ‘Big Luciano’ inizierà la sua collaborazione con ‘Petrus‘, curando una rubrica settimanale sull’ultima giornata di campionato e mescolando
temi calcistici e religiosi. Qualcuno si scandalizzerà. Ma noi siamo per l’accoglienza. Le chiacchiere, le intercettazioni, le accuse, le vendette le lasciamo ad altri; il nostro compito è
quello di fornire un contributo importante all’informazione religiosa per fare in modo che essa funga da faro per illuminare l’oscuro mondo del calcio.* Attendiamo fiduciosi il fischio
d’inizio. Benvenuto, Luciano, nella grande famiglia di ‘Petrus‘!
(www.papanews.it)
«Quanto a Moggi, i magistrati scrivono: «Ha opposto ignoranza sul senso delle prestazioni offerte dalle donne, ritenendolo un supporto ufficiale alla ospitalità gravante sul Torino calcio verso personalità sportive: ha ammesso di aver intuito di che si trattava realmente soltanto quando il rapporto fu esaurito». In pratica Lucianone, interrogato per la prima volta sul sexy-scandalo il 6 dicembre 1993 come indagato per favoreggiamento della prostituzione (la legge è la celeberrima Merlin sulle case chiuse), dice inizialmente che le tre signore erano semplici “interpreti”: «Agli arbitri delle partite internazionali che il Torino doveva svolgere io mettevo a disposizione – così come alle altre numerose persone che arrivavano insieme agli arbitri – delle interpreti. Inoltre facevo in modo che queste persone (arbitri, delegato Uefa, dirigenti della squadra ospite: una quarantina di persone) avessero degli oggetti del Torino. Per oggetti intendo coppe, distintivi, portachiavi e ricordi vari della squadra. Non so se le spese dell’albergo per gli arbitri fossero pagate o meno dal Torino». Sì, ma le signore compiacenti? «Nulla so con riferimento a delle donne, che l’Ufficio mi dice essere state pagate dal Torino, che incontravano gli arbitri e i guardalinee la notte successiva all’incontro di calcio... Le uniche donne che io ho procurato alle persone che arrivavano con la squadra estera, compresi arbitri e delegato Uefa, sono le interpreti. Non so quanto percepissero queste interpreti».
(da "Lucky Luciano, Ed. Kaos, 1998-2003)
E qui la fantastica intervista barbarica di Moggione nostro, c'è voluta una giornalista non sportiva, e nemmeno tanto cattiva come la Bignardi, per metterlo un po' in difficoltà. Fantastica, in tutta la sua volgarità (che è poi il tratto principale del nostro), la risposta che Lucianone dà a Daria quando lei gli chiede come faceva a fare tutte quelle telefonate, se per caso stesse al telefono anche mentre faceva la pipì. Risposta, nel suo fantastico idioma senese-roman-napoletano: "Se vuole glielo faccio vedere". Per non parlare del suo pargolo Alessandro, che con moglie e due figli a casa volava con jet privato a Parigi nel tentativo (non riuscito) di portarsi a letto una presentatrice TV. E Lucky Luciano con chi se la prende? Ma coi giornalisti che ne hanno parlato, e hanno fatto piangere i suoi nipotini, ovviamente! Ah, la famiglia tradizionale, o forse meglio dire la "famigghia"? Moggi su papanews.it? Come sempre, l'uomo giusto al posto giusto! Vedrete, tra 6 mesi si compra il sito e gli cambia il nome, mettendoci una "p" in più...