Thursday, 03 January 08, 08:41 PM

Oggi il Corriere dello Sport pubblica un'altra puntata dell'inchiesta sugli stranieri nel calcio, e dopo aver sentito gli sproloqui sindacalxenofobi del capo vitalizio dei calciatori, l'avvocato Sergio Campana, oggi era il turno di Moratti. Non voglio entrare in merito delle dichiarazioni di Moratti, l'unica cosa che ho notato è una tabella con gli stranieri, squadra per squadra. Quelli dell'Inter sono 23, anche se nella tabella c'era il giovane montenegrino  della Primavera Fatic (e allora però non devono dire che gli unici italiani sono Toldo, Orlandoni e Materazzi, ci sono anche Bolzoni e Puccio). Quelli del Milan, per esempio, sono 16, la Roma 14, la Juve meno, "solo" 11. Però, se passiamo a vedere la qualità, l'Inter ha 23 stranieri che vanno dal fenomenale Ibra ai più che discreti Solari, Pelè o Cesar, fuori dai giochi c'è solo l'eterno infortunato Vieira, che quando è in salute è ancora un top player. Non è così per le altre grandi. Nel Milan ci sono Simic, Ba, Digao, Aubameyang, Kalac, Serginho, il 38enne Cafu, insomma a parte Kakà, non è la creme del calcio mondiale. Nella Roma sono contemplati gli sconosciuti Antunes, Bertagnoli, Unal e Pit, c'è Barusso ed è ancora in rosa addirittura Kuffour. La Juve ha Tiago, Andrade, Boumsong, Vanstrattan, c'è Ruben Olivera e c'è Almiron. Ora, questo vuol dire che hanno italiani buoni, che -ovviamente- non vendono se non a prezzi esorbitanti, e che hanno lavorato bene coi giovani (cosa che si può dire anche dell'Inter, però, campione d'Italia Primavera in carica e al momento al comando in tutte le categorie).

Poi però vai a vedere il loro mercato, i giocatori che cercano, e non c'è quasi nemmeno un italiano; anzi, la Juve sta dando in prestito Criscito, così almeno si sente in giro. E la Juve fa shopping in Argentina, in Inghilterra, il Milan cerca da un anno Ronaldinho o Drogba (o sembra cercare), ha svalutato Gilardino e ancora deve ricorrere a un quasi 35enne Inzaghi. Insomma, si dà sempre addosso all'Inter per questo motivo, ma non è che le altre siano messe molto bene. A mio modo di vedere, da Sacchi e da Zeman in poi i ragazzini italiani vogliono giocare sempre meno dietro, vogliono fare tutti le punte e le mezzepunte. Il boom negli anni '90 di sport come pallavolo e basket ha fatto sì che molti cristoni che potevano diventare ottimi difensori o grandi portieri hanno preso altre strade. C'è crisi in quei ruoli, allora meglio andare sul sicuro, in paesi come Argentina (forte comunque nel basket, nel rugby e nella pallavolo) e Brasile c'è voglia di uscire da una situazione economica sfavolrevole, e così ci troviamo portieri e difensori verdeoro o albicelesti. Tornando alle polemiche anti-interiste, guardando l'elenco degli stranieri della Serie A, tutto mi è chiaro: il paragone tra i nostri e i loro è impietoso, ovvio che ci sia una punta d'invidia. Ma lasciamo perdere i discorsi della nazionalità, per favore.

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Saturday, 17 November 07, 06:58 PM

Non è stato necessario attendere mercoledì, per la prima volta nella storia Glasgow è espugnata. Dopo una battaglia sotto il diluvio (dai, mi concedo un po' di retorica), i ragazzi di Donadoni hanno vinto 2-1, un gol al 2' e uno al 90', in mezzo tanta Scozia ma anche tanta Italia. Gli azzurri hanno sofferto i calci piazzati, un colpo di testa ha sfiorato il palo, e proprio sul fischio finale del primo tempo è Pirlo a salvare sulla linea, in mezzo un gol annullato a Di Natale per un fuorigioco che non sembrava esserci.

Nella ripresa scozzesi in crescita, Italia schiacciata, è difficile per il trio milanista contenere le folate del centrocampo scozzese, arriva il pareggio di Ferguson con azione simile a quella di Di Natale, ma stavolta il fuorigioco c'è. Oddio, i telecronisti sembrano pronti a tirare fuori i fantasmi di Byron Moreno, ripetono mille volte che il gol è irregolare ma lo è davvero di poco. Per fortuna la Scozia sbaglia il gol del vantaggio in modo abbastanza clamoroso, e per ogni minuto che passa gli Highlanders sembrano perdere le forze, l'Italia chiude avanti e allo scoccare del 90', su una punizione di Pirlo (il fallo sembra di Chiellini), Panucci irrompe di testa e batte Gordon. E' il tripudio per l'Italia, tutti i giocatori al centro del campo, gli scozzesi escono a testa alta dal campo e dall'Europeo dopo una partita di grande fair-play, unica nota stonata che con la nostra vittoria passa matematicamente anche la Francia. Scherzo, giusto che concediamo loro la rivincita di Berlino, sperando di batterli nuovamente come fecero loro con noi a Parigi e Rotterdam.

I voti degli azzurri.

Buffon 6,5, Panucci 7, Cannavaro 7, Barzagli 7,5, Zambrotta 6,5, Pirlo 7, Gattuso 6,5, Ambrosini 7, Camoranesi 7, Di Natale 7,5, Toni 7,5, Iaquinta 6,5, De Rossi e Chiellini sv. Donadoni 7

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Friday, 16 November 07, 12:29 PM

La storia della Nazionale italiana inizia nel 1910 e per quasi vent'anni è fatta di scontri con altre compagini dell'Europa continentale, specie con le vicine Svizzera, Francia e Austria. Motivi geografici, ovviamente, ma anche lo snobismo che gli inventori britannici del calcio riservano alle squadre del continente. Non a caso, il primo match degli Azzurri con una squadra isolana è contro gli irlandesi, obiettivamente nazionale di secondo piano. Si gioca a Torino, nel 1926: 3-0 per l'Italia. Con gli inglesi ancora “latitanti”, l'Italia incontra la Scozia nel maggio del 1931, tra la 28ma e la 29ma di campionato, in cui la lotta scudetto tra Juventus e Roma è serrata. Pozzo convoca molti giocatori da ambo le parti, c'è anche un piccolo caso: Caligaris, capitano con 52 presenze, è un po' il braccio destro di Pozzo, e impone la presenza di Bertolini, per il quale è stato lasciato fuori niente meno che Fulvio Bernardini contro la Spagna, in aprile. Stavolta giocano entrambi, in una partita in cui il quintetto delle meraviglie (Costantino, Cesarini, Meazza, Ferrari e Orsi) fa faville. Vince l'Italia 3-0, con reti di Faele Costantino, di Meazza e di “Mumo” Orsi. La porta di Combi rimane inviolata, i 25.000 dello Stadio del PNF vanno in visibilio per le prodezze dei loro idoli.

Devono trascorrere altri 34 anni prima di rivedere le due nazionali fronteggiarsi. Accade il 9 novembre 1965, siamo alla qualificazione per i mondiali inglesi, gruppo 8 con Finlandia e Polonia. Gli azzurri otto giorni prima hanno strapazzato la Polonia, 6-1 all'Olimpico di Roma, e comandano il girone con 7 punti, la Polonia ne ha 6, la Scozia 5 e la Finlandia 2. I polacchi però sono fuori dai giochi, mancano infatti solo gli scontri tra italiani e scozzesi, prima al Celtic Park, il 9 novembre, e a Napoli il 7 dicembre. Davanti ai centomila e passa di Glasgow, il ct Fabbri cerca di stupire: mentre tutte le squadre in campionato attuano il catenaccio, lui fa giocare Rosato stopper fluidificante e Salvadore libero con mansioni anche di stopper. L'esperimento si rivela fallimentare, la Scozia mette sotto per tutti i 90 minuti gli azzurri, il solo Rivera ha un'occasione in contropiede che sfuma. Le folate dei terzini scozzesi sono incessanti, in una di esse il laterale destro Greig avanza indisturbato e batte Negri. Siamo all'88', non c'è più tempo per recuperare, i 103.000 del Celtic Park esultano. Italia e Scozia comandano il girone con 7 punti. La differenza reti è mostruosamente a vantaggio dell'Italia, ma a quei tempi in caso di parità c'è lo spareggio. Fondamentale diventa così l'ultima gara del gruppo: il San Paolo è una bolgia, gli incitamenti (e i mortaretti) disorientano gli scozzesi. Fabbri, che è coperto dalla Federazione sebbene criticato dalla stampa, persevera nel suo schieramento che si rivelerà fatale nella fase finale, ma ottiene la qualificazione. A Napoli finisce addirittura 3-0, con gol di Pascutti, Facchetti e Mora. Le critiche -per il momento- sono sopite, ma al Mondiale ci aspetterà la Corea.

Altri 23 anni e siamo alla fine del 1988. L'Italia di Azeglio Vicini ha appena concluso l'Europeo al terzo posto e, ospitando il Mondiale del 1990, è attesa da una lunga serie di amichevoli. Quella con la Scozia è di poco precedente il Natale, logico che ci sia qualche esperimento: debuttano Crippa e Marocchi, torna Serena, Berti gioca dal primo minuto. Davanti ai 20.000 del Curi di Perugia, l'Italia si impone per 2-0, segnano Giannini su rigore e Berti, entrambi i gol nella ripresa. Scozia e Italia sono poi inserite nel gruppo 1 delle qualificazioni a Usa 94 insieme a Svizzera, Portogallo, Estonia e Malta. L'esordio degli azzurri è difficile, un 2-2 in rimonta a Cagliari con gli elvetici, poi arriva la partita di Glasgow, stavolta si gioca allo stadio dei Rangers, Ibrox, davanti a “soli” 33.000 spettatori. Il CT è Arrigo Sacchi, ma lo spettacolo da lui portato al Milan stenta a farsi vedere in azzurro, la partita finisce 0-0 e le critiche all'allenatore di Fusignano si sprecano. Le cose però si sistemano, e quando c'è da giocare Italia-Scozia all'Olimpico, il 13 ottobre 1993, la situazione è ancora incerta. La Svizzera comanda il girone con 13 punti in 8 partite, seguono l'Italia a 12 (8), Portogallo con 10 (7), Scozia 9 (8), Malta 3 (9), Estonia 1 (8). Per gli uomini di Craig Brown è l'ultima spiaggia. Li condanna già dopo 3 minuti, ironia del destino, il nostro attuale CT Donadoni, raddoppia Casiraghi, accorcia al 18' Gallacher, per quello che rimane l'unico gol scozzese in terra italiana della storia. Ci pensa Eranio, a 10' dalla fine, a ristabilire le distanze. Sono due punti fondamentali, quelli contro gli scozzesi, che porteranno all'1-0 di San Siro sul Portogallo e al biglietto per USA '94.

Azzurri e Highlanders incrociano i loro destini 12 anni dopo, nelle qualificazioni a Germania 2006. A San Siro Lippi mette in campo una squadra offensiva, Toni è in panchina ma c'è Cassano in campo, con Totti e Gilardino. La Scozia non punge ma si difende con ordine, per scardinarla serve una fantastica punizione di Pirlo su cui il portiere scozzese Douglas si infortuna. Nel secondo tempo, la Scozia appare più convinta, ma Pirlo con una punizione fotocopia della prima chiude il conto. Al ritorno, il terzo incontro in terra scozzese della storia della Nazionale si gioca sempre a Glasgow, ma nel terzo stadio diverso, stavolta a Hampden Park. Ancora una volta la Scozia mette in difficoltà i nostri, passando in vantaggio con Miller a inizio gara, grazie anche a un errore difensivo di Zaccardo. L'Italia gioca bene ma non conclude, poi il pareggio arriva a un quarto d'ora dalla fine, con Grosso su azione di calcio d'angolo. L'Italia, come tutti sappiamo, si qualificherà e vincerà il mondiale, gli scozzesi invece saranno eliminati, terzi nel girone a ben 10 punti dai nostri. L'ultimo Italia-Scozia è recentissimo, a Bari in marzo si è giocata la gara di andata del girone di qualificazione a Euro 2008. La Scozia lotta insieme all'Italia e ai Bleus francesi per i due biglietti dell'Euro 2008, ma Toni la punisce al primo affondo. Gli interventi decisivi di Gordon salvano gli Higlanders dal raddoppio, ma la Scozia capitola al 70', ancora Toni che di testa raccoglie il cross di Camoranesi. E domani, un nuovo capitolo di questa appassionante sfida...

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Friday, 02 November 07, 10:43 PM

Aprile 1961, pieno boom economico. Jurij Gagarin è appena andato nello spazio e gli esuli cubani addestrati negli USA stanno preparando l'invasione del proprio paese, ma verranno respinti dai castristi nella Baia dei porci. Anche la Juventus sta resistendo agli assalti di Milan e Inter, rispettivamente a 3 e 4 punti dalla vetta quando mancano sette giornate al termine. Il 16 aprile al "Comunale" di Torino arriva un'Inter desiderosa di avvicinarsi alla capolista. Il pubblico è tantissimo, si parla di 10.000 biglietti in più venduti rispetto alla capienza dello stadio, manca poco che non accada la tragedia. I cancelli crollano, per fortuna non accade nulla di grave ma il pubblico straborda ed è costretto a seguire la partita da bordo campo.

Gli interisti non ci stanno e protestano con l'arbitro che, dopo aver deciso in un primo momento che si può giocare, alla mezzora sospende la partita. Logico il ricorso dell'Inter, e altrettanto scontato lo 0-2 a tavolino, tanto è chiara la responsabilità oggettiva degli juventini. Accade il 26 aprile, il 30 l'Inter espugna Ferrara 3-1, la Juve perde a Genova con la Samp e c'è l'aggancio. Sta nella logica anche che i bianconeri facciano ricorso, inoltrato dal 33enne avvocato Vittorio Caissotti di Chiusano, in futuro presidente juventino dal 1990 fino alla sua morte avvenuta nel 2003. L'unica cosa che fa apparire il tutto strano al limite del grottesco è che il ricorso va fatto alla FIGC, di cui il 27enne precocissimo presidente è Umberto Agnelli, che in quel periodo è anche reggente della Juventus (corsi e ricorsi, nel 1946 il fratello Gianni era diventato presidente della Juve a soli 25 anni).

C'è chi ovviamente parla di conflitto d'interessi, fatto sta che il campionato prosegue e la Juve torna al comando. La FIGC -ripetiamo, presideuta da Umberto Agnelli- decide alla fine per la ripetizione. Ormai il campionato è andato, la partita si gioca il 10 giugno, una settimana dopo la fine delle ostilità. L'Inter -giustamente- manda la squadra giovanile per protesta, e perde 9-1, con un Sivori scatenato contro dei ragazzini, con il suo solito fare irridente segna sei gol, ancora oggi record in Serie A, nonostante non sia stato realizzato contro una squadra di Serie A, ma contro la sua Primavera (anche se la dicitura non è esatta, visto che il Campionato Primavera parte nella stagione 62-63).

Nell'incrocio di destini, il 9-1 è l'ultima partita di Giampiero Boniperti e la prima di Sandro Mazzola, che realizza l'unica rete nerazzurra, su rigore. Per la cronaca Umberto Agnelli, travolto e amareggiato dalle polemiche, lascia la Federazione, ma ormai la frittata è fatta. Curiosità: nel delirio antiinterista dei tifosi juventini, feriti da Calciopoli, questo episodio è finito in un sito, tra quelli che hanno macchiato la storia dell'Inter, per il fatto di aver mandato la Primavera. Ecco, non so se sono d'accordo con questa interpretazione...

Torino, 10 giugno 1961

Juventus-Inter 9-1 (3-0)

Juventus: Mattrel; Emoli, Sarti; Boniperti, Cervato, Colombo; Mora, Charles, Nicolè, Sivori, Stacchini;
Inter: Annibale; Riefolo, Tacchini; Morosi, Masetto, Dal Maso; Manini, Mazzola, Fusari, Guglielmoni, Ghelli;
Reti: 11' Sivori, 12' Sivori, 17' Sivori, 52' aut. Riefolo, 54' Sivori, 64' Nicolè, 67' Sivori, 78' Mazzola (IN) rig., 79' Mora, 90' Sivori rig.

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Wednesday, 31 October 07, 05:03 PM

Stasera c'è sono di fronte Inter e Genoa, le mie due squadre preferite. Ossia, io sono interista, ma tifo anche Genoa dagli anni in cui andavo in Liguria in vacanza e avevo tutti amici e soprattutto amiche genoane, erano gli anni di Aguilera e Skuhravy. Ma Inter-Genoa mette di fronte due dei club più gloriosi della storia del calcio, allora per l'angolo della storia vi racconterò non di un Inter-Genoa, ma di un Ambrosiana-Genova che valse lo scudetto. E' il 15 giugno 1930, e si gioca la terz'ultima giornata del primo campionato a girone unico. L'Ambrosiana allenata da Arpàd Weisz è un po' sorprendentemente al comando con 47 punti, quattro in più del Genova che la domenica precedente ha battuto 2-0 la Juve, eliminandola dalla ricorsa ai nerazzurri.

Si gioca nel campo di via Goldoni, inaugurato nel 1913 con un'amichevole tra Inter e Lazio. Via Goldoni è a quei tempi estrema periferia Est del capoluogo, non lontano dai luoghi che hanno visto crescere il "Balilla", al secolo Giuseppe Meazza. Il ventenne figlio di una povera ortolana e orfano di guerra ha appena vent'anni, ma da due è punto fermo della squadra nerazzurra. Solo tre anni prima Poldo Conti, capitano dell'Inter, ha riso vedendo quel ragazzino tanto gracile cambiarsi nel suo stesso spogliatoio. "Adesso facciamo giocare anche i Balilla?" ha detto ironico. A breve dovrà ricredersi, e infatti in quel 1929-30 Meazza, prima dello scontro diretto coi rossoblu di Garbutt, ha già realizzato 28 reti in 31 partite.

Meazza è avviato ormai a diventare uno dei più grandi campioni di tutti i tempi, ma quel 15 giugno c'è ancora il Genova da battere per conquistare il terzo scudetto tra Inter e Ambrosiana, a dieci anni dall'ultimo squillo di tromba. Non è un impresa facile sulla carta, ma se l'Ambrosiana vince lo scudetto è suo, se pareggia tutto è rinviato allo scontro con la Juventus della domenica dopo, sempre a Milano. Se l'Ambrosiana perde... beh, i ragazzi di Weisz non ci vogliono nemmeno pensare, visto che fisicamente non ne hanno più, ma è certo che il campionato si aprirebbe in modo abbastanza inaspettato.

Manca poco all'inizio della partita, ma all'appello non c'è uno dei protagonisti, il terzino ambrosianista Gigi Allemandi (quello dello scandalo dello scudetto revocato al Torino nel '27). Allemandi si sta avviando al campo di gioco, è in ritardo, perde l’autobus e deve prendere un’automobile a noleggio. In piazza San Babila ha un incidente, discute con l’avversario e ci fa a pugni, gli spacca la faccia e viene portato in questura. Gli prendono le impronte, per lui si prospetta una notte in galera ma riesce a spiegarsi, qualcuno lo riconosce e viene lasciato andare con tante scuse.

Quando Allemandi arriva al "Virgilio Fossati", nessuno guarda la partita tra le riserve perché nei cieli sopra via Goldoni c'è un'esibizione di aerei partiti dal campo volo di Cinisello. Le tribune sono di legno e non sono granché sicure e così, quando tutti si ammassano avanti per vedere gli aerei, quella dei popolari crolla in un fragoroso boato. Ci sono numerosi feriti (a seconda delle fonti, dai 100 ai 180), i giocatori nerazzurri benché scossi si adoperano per prestare i primi soccorsi. Garbutt invece furbescamente tiene il Genova tutto dentro gli spogliatoi per non impressionarlo. Si gioca, non si gioca? Tutti guardano l'arbitro, Albino Carraro da Padova, che per ironia della sorte diventerà 6 anni dopo, per alcune partite, allenatore proprio dell'Ambrosiana.

Carraro decide che si può giocare, come volevano i genovesi, la partita inizia con 20' di ritardo. L'Ambrosiana schiera: Degani; Gianfardoni, Allemandi; Rivolta, Viani, Castellazzi; Visentin, Serantoni, Meazza, Blasevich, Conti. Risponde il Genova con: Bacigalupo; Lombardo, Spigno; Parodi, Albertoni, Gilardoni; Puerari, Bodini I, Banchero I, Casanova, Levratto. E' quest'ultimo a sbloccare il risultato dopo 4' con un sinistro poderoso che batte Degani. Bodini raddoppia e l'Ambrosiana sembra ko, ma è proprio Meazza, il più giovane, a prenderla per mano. Accorcia al 22', poi in due minuti si è già sul 2-3: segnano nuovamente Levratto e Meazza.

Nella ripresa il “Balilla” si scatena, e i milanesi sono fortunati perché si fa male Manlio Bacigalupo, che resta in campo per onor di firma. Allemandi (ancora nevoso per il movimentato prepartita) si fa cacciare ma nel frattempo Meazza ha pareggiato. La superiorità numerica permette al Genova di attaccare, e a due dalla fine il Grifone conquista un rigore per fallo su Levratto. Lo “sfondareti” non se la sente di tirare, forse intimorito dalla folla dietro la porta, non proprio ben disposta nei confronti dei genovesi, tocca a Banchero che la manda fuori pur avendo spiazzato Salterello Degani. Finisce 3-3 e dieci contro dieci (espulso anche Bacigalupo per un pugno a Blasevich che l’aveva caricato), tra le urla di gioia dei tifosi milanesi che restano a +4 dai rivali. La domenica successiva la vittoria sulla Juve, ormai a -5 e fuori dai giochi per lo scudetto, dà il terzo tricolore all'Ambrosiana.

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Sunday, 14 October 07, 09:57 AM

Viste ieri in TV, Scozia e Italia, mi hanno dato diverse sensazioni. Dei leoni gli scozzesi, sostenuti da un Hampden Park strapieno e urlante, con l'Ucraina che sul 2-1 ha rischiato di pareggiare ma che è stata ancora punita ancora da McFadden, il giustiziere della Francia. Ha voglia Blokhin a dire che la sua squadra si impegnerà fino alla fine, ieri mi sono sembrati andare a una velocità inferiore agli scozzesi, che arrivavano sempre prima sulla palla, il gol di Sheva casuale, dopo le topiche in Champions League ancora una volta Shovkovskiy scandaloso.

Insomma, anche se si sapeva che l'Italia avrebbe vinto, si era quasi certi che non convincesse, e così è stato. Diciamocelo: l'Italia al momento è Buffon (ieri disoccupato), Pirlo, Toni e poco più. La continua e persistente rinuncia di Donadoni ai giovani, il ricorso a vecchi leoni come Ambrosini e a giocatori in presunta crisi come Grosso ha fatto sì che l'Italia giochicchiasse senza pungere più di tanto. Toni colpisce un palo incredibile (nel senso che è incredibile come abbia fatto a non segnare) ed è solo grazie a un erroraccio di tale Georgi Lomaia, portiere senza club, che l'Italia passa con Pirlo.

Nella ripresa le cose vanno un po' meglio, ma l'1-0 è sempre a rischio beffa specie dopo l'ingresso del bambino Kenia, un potenziale campione. Poi arriva il raddoppio dell'eroe di Germania Fabio Grosso, perfetto l'assist di Toni che come al solito riesce a togliere un paio di uomini alla difesa avversaria. Mancano tre giornate, e le tre squadre che lottano per i due posti in Austria e Svizzera devono giocare ancora due partite. Come da titolo, al momento la Scozia è in testa al girone e merita di passare. O meglio, per come si sono messe le cose è giusto che l'Italia debba espugnare Hampden Park per qualificarsi.

Toppmoeller e la sua Georgia promettono battaglia mercoledì, ma è davvero difficile pensare che possano dare una mano alla nostra nazionale. Non che la Scozia abbia avuto un grande rendimento fuori casa, ma insomma gli uomini di McLeish  sono in forma e non dovrebbero avere problemi. Scozia-Italia sarà un altro discorso: all'andata l'Italia vinse e col suo gioco può mettere in difficoltà gli Highlanders. Ma certo, come sarebbero diverse le cose se a Napoli non avessimo pareggiato con la Lituania: quella partita ce la stiamo portando dietro fino alla fine, speriamo di dimenticarcene la sera del 17 novembre!

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Monday, 01 October 07, 03:59 PM

Premessa: la Juve ha subito un gol irregolare a Roma, non si è lamentata più di tanto e questo le fa onore. E fatemi spendere due parole su quel fenomeno che si chiama David Trezeguet, una sorta di Re Mida che trasforma in oro tutti i palloni che tocca. L'oggetto di questo post non è la Juve, non è un ritorno di Moggiopoli, non è nemmeno un furto secondo me. Non sono un tifoso del Torino e l'argomento mi appassiona dal punto di vista regolamentare che da quello del tifo, quello antijuventino compreso. E mi tengo fuori dalle polemiche tra le torinesi. Mi interessa perché la regola del fuorigioco, negli ultimi anni, è quanto di più controverso possa esserci e anche se gli "esperti" alla fine hanno detto che non era regolare, io continuo ad avere qualche dubbio.

La regola del fuorigioco, l'articolo 11 del regolamento, è abbastanza semplice. E' in posizione di fuorigioco il giocatore che si trova più vicino alla linea di fondo rispetto al penultimo avversario e alla palla. Ma non tutte le posizioni di fuorigioco sono punibili, lo sono solo se, nel momento in cui il pallone è toccato o giuocato da uno dei suoi compagni, il calciatore, a giudizio dell'arbitro, prende parte attiva al giuoco: intervenendo nel giuoco oppure influenzando un avversario oppure traendo vantaggio da tale posizione. Si può dire che Trezeguet non interviene e non trae vantaggio? Difficile da dirsi: Del Piero è più vicino alla palla ma Trezeguet è tre metri avanti e comunque sulla traiettoria. E' una palla alta, e infatti come Dellafiore la tocca gli arrvia, poi colpisce perfettamente di esterno destro e fulmina Sereni. Gol irregolare? Secondo me, sì. L'unica ragione di convalidarlo è considerare quello di Dellafiore non un tentativo di intercettare, ma un vero e proprio retropassaggio, cosa che non sembra.

Così vai contro Casarin, mi direte. Addirittura contro Collina. Va bene, ma non contro il regolamento. Visto che l'articolo 11 è generico, l'AIA (di cui Collina è designatore) ha una serie di domande e risposte con perfino i disegnini. Si dice che il tocco di Dellafiore fa partire una nuova azione: ripeto, solo se lo consideriamo un retropassaggio volontario. Se invece ci atteniamo alla domanda 22, la stessa recita:

Quando il pallone, su tiro o passaggio del compagno, viene deviato per ultimo da un avversario, la posizione di un calciatore in fuori giuoco viene sanata?

No, in quanto la valutazione del fuori giuoco deve essere effettuata al momento del passaggio del compagno.

Altri dicono che il passaggio era diretto a Del Piero. e' vero, Del Piero è lo juventino più vicino alla palla, ma "Roi David" sta sulla verticale, va incontro alla palla, partecipa all'azione, trae vantaggio (come dice l'art. 11) della sua posizione. E' in fuorigioco punibile.

Morale della favola? La regola in casi come questo è talmente vaga da lasciare un potere discrezionale illimitato all'arbitro, causando inevitabili polemiche dalla parte penalizzata (in questo caso il Toro, ma se avesse annullato non me la sarei sentita di colpevolizzare gli juventini, se avessero protestato).

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Wednesday, 12 September 07, 10:20 PM

Avevano fatto tutti i calcoli: si pareggia, la Francia vince, pareggiamo all'Hampden Park, vinciamo le due partite con le squadre più scarsine, e passiamo. Ed era anche il mio pronostico, non tanto per calcolo quanto perché mi sentivo che le partite sarebbero finite così. E invece, al Parco dei Principi (Stade de France prestato al rugby) è successo l'imponderabile: questo 24enne attaccante dell'Everton ha deciso bene di battere Landreau e complicare le cose a tutti.

E meno male che abbiamo vinto: soffrendo, grazie a Di Natale in contropiede e poco più, l'Ucraina ha giocato meglio ma ha pasticciato davanti, Sheva ha messo paura al 4' con una traversa, e nel momento di maggior pressione l'attaccante dell'Udinese ha messo in rete sotto misura, complice una dormita della difesa ucraina.

Nella ripresa, l'Ucraina è cresciuta e Donadoni ha cercato di correre ai ripari mettendo Aquilani per Perrotta, ma l'Ucraina è giunta al gol di Shevchenko dopo un'azione flipper in cui abbiamo rischiato perfino di andare in contropiede verso Shonkovski. Quando sembrava dovessimo pareggiare, e a Parigi si era ancora sullo 0-0. Poi ha segnato McFadden, e alla fine meno male che Di Natale, lanciato da Ambrosini solo davanti al portiere avversario, ci ha dato i 3 punti. Il gol è frutto dell'arrembaggio di un'Ucraina disperata, che non ci faceva nulla col pareggio e che ormai è fuori dall'Euro 2008.

Ora, con tre par'tite da giocare la Scozia guida, a sorpresa, con 21 punti davanti agli azzurri con 20 e alla Francia con 19. C'è da essere contenti? Tutt'altro, c'è Scozia-Italia in novebre e quindi ai transalpini basterà vincere le proprie partite per passare, mentre noi e gli Highlanders ci scanneremo ad Hampden Park. Il pareggio potrebbe non bastarci, ammesso che vinciamo con Georgia e -ci mancherebbe!- Far Oer, andremmo a 27, la Francia può andare a 28 e la Scozia, se batte Ucraina e Georgia, andrebbe a 28 pure, quindi noi fuori. Ma la Scozia con Ucraina e Georgia ci deve vincere, prima di tutto, e speriamo bene, anche perché riavremo Toni e Gattuso, anche se ci mancherà un gladiatore come Materazzi (chissà se lo vedremo a Glasgow).

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Friday, 07 September 07, 03:13 PM

Vi faccio un gioco: ammettiamo che mi incontriate da un concessionario d'auto e mi sorprendiate a "tirare sul prezzo" mentre sto acquistando una Seicento usata. Mettiamo che dieci minuti dopo venga da voi e vi dica che tra qualche mese comprerò una Ferrari nuova di zecca, senza che preveda di vincere 50 milioni di euro al Superenalotto. Mi prendereste per pazzo? Penso di sì.

Appunto, allora spiegatemi per quale strano motivo i lettori di Tuttosport dovrebbero credere che una società che ancora non ha rinnovato il contratto al proprio capitano e bandiera della squadra a 3,5 milioni di euro, e che stava per farsi scappare un bravo giovane che guadagna 900.000 euro all'anno per non dargli un ritocco all'ingaggio, sia poi in grado di prendere in pochi mesi un giocatore che guadagna 8 milioni l'anno e un suo compagno di squadra che sta trattando con la propria società un rinnovo sulla base di 7 milioni. Non dovrebbe crederci nessuno, vero? Eppure, se Padovan pensa di metterlo come titolone in prima è perché pensa che ciò gli faccia vendere più copie, quindi significa che qualcuno ci crede.

Attenzione, questo è solo il caso più eclatante e recente (la pagina di Tuttosport è quella odierna), però non accade solo con Tuttosport e non accade solo con i tifosi juventini. In questo post si spiega in modo esaustivo come il passaggio di Ronaldinho al Milan sia ormai diventata un'allucinazione collettiva, quasi quasi diremmo un rincoglionimento collettivo. Il Milan e i suoi tifosi per ora hanno ripiegato su Pato, promettente -ha compiuto 18 anni qualche giorno fa- attaccante acquistato dall'Internacional Porto Alegre. L'ultima notizia (ma potremmo definirla barzelletta) è che, siccome Dinho ha inserito tra i suoi compagni ideali Kakà, allora vuol dire che verrà al Milan. Questa supera persino la notizia per cui un Ronaldinho comunitario dovesse vestire per forza la maglia rossonera, ma Kakà ha preso il passaporto italiano da poco, allora è segno che andrà al Madrid? Mah...

Andiamo avanti. Vogliamo parlare dell'ormai mitizzato "colpo del centenario" di Moratti? Ci credete che possa arrivare a Messi quando il massimo che si è fatto, oltre a Chivu e Suazo, è il prestito di un giocatore della Ternana? Moratti ogni anno crea il buco e poi lo riempie, e di soldi per il mercato non ce ne mette molti, nemmeno per i cento anni del club. Eppure, a ogni nome altisonante, non è mancato chi ha alzato canti di gioia ai presunti arrivi di Henry, Deco, il bravissimo under 20 Giovani Dos Santos, e c'è chi pensa a uno scambio di lungodegenti tra Adriano e, ancora una volta, Ballack.

La verità è che ormai da 6-7 anni i top player scansano la Serie A, alcuni giocatori come Kakà o Ibrahimovic lo sono diventati da noi, ma dopo Ronaldo, Trezeguet, e pochi altri ormai in Italia possono arrivare giovani promettenti o qualche scarto di Liga: qui un post sugli stranieri arrivati questa estate. Per non parlare degli italiani che vanno all'estero, stigmatizzati da una classe giornalistica che pensa solo a tirare la volata ai propri "amici" dirigenti. Il problema è che non ci sono più i soldi di una volta, i giocatori non arrivano e i possibili acquirenti delle nostre società preferiscono rivolgersi altrove, alla Premier per esempio. Sono ormai lontani i tempi in cui un grande mondiale come Zico firmava per una squadra di medio calibro come l'Udinese...

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Posted by Gabriele | Comments (0)

Sunday, 02 September 07, 12:41 AM

L'Inter non è ancora quella che ha dato 22 punti alla Roma, ma non lo era nemmeno un anno fa di questi tempi. Quattro punti così come l'anno scorso, anche allora una vittoria in Toscana e un pareggio 1-1 in casa. Dicevamo di Inter non al top, ma non è un caso certo che nel 2007 l'Empoli non avesse ancora perso in casa e che l'ultima squadra ad avere espugnato il Castellani fosse l'Inter, 3-0 il 9 dicembre 2006.

Eppure l'Inter ha sofferto nella fase centrale del secondo tempo, specie l'azione Giovinco-Pozzi che Toldo ha sventato col piede. E poi, un super Ibra, un fuoriclasse assoluto che l'Inter deve assolutamente blindare fino a fine carriera e costruire intorno a lui la squadra del centenario. Giochi di classe, gol belli da vedere, classe sopraffina.

Un Suazo in crescita, Cesar che farà poco più del compitino richiesto ma che lo fa bene, Samuel recuperato appieno (è tornato The Wall?). Mancini  col 4-4-2 sorprende anche chi, come me e altri stamattina discutendo su internet, speravamo lo utilizzasse per coprirsi meglio in un momento di scarsa condizione. Sono tutte rose e fiori? Assolutamente no, c'è molto da fare, ma a poco a poco si sta migliorando, ora 15 giorni di pausa con le nazionali e poi il Catania in casa.

Due parole su Adriano: il brasiliano è fuori dalla lista Champions, come previsto. Un altro colpo al suo orgoglio a cui speriamo l'ormai ex imperatore possa reagire, cambiando regime di vita (cercando di essere un atleta) e giocando bene in campionato. Non ci fosse stato il problema dei 3+3, non avessimo dovuto mettere dieci difensori per le note squalifiche, Adriano ci sarebbe stato. C'erano due giocatori da sacrificare, Mancini ha scelto lui e Cesar. Ecco la lista: 

Portieri: Toldo, Julio Cesar e Orlandoni.

Difensori: Cordoba, Zanetti, Maxwell, Maicon, Burdisso, Materazzi, Rivas, Samuel, Chivu, Esposito.

Centrocampisti: Stankovic, Figo, Jimenez, Vieira, Dacourt, Cambiasso, Solari, Bolzoni.

Attaccanti: Ibrahimovic, Cruz, Crespo, Suazo.

Nella lista B ci sono il portiere Tornaghi, i difensori Federici e Perissinotto, i centrocampisti Puccio e Schiavini, l'attaccante Slavkovski.

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Posted by Gabriele | Comments (0)