Thursday, 03 January 08, 02:41 PM · Comments (0)
Oggi il Corriere dello Sport pubblica un'altra puntata dell'inchiesta sugli stranieri nel calcio, e dopo aver sentito gli sproloqui sindacalxenofobi del capo vitalizio dei calciatori, l'avvocato Sergio Campana, oggi era il turno di Moratti. Non voglio entrare in merito delle dichiarazioni di Moratti, l'unica cosa che ho notato è una tabella con gli stranieri, squadra per squadra. Quelli dell'Inter sono 23, anche se nella tabella c'era il giovane montenegrino della Primavera Fatic (e allora però non devono dire che gli unici italiani sono Toldo, Orlandoni e Materazzi, ci sono anche Bolzoni e Puccio). Quelli del Milan, per esempio, sono 16, la Roma 14, la Juve meno, "solo" 11. Però, se passiamo a vedere la qualità, l'Inter ha 23 stranieri che vanno dal fenomenale Ibra ai più che discreti Solari, Pelè o Cesar, fuori dai giochi c'è solo l'eterno infortunato Vieira, che quando è in salute è ancora un top player. Non è così per le altre grandi. Nel Milan ci sono Simic, Ba, Digao, Aubameyang, Kalac, Serginho, il 38enne Cafu, insomma a parte Kakà, non è la creme del calcio mondiale. Nella Roma sono contemplati gli sconosciuti Antunes, Bertagnoli, Unal e Pit, c'è Barusso ed è ancora in rosa addirittura Kuffour. La Juve ha Tiago, Andrade, Boumsong, Vanstrattan, c'è Ruben Olivera e c'è Almiron. Ora, questo vuol dire che hanno italiani buoni, che -ovviamente- non vendono se non a prezzi esorbitanti, e che hanno lavorato bene coi giovani (cosa che si può dire anche dell'Inter, però, campione d'Italia Primavera in carica e al momento al comando in tutte le categorie).
Poi però vai a vedere il loro mercato, i giocatori che cercano, e non c'è quasi nemmeno un italiano; anzi, la Juve sta dando in prestito Criscito, così almeno si sente in giro. E la Juve fa shopping in Argentina, in Inghilterra, il Milan cerca da un anno Ronaldinho o Drogba (o sembra cercare), ha svalutato Gilardino e ancora deve ricorrere a un quasi 35enne Inzaghi. Insomma, si dà sempre addosso all'Inter per questo motivo, ma non è che le altre siano messe molto bene. A mio modo di vedere, da Sacchi e da Zeman in poi i ragazzini italiani vogliono giocare sempre meno dietro, vogliono fare tutti le punte e le mezzepunte. Il boom negli anni '90 di sport come pallavolo e basket ha fatto sì che molti cristoni che potevano diventare ottimi difensori o grandi portieri hanno preso altre strade. C'è crisi in quei ruoli, allora meglio andare sul sicuro, in paesi come Argentina (forte comunque nel basket, nel rugby e nella pallavolo) e Brasile c'è voglia di uscire da una situazione economica sfavolrevole, e così ci troviamo portieri e difensori verdeoro o albicelesti. Tornando alle polemiche anti-interiste, guardando l'elenco degli stranieri della Serie A, tutto mi è chiaro: il paragone tra i nostri e i loro è impietoso, ovvio che ci sia una punta d'invidia. Ma lasciamo perdere i discorsi della nazionalità, per favore.