Tuesday, 27 November 07, 05:46 AM
E' il 13 settembre 1981, il primo computer è stato appena lanciato sul mercato dalla IBM. A Bologna c'è la prima di campionato, i tifosi raggiungono il Dall'Ara per l'incontro con il Cagliari speranzosi di ripetere i fasti della stagione precedente, quando erano partiti da -5 per il calcioscommesse e hanno finito al settimo posto. Il Bologna di Burgnich arranca, passa in svantaggio con una rete di Bellini, poi al 55' il fantasista Alviero Chiorri riesce a pareggiare. Ed ecco che al 73' Burgnich effettua la prima sostituzione: toglie Giuliano Fiorini e mette un ragazzino, non ancora 17enne. La maglia a righe larghissime, la scritta "Febal" sulla maglia (è la prima giornata in assoluto con gli sponsor sulla divisa), capelli castani mossi e medio-lunghi. Non segna, ma non è facile partendo dalla panchina, con così poco tempo a disposizione. Stadio Sinigaglia di Como, 4 ottobre 1981. Il ragazzino, dopo altri due scampoli di partita, stavolta viene buttato nella mischia dopo 12' della ripresa al posto di Chiorri. Il Bologna sta perdendo 1-0, poi Romeo Paparesta assegna un rigore al Como, che raddoppia. Pileggi accorcia al 74', e 4' dopo il ragazzetto va a segno e raddrizza una partita che sembrava persa. Il ragazzo si chiama Roberto Mancini e oggi compie 43 anni: da quel momento non ha mai abbandonato il calcio, mondo nel quale ha spesso fatto il controcanto.
Il Mancio non è una punta, è più un numero 10, ma farà altri otto scalpi quell'anno (segnerà a Roma, Udinese, Genoa, Ascoli, Cagliari, Avellino, ancora Roma, Inter), senza però riuscire a salvare i felsinei dalla prima, storica retrocessione. Roby va all'emergente Samp del petroliere Paolo Mantovani, rientrata in A con grandi ambizioni, e da lì comincia la sua parabola ascendente. E' un giocatore tecnicamente dotatissimo, con un destro di velluto e una visione di gioco come pochi. Da subito si vede che è lui a comandare la squadra in campo. Quella Sampdoria è la più grande di sempre e i campioni, a cominciare da Vialli, sono tanti. Ma è il Mancio ad essere il pallino di Mantovani, che un giorno dichiara: "Mancini? Per non vederlo più alla Sampdoria deve succedere qualcosa: o muore; o smetto io; o smette lui". E infatti il Mancio lascia la Samp quattro anni dopo la scomparsa del suo grande presidente. A Genova si presenta con un'ottima prestazione contro la Juve, battuta 1-0, poi segna il gol vittoria a San Siro contro l'Inter e in casa con la Roma. La Samp quell'anno termina al settimo posto, ma sta mettendo le basi per dventare grande. Mancini fa da apripista a tutti gli altri campioni, e in 15 anni di blucerchiato vince uno scudetto, 4 Coppe Italia, 1 Supercoppa Italiana, 1 Coppa delle Coppe, con il grande rimpianto della finale di Coppa Campioni persa a Wembley contro il Barcellona. Il primo ad arrivare a Genova, l'ultimo ad andarsene.
E' un
campione capriccioso (memorabile quella volta in cui chiese il cambio in aperta protesta con le decisioni dell'arbitro), ed è tutto tranne che diplomatico, a testimonianza c'è la lite furibonda con
Capello, allora sulla panchina del Milan, nello spareggio UEFA dell'86. Difficile anche il rapporto con la Nazionale, Mancini è difficilmente inquadrabile negli schemi di una nazonale, non è una
punta ma nemmeno un centrocampista, meglio andare sul sicuro per i vari CT succedutisi da Vicini a Maldini. Riesce comunque a totalizzare 36 presenze e 4 gol. Approda alla Lazio ambiziosa di
Cragnotti nel 1997, a 34 anni, anche -ma non solo- per i cattivi rapporti con il figlio di Mantovani, Enrico. E' seguito da altri ex doriani, dal mister Eriksson a Veròn, da Sinisa Mihajlovic ad
Attilio Lombardo. Anche alla Lazio la sua presenza coincide col miglior ciclo di vittorie della storia, una Coppa Italia, trionfo che porta la Lazio a vincere Supercoppa Italiana, Coppa delle Coppe
e Supercoppa Europea, con un gol di Salas. Sono i prodromi all'entusiasmante cavalcata dello Scudetto 2000, vinto al fotofinish sulla Juve. Memorabile il suo gol al "Tardini" di Parma, di tacco al
volo. La Lazio rivince la Coppa Italia, ma quando va a rigiocarsi la Supercoppa contro l'Inter Mancini è in panchina, a fare il vice di Eriksson. Attratto dalle sterline, mentre è ancora alla Lazio
decide di andare come giocatore a Leicester nel gennaio 2001, ma vi resta un mese in cui gioca solo 4 partite. A marzo finisce a Firenze come capo allenatore tra le polemiche dei colleghi per una
deroga che Mancini ottiene (sostiene nello stesso anno gli esami sia del patentino di seconda categoria, sia quello di prima, cosa non possibile per il regolamento dell'AIAC). Sta di fatto che
Terim viene esonerato dopo il 2-2 casalingo con il Parma, e dopo una giornata in cui siede in panchina Chiarugi, a Perugia i viola sono guidati da Roberto: finisce 2-2 in rimonta. Arriva nono e
vince un'altra Coppa Italia, l'ennesima. L'anno successivo è ancora a Firenze ma si dimette, la società poi fallisce e va in C2.
Anche da allenatore, Mancini riesce a farsi molti nemici e alimenta le polemiche. Quelle a distanza con Moggi le più aspre (il Mancio è uno dei pochi che tiene testa a Moggi quando questi è per tutti il "re del calcio"), e quelle che riceve una volta tornato alla Lazio come head coach: Cragnotti travolto dagli scandali, i giocatori che accettano il "piano Baraldi" con riduzione dello stipendio, lui no. Polemiche anche per il passaggio di Stankovic all'Inter, che lui raggiungerà nell'estate successiva alla corte di un Moratti che lo avrebbe acquistato volentieri anche come giocatore. Sta di fatto che la sua Lazio gioca un ottimo calcio, nei suoi due anni c'è un'altra Coppa Italia vinta in finale contro la Juve. Anche all'Inter arriva nel primo anno una Coppa Italia, con il terzo posto in campionato con un avvio pieno di pareggi che fa sembrare la sua panchina già traballante. Nel 2005-06 ancora un terzo posto, che Calciopoli tramuta nello scudetto a tavolino, un'altra Coppa Italia e la Supercoppa. Lo scudetto dei record 2007 e la stagione attuale sono cronaca. Rimane il personaggio che non lascia certo indifferenti (Mancio o si ama profondamente, o si odia visceralmente), ancora tante polemiche, ultima quella coi medici sportivi. Auguri Mancio, e altri cento di questi giorni. Vissuti da Bastian Contrario, ovviamente.
Sunday, 18 November 07, 10:15 AM
A un turno dalla fine delle qualificazioni a Euro 2008, solo 4 squadre mancano all'appello. Con le due nazionali ospitanti, Svizzera e Austria, sono passate Grecia, Italia, Francia, Polonia, Rep. Ceca, Germania, Croazia, Spagna, Romania e Olanda. Mancano quattro squadre all'appello, in base alla classifica e ai pronostici dovrebbero essere Portogallo, Turchia, Svezia e Inghilterra, o al limite Russia.
Passato il turno, gli azzurri cominciano a pensare al prossimo passo, ovviamente dopo la gara con le Far Oer, e cioè il sorteggio di Losanna del 2 dicembre. La notizia è che, se l'Italia batte le Far Oer, come si spera, o pareggia, saremo in seconda fascia, essendo la prima per tre quarti "appaltata" dalle due organizzatrici e dai campioni in carica della Grecia. I coefficienti per stabilire le fasce sono determinati dalla somma dei punti ottenuti nelle qualificazioni a Germania 2006 ed Euro 2008 divisa per le partite giocate. Al momento, favorita per l'ultimo posto in fascia 1 è l'Olanda, forte dei 32 punti ottenuti alle qualificazioni della Coppa del mondo 2006: gli olandesi finirebbero in seconda fascia solo non battendo la Bielorussia, in alternativa la prima fascia andrebbe alla Germania. Può capitare che si preferisca finire in seconda, vista la media delle squadre al top.
Poi ci siamo noi, che per non finire in seconda fascia dovremmo non perdere in casa con la Far Oer. Gli altri due posti se li giocano in cinque: Croazia e Repubblica Ceca, insieme alle possibili qualificate Inghilterra (certa della seconda fascia se vince in Croazia, in terza se pareggia), Portogallo e Svezia, con queste ultime due più probabili in terza fascia. Premesso che tre di queste cinque squadre finiranno in terza fascia, l'ultimo posto è in gioco tra Francia e Spagna, coi francesi favoriti per la differenza reti, visto che se entrambe vincono mercoledì hanno gli stessi coefficienti. A meno di una clamorosa qualificazione della Russia a spese degli inglesi, una delle due finirà in quarta fascia con Polonia, Romania e chi passa tra Turchia e Norvegia.
Insomma, questa seconda fascia vuol dire poco, se pensiamo che, così stando le cose, rimanendo nella stessa fascia potremmo passare da un girone con Grecia, Svezia e Turchia a un girone con Olanda, Francia e Spagna. Non resta altro che attendere mercoledì per avere certezza delle fasce, e poi il 2 dicembre. Rimane il fatto che la cosa più importante, la qualificazione, è stata ottenuta. Poi, dovremo dimostrare in Austria e Svizzera che siamo i campioni del mondo in carica, indipendentemente dal girone.
Tuesday, 13 November 07, 03:01 AM
Che coraggio la Melandri, che pugno di ferro il Governo del calcio! Fermare il calcio una domenica in cui il calcio non ci sarebbe stato. La Serie A ferma per la Nazionale, la B che probabilmente si sarebbe fermata per lo sciopero sui diritti TV, la C che tanto di solito non se la fila nessuno. E' fermo a tempo indeterminato, qualcuno mi dice. Sì, ma aspettate che tra poco Matarrese dica di nuovo che "lo spettacolo deve continuare", aspettate che qualcuno ci ricordi che le partite rinviate domenica hanno coinvolto le squadre che giocano in Champions e che il calendario è intasato (il Milan deve anche andare a Tokyo a giocarsi il Mondiale per Club), e vedrete che il 24 e 25 novembre si gioca. Con buona pace della signora Melandri che probabilmente andrà a Glasgow e tirerà fuori la bandiera dalla borsetta in caso di vittoria.
Prendiamo i media, i tanto vituperati media che in questi giorni si stanno ancora meritando la cattiva fama che hanno in Italia, con le dovute eccezioni. Pare sia finita l'emergenza rumeni, adesso c'è l'emergenza ultras. Come sempre la risposta dello Stato in Italia è collettiva, quindi inefficace. Torme di teppistelli da stadio si rendono protagonisti di reati già esistenti nel codice penale, e invece di fermarli, processarli per direttissima e incarcerarli, si prendono misure che fanno sparire la polvere sotto il tappeto. Ben vengano i fermi e gli arresti a Milano, Bergamo e Roma (gravissimi gli attacchi alle caserme, sono un attacco eversivo allo Stato), ma i media per una volta facciano il loro lavoro di cani da guardia, ci tengano informati sugli sviluppi degli arresti, ci facciano sapere se i devastatori fermati e identificati con telecamere sono rilasciati e continuano a frequentare le sedi dei gruppi ultras. Così ce ne ricorderemo la prossima volta che il poliziotto, dopo che abbiamo passato il tornello, ci perquisirà e ci porterà via la bottiglietta di acqua da 50cc.
Ci sono poi i quotidiani che non esitano a fare gli ultras anche nel momento in cui si dovrebbe essere tutti uniti. Tuttosport insiste sulla Juve danneggiata dagli arbitri e cita il fantomatico Osservatorio sugli errori arbitrali, secondo cui la Juve sarebbe prima davanti all'Inter (con o senza partita in più?). A parte che i metodi non sembrano molto scientifici (prendono il risultato e lo cambiano in base ai presunti errori arbitrali, ma se mi annullano un gol regolare sullo 0-0 e poi perdo 2-0, magari con un gol in contropiede al 94', è difficile definire l'errore non decisivo. E poi, come la mettiamo coi fuorigioco che non ci sono ma che fermano un giocatore lanciato a rete? Contano come gol?), Padovan fomenta gli animi e lo sa : la parola "rivolta" pare quanto mai fuori luogo dopo quel che è successo domenica. Se poi aggiungiamo che ieri c'è stato un interrogatorio di Giraudo, indagato con Moggi e Bettega per le plusvalenze, Tuttosport che ovviamente non l'ha riportato in prima pagina, ha dimostrato ancora una volta di essere carta straccia. Con che coraggio faranno ancora i titoloni sulle plusvalenze dell'Inter?
Prendiamo invece la Gazzetta, che oggi lancia in prima pagina un'intervista a Kakà che, poverino, dice BASTA a caratteri cubitali, che se in Italia continua
così, i campioni (generico) se ne vanno. A parte che può sempre rinunciare a quella cittadinanza italiana che gli permette di andare in Spagna come comunitario, mi sembra di capire, da quel che si
sente in giro, che se il Milan a fine anno dovesse dargli un paio di milioni in più, magari un aumento a Digao e l'assunzione del cugino come magazziniere, potrebbe anche restare. Che poi, agli
ultras non interessa che Kakà resti o se ne vada, e nemmeno a Kakà frega nulla degli incidenti ma solo dei soldi, mi sembra più che normale. Ma ormai tutto sembra una fiction, un noir senza il
colpevole ma con molte vittime.
Friday, 09 November 07, 06:27 AM
Ci ha pensato la Gazzetta oggi, ma se l'ha fatto è stato come al solito per stoppare voci ancora più gravi. Ronaldo è svogliato, non si presenta alle sedute fisioterapiche, non risponde al cellulare. E' fuori da luglio, praticamente non ha mai giocato in questa stagione, e ora si appresterebbe a rientrare. Le voci sono su una vita di Ronaldo non proprio da atleta, molto simile a quella di Adriano, ma se ne parla di meno. A dimostrazione che spesso i giornalisti non ci dicono tutto quello che sanno, ma solo quello che gli conviene. Il problema è che il Milan ha potere mediatico, usa la propaganda per coprire gli insuccessi calcistici e fatti come quello di Ronaldo. Mi spiace, ma la Gazzetta sbaglia quando scrive che "sull'altra sponda del Naviglio sono meno attenti a custodire i segreti": sono tutti capaci allo stesso modo, è chi viene a saperli, questi segreti, che a volte decide di divulgarli altre no, e non è mai per simpatia!
Dunque, Ronaldo non fa vita da atleta, forse eccede negli stessi vizi notturni di Adriano, oltra a non allenarsi e a non avere disciplina. Vorrebbe andarsene per guadagnare di più, almeno così mi dicono. Ma fino ad oggi, il nulla mediatico. C'è perfino qualche tifoso rossonero che si lamenta e accusa la Gazzetta di destabilizzare la Società (ovviamente con la maiuscola) facendo queste rivelazioni al momento del rientro in campo. Com'è possibile, allora, che per il Milan (e di riflesso per i media) ogni settimana dal 31 luglio era buona per il rientro, mentre i giornalisti che conosco mi dissero da subito che prima di novembre non sarebbe stato possibile rivedere Ronaldo? C'è da chiedersi piuttosto come mai questo articolo sia uscito prepotentemente solo oggi, 9 novembre. Forse il Milan ha dato il via libera perché adesso serve screditare Ronaldo? Che, di suo, vorrebbe lasciare il Milan per un ultimo contratto "pesante", così come Adriano lascerebbe l'Inter.
Tutto questo discorso si interseca con le dichiarazioni di ieri di Silvio Berlusconi, abbastanza irritanti. Non tanto per aver detto che gli interesserebbe Adriano al Milan, cosa legittima nonostante le levate di scudi ogni volta che al Real nominano Kakà, quanto per quel "Adriano vorrebbe lasciare l'Inter? Chi non lo prenderebbe, quindi anche il Milan. Tutto dipende dall'ambiente che ha intorno". Ecco, oggi sulla Gazzetta s'è capito che ambiente troverebbe a Milanello, anzi no. Se Adriano beve e fa tardi la notte è colpa dell'ambiente, se lo fa Ronaldo, è colpa di Ronaldo.
Thursday, 25 October 07, 01:23 PM
E' naturale un po'
presenzialismo in TV e nelle radio quando c'è un libro nuovo da presentare, e del resto qui non si contesta il diritto di nessuno di partecipare a diverse trasmissioni, in più c'è la libertà di
parola e se non si calunnia o diffama nessuno, non c'è niente da dire.
D'altra parte ha ragione Dipollina: appena sbuca Moggi, i telecomandi cambiano canale da soli. La cosa non sorprende: il libro non dice nulla che Moggi in questi diciotto mesi non avesse già detto nelle sue comparsate. Lo stesso sta accadendo in questo suo "Calcio nel cuore Tour 2007": lui non ha fatto nulla di male, Collina andava a cena da Meani e Facchetti parlava con Bergamo, il calcio è un bordello senza vergini. Mancavano solo "La palla è rotonda", "Gol sbagliato, gol subito", "Non ci sono più le mezze stagioni", e via banalizzando.
L'unica cosa non proprio irrilevante è stata l'ammissione delle SIM svizzere date a Bergamo che, come ha sottolineato giustamente Ruggiero Palombo, legittima le decisioni dei giudici di Calciopoli. Ma questi sono gli argomenti che -immagino- al nostro Paletta piacciono poco, visto che su questo ha polemizzato con l'unico giornalista non della sua cricca alla presentazione del libro (che infatti ha simpaticamente esordito con un "So di giocare fuori casa").
Oggi l'ex direttore juventino era ospite di Fabio Santini a RTL 102.5, altra rete non certo pro Calciopoli, e il tutto ha portato a solo 5 pagine, nel momento in cui scrivo, dico 5 pagine di interventi nel forum dei pinguini così moggiani che più moggiani non si può. Forse è stato per l'orario, ma comunque credo cha anche loro ormai si siano stancati di aspettare il famoso "botto" che Moggi da un anno e mezzo promette a tutti i suoi fans. Meglio allora finanziare le varie Wanna Marchi del web che promettono la restituzione dei due scudetti come sale che si scioglie nell'acqua, meglio boicottare tutto e tutti quelli che non scrivono quel che loro vogliono leggere e non dicono quel che loro vogliono sentirsi dire, meglio cercare di imporre a SKY i telecronisti dall'alto dei loro 14 milioni. Moggi, anche per loro, è un disco rotto.
Thursday, 11 October 07, 08:10 AM
Avendo appreso che Briatore lo vorrebbe per il suo QPR, Totti ha detto che dirà di sì solo nel caso in cui la squadra cambi il nome
in SPQR.
Galliani non vuole sentir parlare di nuovi portieri: "Siamo la squadra che ne ha di più, sei compresi quelli in prestito. Peccato non poterli fare stare in porta contemporaneamente". Dall'Isola dei famosi, squadra in cui milita Coco, è rientrato dal prestito Malgioglio. Tra l'altro è del '58, manco tanto vecchio per il Milan. Proteste di Ballotta, pronto ad incatenarsi ai pali dell'Olimpico nel caso in cui il suo record cada.
Cristian Chivu, giocatore rumeno in nerazzurro: “Rischierò la spalla pur di giocare con la Nazionale”. Viorel Chivu, muratore rumeno in nero: "Io rischio la vita tutti i giorni sull'impalcatura".
La tesi difensiva di Dida a Glasgow: "Ho finto il mal di testa perché, dopo la papera sul 2-1, Seedorf mi ha promesso che negli spogliatoi mi avrebbe fatto un c..o così".
Dopo l'ennesimo incidente, un pirata della strada si giustifica dopo l'arresto: "Sono finito fuori strada e ho investito due pedoni perché Trezeguet mi è passato davanti e mi ha distratto". Drastico Collina: "Dovete chiedere agli investiti se Trezeguet era in fuorigioco o no".
Visto che in Germania uno stupratore ha avuto l'attenuante di essere sardo, pronto per il Milan un passaporto portoghese per giustificare il fatto che Dida fosse dentro lo stadio di Glasgow senza aver pagato il biglietto. Ultim'ora: visti i precedenti, i legali del Milan preferiscono rinunciare a questa linea di difesa, e stanno ricercando nell'albero genealogico del portiere antenati circensi.
(nella foto: Dida accidentalmente colpito da un oggetto)
Wednesday, 10 October 07, 11:05 AM
Due premesse: la prima è che da sempre i
premi individuali negli sport di squadra fanno discutere, la seconda è che probabilmente Ibrahimovic non avrebbe comunque vinto, in questo senso hanno ragione i detrattori o comunque quelli che
pensano che né lui, né Totti hanno fatto abbastanza fuori dai patrii confini.
Non potendo credere che vengano messi degli incompetenti in queste giurie, preferisco credere che quando hanno scelto i 30 e hanno deciso di mettere Lahm anziché Ibrahimovic, o Nesta invece che Totti, fossero ubriachi. Non penso sia una decisione geopolitica, l'Italia è la nazione con più candidati e l'Inter ha un giocatore nei trenta, non è questo il problema.
A una più attenta analisi, il problema sembra invece che i giudici siano rimasti al 2006, o che l'unico calcio che guardano è solo quello della Coppa del Mondo. Ricordiamoci che si deve eleggere il FIFA World Player del 2007! Ibrahimovic e Totti non hanno vinto niente in Europa, e gli altri? Ronaldinho, Eto'o, Marquez, Messi sono usciti anche loro agli ottavi di Champions e non hanno nemmeno vinto il campionato. Cannavaro e Van nistelrooy han fatto come Ibra (campionato vinto e fuori agli ottavi), il Chelsea è arrivato alle semifinali ma Essien, Cech, Lampard e Terry non hanno vinto nulla. Buffon ha addirittura giocato in Serie B. Per non contare che se contasse vincere qualcos, magari ci vorrebbe un giocatore del Boca.
Il calcio non è uno sport di squadra, ma se si deve considerare la tecnica e la classe individuale, forse Klose è meglio di Totti (Scarpa d'Oro) e Vieira meglio di Zlatan? Da interista, sono quasi indignato nel vedere il francese tra i 30 e non lo svedese. Certo al mondo può succedere di peggio, ma la giuria ha proprio toppato. E comunque, quasi quasi io i premi individuali li abolirei.
Tuesday, 02 October 07, 07:44 AM
Tuttosport: 'Allarme ultras'.
Avete capito bene, il giornale torinese non teme nuovi incidenti dopo quelli pesanti del pre-derby, teme invece che quelle pecorelle travestite da tori che hanno devastato la città siano lasciati a casa domenica, invece di andare a Firenze.
I milanisti, soliti maleducati.
Cristiano Ronaldo al Daily Mirror: "Sul 6-0 i romanisti mi pregarono di fermarmi". Molto meno educati i milanisti, che in semifinale lo fermarono senza, non dico pregarlo, ma nemmeno chiederglielo.
Battibecco Kakà-Ancelotti: Galliani 'Con la Tv scambio di vedute diventa un caso'.Ma va? Pensavamo che con la TV un giocatore del Barcellona diventasse del Milan.
Una busta anonima contenente scritte minatorie e due bossoli e' arrivata stamani, a Milano, nella sede dell'Inter, contenente minacce all'indirizzo della squadra, di Massimo Moratti e Roberto Mancini, oltre a una serie di affermazioni definite 'deliranti' dalla Questura. Tipo "sono sempre 29", "scudetto di cartone" e "tronchettiguidorossiilpassaportodirecobatavarolitelecom".
Ultim'ora: non erano due bossoli, ma due sim slovacche.
Champions League. La reazione dei tifosi del Celtic alla notizia che forse giocherà Dida:
e la reazione degli stessi tifosi quando hanno saputo che la riserva di Dida è Kalac:
Monday, 24 September 07, 03:21 AM

...dove una neopromossa è al quinto posto ma è da scudetto perché ha pareggiato in casa della capolista all'87'. Bella partita, giocata discretamente, ma basta? Avesse vinto 3 o 4 a 1 la Roma, nulla da dire. Volendo, l'anno scorso lo scudetto l'avrebbe meritato anche l'Udinese, unica squadra non battuta dall'Inter dei record.
E' uno strano campionato quello in cui i campioni in carica sono al secondo posto ma sono in crisi nera, con l'allenatore sull'orlo dell'esonero (pare che Mourinho sia stato mandato via dal Chelsea apposta per farlo venire all'Inter, stando ai giornalai), il presidente arrabbiato -pare abbia detto "non è ancora ora di processi", deve essere proprio arrabbiato- e i giocatori scarsi. L'Inter ha giocato non benissimo ma nemmeno malissimo, certo l'avversario non era dei migliori, ha preso sberle da tutti, ma se la Juve è al 95%, la Roma al 90%, l'Inter tra assenze e stato di forma sarà sì e no al 50%. Forse esagero pure. Ma la stampa fa già i processi.
E' uno strano campionato quello in cui ci sono notizie che i media tengono nascosti. Il terzo pareggio consecutivo del Milan, al contrario di quello dell'Inter, non suscita polemiche e non mette in crisi la panchina di Ancelotti, a differenza di quella di Mancini. Il dominio del Parma nel secondo tempo è stato indiscusso, ma niente, tutti zitti con qualche lodevole eccezione. Ieri sera a Controcampo si discuteva sulla domanda "Se il Milan vincesse solo Supercoppa Europea e Mondiale per Club, sarebbe una stagione positiva?". Difficile la scelta tra il no di Giovanni Galli basato su considerazioni tecniche e il sì dello stesso Franco Rossi basato invece sull'immagine del club nel mondo, per me hanno entrambi ragione. Ma come non essere d'accordo con la provocazione dello stranamente lucido Maurizio Mosca, che si chiedeva come mai il Milan non dimezzasse i prezzi degli abbonamenti della Serie A, visto come la snobbano?
C'è silenzio sul secondo posto della Fiorentina e, soprattutto, dell'Atalanta. Sono tutti intenti a glorificare la neopromossa, immagino che se i viola battessero la Roma mercoledì, si candiderebbero direttamente per il Treble: Scudetto, Coppa UEFA e Coppa Italia. L'Atalanta ha sconfitto la Lazio e finora si è mantenuta in perfetta media inglese, ed è seconda coi toscani e con l'Inter. Via Colantuono è arrivato Delneri che è un ottimo allenatore per la dimensione provinciale dei bergamaschi. Vedremo se, ancora una volta, le considerazioni dei media saranno ribaltate in pochi giorni.
Friday, 07 September 07, 09:13 AM
Vi faccio un
gioco: ammettiamo che mi incontriate da un concessionario d'auto e mi sorprendiate a "tirare sul prezzo" mentre sto acquistando una Seicento usata. Mettiamo che dieci minuti dopo venga da voi e vi
dica che tra qualche mese comprerò una Ferrari nuova di zecca, senza che preveda di vincere 50 milioni di euro al Superenalotto. Mi prendereste per pazzo? Penso di sì.
Appunto, allora spiegatemi per quale strano motivo i lettori di Tuttosport dovrebbero credere che una società che ancora non ha rinnovato il contratto al proprio capitano e bandiera della squadra a 3,5 milioni di euro, e che stava per farsi scappare un bravo giovane che guadagna 900.000 euro all'anno per non dargli un ritocco all'ingaggio, sia poi in grado di prendere in pochi mesi un giocatore che guadagna 8 milioni l'anno e un suo compagno di squadra che sta trattando con la propria società un rinnovo sulla base di 7 milioni. Non dovrebbe crederci nessuno, vero? Eppure, se Padovan pensa di metterlo come titolone in prima è perché pensa che ciò gli faccia vendere più copie, quindi significa che qualcuno ci crede.
Attenzione, questo è solo il caso più eclatante e recente (la pagina di Tuttosport è quella odierna), però non accade solo con Tuttosport e non accade solo con i tifosi juventini. In questo post si spiega in modo esaustivo come il passaggio di Ronaldinho al Milan sia ormai diventata un'allucinazione collettiva, quasi quasi diremmo un rincoglionimento collettivo. Il Milan e i suoi tifosi per ora hanno ripiegato su Pato, promettente -ha compiuto 18 anni qualche giorno fa- attaccante acquistato dall'Internacional Porto Alegre. L'ultima notizia (ma potremmo definirla barzelletta) è che, siccome Dinho ha inserito tra i suoi compagni ideali Kakà, allora vuol dire che verrà al Milan. Questa supera persino la notizia per cui un Ronaldinho comunitario dovesse vestire per forza la maglia rossonera, ma Kakà ha preso il passaporto italiano da poco, allora è segno che andrà al Madrid? Mah...
Andiamo avanti. Vogliamo parlare dell'ormai mitizzato "colpo del centenario" di Moratti? Ci credete che possa arrivare a Messi quando il massimo che si è fatto, oltre a Chivu e Suazo, è il prestito di un giocatore della Ternana? Moratti ogni anno crea il buco e poi lo riempie, e di soldi per il mercato non ce ne mette molti, nemmeno per i cento anni del club. Eppure, a ogni nome altisonante, non è mancato chi ha alzato canti di gioia ai presunti arrivi di Henry, Deco, il bravissimo under 20 Giovani Dos Santos, e c'è chi pensa a uno scambio di lungodegenti tra Adriano e, ancora una volta, Ballack.
La verità è che ormai da 6-7 anni i top player scansano la Serie A, alcuni giocatori come Kakà o Ibrahimovic lo sono diventati da noi, ma dopo Ronaldo, Trezeguet, e pochi altri ormai in Italia possono arrivare giovani promettenti o qualche scarto di Liga: qui un post sugli stranieri arrivati questa estate. Per non parlare degli italiani che vanno all'estero, stigmatizzati da una classe giornalistica che pensa solo a tirare la volata ai propri "amici" dirigenti. Il problema è che non ci sono più i soldi di una volta, i giocatori non arrivano e i possibili acquirenti delle nostre società preferiscono rivolgersi altrove, alla Premier per esempio. Sono ormai lontani i tempi in cui un grande mondiale come Zico firmava per una squadra di medio calibro come l'Udinese...
On Wambach-Boxx-Lilly, and the US go to the semi-final!