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Wednesday, 09 May 07, 03:55 AM · Comments (0)

 

Ormai siamo all'incredibile, al ridicolo, questo non è nemmeno più giornalismo. Stamattina leggendo il Corriere dello Sport (che parla di "Coppa Spettacolo") mi ero quasi illuso che oggi pomeriggio ci sarebbe stata una partita interessante, spettacolare, tra le prime due squadre del campionato. Invece poi ho guardato la prima di Tuttosport, stessa proprietà ma area geografica diversa, e mi sono illuminato: ormai nel calcio italiano va tutto al contrario.

Sì, dev'essere così, altrimenti non si spiegherebbero molte cose. Prima fra tutte che l'Inter debba consolarsi per avere vinto lo scudetto cercando di vincere la Coppa Italia, quella competizione che nell'estate del 2006, al suo inizio e per la precisione nei turni preliminari per squadre un po' sfigate faceva delirare le società di serie B. "Puntiamo alla Coppa Italia, così l'anno prossimo (l'annoprossimo è ormai diventato il tormentone sotto la Mole Antonelliana) andremo in UEFA", dicevano alla Juve. E poi sono stati sbattuti fuori dal Napoli. "Adesso che abbiamo eliminato la Juve puntiamo dritti alla Coppa" esclamavano all'ombra del Vesuvio, e anche loro -puff!- evaporavano dalla Coppa Italia. Ecco, per loro sì che sarebbe stata una consolazione da grandi decadute.

Un altro indizio del fatto che dalle parti di Torino il calcio sia visto a testa in giù è l'importanza dei tornei: più qualitativa la Serie B della Serie A, ovviamente, e -incredibile!- più importante la Coppa Italia Primavera di quella senior, basti vedere lo spazio dedicato alla vittoria juventina (e di chi, se no?) tra i giovani, e il titolo di oggi. Titolone a nove colonne in un caso, ancor più eclatante se si pensa che nello stesso giorno la Roma batteva 2-1 il Manchester, taglio basso oggi, sotto a un titoletto in cui un fantozziano Buffon è costretto dai tifosi in festa (che hanno da festeggiare, lo sanno solo loro) a saltare perché "Chi non salta interista è".

Insomma, verrebbe da dire che Tuttosport è ormai diventato Tuttojuve: esaltazione per sé stessi, e tentativo continuo di sminuire le (più importanti) vittorie altrui. Forse però è andato oltre, almeno gli House organ non devono parlare, a malincuore, degli altri. Per la finale di oggi, che vinca il migliore, Mancini la vedrebbe come la ciliegina sulla torta, mentre Spalletti vuole finalmente vincere qualcosa: stia tranquillo, Luciano da Certaldo, nonostante due coppe perse in finale, una Supercoppa persa dopo essere stato avanti 3-0 e un 1-7 in Champions League, nessuno si permetterà di cantargli "Non vincete mai!" se non dovesse farcela. Quello lo lasciamo fare a chi adesso è in B e ha dimostrato che il dileggio verso il nemico è usato non solo quando perde, ma anche quando vince.

 

 

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Posted by Gabriele | Comments (0)
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