Thursday, 17 May 07, 03:13 AM
A Giancarlo Padovan a volte va proprio male. Ieri su Tuttosport, in taglio basso in prima pagina ma a nove colonne all'interno, faceva dire in un virgolettato nientemeno che a Blatter la frase "Inter vergogna". Per qualche scandalo? Per la "Spy Story"? Per le intercettazioni? No, per la rissa di Valencia, che Blatter accomuna a quella tra Chelsea e Arsenal nella finale di Curling Cup. Ha ragione Blatter a criticare le risse tra giocatori? Sì. Un giornale serio avrebbe titolato "Inter vergogna"? Ovviamente no.
Del resto, Tuttosport qualche mese fa metteva questo titolone ad effetto, in cui si dice che solo la Juve è pulita. Fa il paio con "Inter vergogna" perché sembra voler dire una cosa anziché un'altra, ma comunque il senso era questo: visto che tra le squadre condannate per Calciopoli la Juventus è l'unica che ha cacciato i cattivi, è l'unica -delle squadre condannate per lo scandalo- ripulita. Forse...
Ovviamente, perfino Blatter nell'intervista faceva i complimenti alla Juve per come era risorta dallo scandalo (in realtà faceva i complimenti per la promozione in serie A), però ieri era davvero il giorno sbagliato. Perché proprio di ieri è la polemica per le dichiarazioni di Luciano Moggi e Alessio Secco, secondo cui l'ex DG ("Il Direttore", come affettuosamente lo chiamano ancora i tifosi nostalgici) ha espresso la sua solidarietà per le critiche all'attuale direttore sportivo. Cosa lecita, anche ovvia in condizioni normali, ma strana per una società che deve rifarsi la verginità proprio da rapporti pericolosi come quello con Moggi.
Sta di fatto che ora la società Juve è spaccata in due: da una parte un infuriato Cobolli Gigli e Jean Claude Blanc, dall'altra lo stesso Secco (che il "consigliere privato" Moggi chiama anche per consigli nelle trattative) e Bettega, il pezzo di Triade rimasto in società (altri dirigenti "minori" sono ancora dentro, come dichiarato da Capobianco). La lotta sarà aspra, e da come va a finire dipende la conferma di Deschamps, ma soprattutto il vero grado di "pulizia" della Juve. Certo che, dopo aver saputo che il fantasma di Moggi sta ancora sulle loro teste, da oggi sarà più difficile definirsi puliti. Anche la tifoseria è spaccata in due, tra chi chiede a Moggi di stare lontano e chi lo glorifica, sperando che torni presto al timone di una Juve vincente, con qualunque mezzo.
Tuesday, 15 May 07, 09:20 AM
Ora, una regola che stabilisce che se fra terza e quarta ci sono almeno 10 punti di distacco è giusta in principio. Fa in modo che chi è stato tanto superiore in 42 partite non perda la Serie A con una squadra inferiore che ha azzeccato la partita giusta (e qui, volendo, c'è tutta la differenza tra uno scudetto e una coppa, anche se gli avversari in coppa sono diversi e in teoria più duri). Però...c'è un però.
Alla 42ma e ultima giornata c'è Rimini-Mantova. Mettiamo che il Mantova e il Rimini siano in piena zona play-off, e mettiamo che Genoa-Napoli finisca in modo che soltanto la vittoria del Mantova possa evitare che la terza salga direttamente. Che dite che farà il Rimini? Tenterà di vincere inutilment, visto che i 3 punti farebbero salire direttamente la terza, o lascerà che il Mantova vinca facendo qualificare entrambe ai play-off?
Alla fine mancano ancora 4 giornate, ma lo scenario è plausibile, forse la Lega cercherà un rimedio peggiore del male (anticipando Rimini-Mantova?) ma, come si dice a Venezia, "xe peso el tacòn del buso". Niente e nessuno poi potrà farmi levare dalla mente che il "palazzo" voglia le 3 grandi direttamente in A (per carità, se lo stanno anche meritando, la Juve sta facendo il minimo sindacale ma ha un ampio vantaggio), volete mettere Juve, Genoa e Napoli al posto di Ascoli, Messina e una terza "piccola"? Che vogliono Mantova e Rimini? Alcuni arbitraggi di sabato (quello scandaloso di Rimini-Bari e un po' quello di Juve-Bologna, che io ho visto più in ottica anti-Bologna che non pro-Juve) stanno lì a dimostrarlo...
(nella foto, il portiere del Rimini, Handanovic: più gliene fanno, più lui è contento)
Monday, 14 May 07, 04:46 AM
Buffon va, Buffon resta, Buffon al Milan, all'Inter, alla Juve per tornare grandi. "Non abbiamo intenzione di vendere Buffon per fare cassa: quella la facciamo con l'aumento di capitale e, nel caso, con altri giocatori". Parole del presidente Giovanni Cobolli Gigli, che contrastano con le ultime dichiarazioni del portiere. Il quale ha quantificato (ormai è diventato sport nazionale farlo) in quattro, cinque anni il periodo che servirebbe alla Juve per tornare grande. Troppo, anche per lui che ha vinto moltissimo in carriera.
Già crediamo che un altro anno senza Champions League potrebbe essere letale per le ambizioni di Gigi, figuriamoci un periodo più lungo. Visto che il contratto con la Juve gli scadrà nel 2011, considerate le nuove regole FIFA potrebbe svincolarsi al massimo un anno prima visto che avrà 32 anni allora. Se andiamo a vedere le dichiarazioni poco avventate di Cobolli, lo scenario è anche peggiore: che significa che venderanno, nel caso, altri giocatori per fare cassa? Una cosa sola, cioè che Buffon dovrebbe restare da solo, unica star (magari insieme agli attempati Del Piero e Nedved) in una squadra di giovani, con al massimo ambizioni UEFA.
Ecco che in questi giorni, con la società che lo dichiara incedibile, con le milanesi che hanno (il Milan) o stanno per (l'Inter) rinnovare i propri attuali portieri, a Buffon sta salendo il terrore di rimanere in bianconero a vita. Di diventare -come è successo ad altri- quello che i tifosi continuano a chiedergli di essere: bandiera di una squadra che non vince, idolo incontrastato di una tifoseria nostalgica dei bei tempi che furono, oppure come Totti a Roma (un grandissimo che in quattordici anni si è accontentato di uno scudetto e una supercoppa finora, ma è incontrastato idolo di quasi tutta la capitale) senza l'amore della romanità per Totti.
Allora diciamolo chiaro: Buffon è terrorizzato dall'idea di rimanere alla Juve, e sta cercando in tutti i modi di farsi assumere dal Milan o, in alternativa, dall'Inter. Un'alternativa posta in secondo piano perché farebbe infuriare la tifoseria bianconera, e per cui non escluderemmo anche qualche incidente di piazza. E' come un leone in gabbia, vuole scappare ma il padrone dello zoo gli sta dicendo che non può. Intanto salva risultati, fa parate decisive, e ogni volta che legge o ascolta le dichiarazioni di Cobolli Gigli, gli viene un attacco d'ulcera. La sua speranza è data dal fatto che Berlusconi ha già detto che il Milan non lo prenderà, come già fece in passato per Nesta e Gilardino. Buon segno.
Saturday, 12 May 07, 09:56 AM
Non ci stancheremo mai di dire che in Calciopoli il capitolo riguardante il controllo dei media è fondamentale, non perché i giornalisti siano la causa di tutti i mali del mondo ma perché la creazione di un certo clima è decisiva sia per assegnare scudetti a tavolino (in questo senso quelli della Juve di Lippi sono simili agli ultimi due interisti) che per preparare il terreno alle porcate del futuro prossimo. Quanti editoriali abbiamo già letto sul fatto che 'C'è stata una sola società colpita e che ha già pagato fin troppo' e che 'in fondo hanno rubato tutti'?
Sul secondo tema è quasi banale che esistono vari gradi di colpevolezza, anche fra chi ha condiviso lo stesso sistema, mentre su primo osiamo ricordare che in fin dei conti una società come la Fiorentina ha pagato con la doppia perdita della Champions League un tentativo di furbata dei suoi dirigenti e al via della stagione 2007-2008 avrà avuto in fondo gli stessi danni di una società che ha controllato, attraverso il suo direttore generale, decine di partite e di arbitri.
Non è che vogliamo stare a ribadire fatti già ampiamente accertati, ma evidenziare che in fin dei conti gli strumenti di controllo dell'opinione pubblica se la sono cavata con niente. In questo senso l'intervista di Marco Mensurati, giornalista di Repubblica, fatta a Maurizio Capobianco, dirigente juventino di lunghissimo corso (ha lasciato nel 2005 una società nella quale era entrato ai tempi di Platini giocatore), è illuminante. Anche per i discorsi arbitrali e di rapporti con le curve, ma adesso restringiamo il discorso ai giornalisti. Parola di Capobianco: ''Sulla questione giornalisti la Juve aveva consulenze molto ricche con società vicine ad alcuni di loro. Almeno in un caso, a inizio stagione si stipulava un contratto per studiare dei progetti di comunicazione.
Poi a giugno, se la Juve aveva vinto lo scudetto, la società decideva di realizzare quei progetti e pagava il premio alla società di comodo: i progetti, ovviamente, non vedevano mai la luce''. Capito i nostri opinionisti e cronisti d'assalto? Senza nome, ma non troppo...Insomma, come giustamente osserva Mensurati, una sorta di premio scudetto ai giornalisti fedeli. Da aggiungersi ai soliti orologi di marca, non esattamente dei Sakura Fuego (il leggendario cronografo con accendino incorporato reclamizzato da Franco Baresi nei primi anni Ottanta, roba che non avrebbe messo nemmeno Muzio Scevola). Raccomandazioni per i figli, orologi, consulenze, favori vari e chissà cos'altro. E poi qualcuno si stupisce leggendo ancora oggi commenti del genere 'con uno squadrone così la Juventus non aveva bisogno di aiuti'. La gratitudine esiste...
Stefano Olivari, "La Settimana Sportiva"
CHE DIRE? D'ACCORDO AL 120% CON OLIVARI!
Friday, 11 May 07, 06:02 AM
Oggi ho parlato con un mio amico giornalista sportivo (di cui preferisco non fare il nome), il quale mi ha fatto qualche rivelazione sul futuro dell'Inter. Secondo lui il ciclo di vittorie è già finito, l'Inter ha bisogno di rifondarsi con 6-7 nuovi acquisti forti che però non sono sul mercato. Inoltre, secondo lui tutti i giocatori sono arrabbiatissimi con la società, e che la richiesta di un ritocco da parte di Ibrahimovic ne è il sentore.
Certe dichiarazioni di Moratti favorevoli a un giocatore che è all'Inter da molto ma che non ha inciso su queste vittorie degli ultimi anni, avrebbero irritato chi si è dannato l'anima per vincere uno scudetto strameritato. L'ambiente quindi sarebbe la solita polveriera pronta a esplodere. Io non so sia tutto effettivamente così, ma poniamo che sia vero, a parte che senza una vittoria europea io non parlerei nemmeno di ciclo, credo che ci siano mosse da fare, ma che una vera rifondazione sia troppo.
Intanto, si dice da una vita che l'Inter ha 3 squadre, il che in parte è vero, però certo mercoledì si è visto che se metti Toldo per JC, Cordoba per Burdisso, se mancano Cambiasso e Vieira e Ibra in attacco, con le seconde linee batti le dieci squadre della seconda parte della classifica ma non batti la Roma e tanto meno il Valencia. Quindi, forse una rifondazione non serve, ma qualche acquisto va assolutamente fatto.
Adriano ormai è al capolinea dell'esperienza milanese, Figo è deciso (giustamente) a guadagnarsi petroldollari facili, Crespo forse costa troppo per il riscatto del prestito. Moratti deve mettere mano al portafogli, serve una prima punta (Toni o Lucarelli), un trequartista, e una punta veloce come Suazo se va via anche Crespo. Io farei un ritocchino anche dietro, ma sei o sette forse sono troppi. E poi, la società deve cambiare mentalità: Moratti che dice che non teneva alla Coppa Italia proprio non mi è piaciuto, avrebbe dovuto incavolarsi coi suoi e fare i complimenti alla Roma, chiedendo un parziale riscatto (vale a dire, vincere il ritorno).
Poi, sul mercato ci si deve muovere con intelligenza, cercando di prendere giocatori affermati e di vincere scommesse come quelle di Maicon e Maxwell. Prima di tutto c'è da rimediare alla figuraccia di mercoledì: è un anno che dico che la Roma esprime un ottimo gioco ma che gioca solo in un modo, e l'Inter due giorni fa questo gioco l'ha agevolato, non pressando e trovandosi sempre in inferiorità numerica (il povero Maxwell chiuso tra Taddei e Panucci, che doveva anche coprire il buco al centro che il rombo lasciava tra Figo e Dacourt, se Zanetti o Stankovic erano superati dall'uomo. Speriamo bene...
Tuesday, 08 May 07, 03:36 AM

Stamattina spendendo i miei soliti dieci minuti per la rassegna stampa sportiva ho trovato questo richiamo in prima pagina del Corriere dello Sport. Si parla della finale di domani, di cui qui si è già trattato, e di un altro argomento che catalogherei ancora una volta nella serie 'rispetto zero per i tifosi'. I calciatori, quei giovanotti in salute che guadagnano stipendi annuali a sei zeri (in euro), vogliono più vacanze a Capodanno. Tanto per capirci, quest'anno hanno giocato la 18ma giornata il 23 di dicembre, e ripreso con la 19ma il 13 di gennaio: vogliono per caso chiudere la baracca per due mesi? Sinceramente non capisco.
Nello stesso periodo, in Inghilterra hanno giocato il 23 dicembre come da noi, poi il 26 (il 'Boxing Day' è una tradizione consolidata), il 30 e infine il giorno di Capodanno. Nessuno si è lamentato. Il tanto sbandierato 'modello inglese' per la gestione (leggasi più repressione) dei tifosi, qui magicamente non vale più. E poi, sono scemi i calciatori d'Oltremanica o furbi i nostri? Scemi noi tifosi, come sempre, noi che con gli abbonamenti allo stadi, a SKY, i biglietti allo stadio li finanziamo, che nonostante gli scandali continuiamo a seguire il calcio e a farci prendere in giro. Ora, il calcio è diviso tra chi è nostalgico del passato in cui si giocava in contemporanea e alle sei si era tutti davanti alla TV per 90° minuto, e chi si fa abbuffate di incontri giocati in ogni angolo del mondo da calciatori strapagati, e poi si guarda il dibattito che segue le partite con lo stesso interesse.
I calciatori, a quanto pare, stanno a metà. Amano il presente che garantisce loro stipendi da favola e un trattamento da star di Hollywood, ma allo stesso tempo vorrebbero tornare a un passato in cui i calciatori giocavano una ventina di partite di meno, quando in fatto di vacanze non avevano nulla da invidiare a un impiegato del catasto (questi ultimi non ce ne vogliano). Il calcio è diventato uno spettacolo? Allora che spettacolo sia, e gli attori non si possono comportare come se fossero dei lavoratori dipendenti. Ce lo vedete De Niro che interrompe le riprese di un film e va a passare le feste in famiglia?
Inoltre, se il calcio è anche un business dei più redditizi, può chiudere i battenti in un periodo, come le feste natalizie, in cui la "gente comune" ha più tempo libero e soldi (la tredicesima) per vedere le partite? Direi proprio di no! Pensare che io, guardandomi in TV le partite della Premier, ho sperato che in un futuro non lontano potessimo anche noi vedere qualche bella partita di Serie A il 26 dicembre, con gli stadi pieni di gente infreddolita ma felice: povero illuso che sono. Loro, gli "impiegati" milionari, vogliono fare più festa. Forse noi tifosi, visto che ci mancano di rispetto in un modo così palese, visto che non abbiamo uno straccio di diritto, forse dovremmo anche andare a casa loro a cucinare il cenone della vigilia?
Monday, 07 May 07, 02:41 AM
E così, sabato sono andato bello bello al bar sotto casa a prendermi un biglietto per la finale di Coppa Italia di mercoledì, Distinti Sud, vado con amici romanisti e non mi andava di stare ingabbiato nel settore ospiti. Tanto, si va per vedere la partita in compagnia, e passare una serata tra amici, ho pensato. Sì, ma serata o pomeriggio?
Stamattina mi sono svegliato fiducioso, ho pensato che forse a due giorni dal match sarei riuscito nell'impresa di conoscere l'orario di inizio, e invece il sito dell'AS Roma riporta ancora quell'eufemistico "orario non confermato", quando invece l'orario non è ancora stato stabilito, cosa c'è da confermare? La colpa non è certo della società, ma è il solito, stupido ping pong tra Lega e Viminale, il quale per motivi di ordine pubblico sfugge la notturna come se fosse la peste. Non evitando, quando ha disposto l'incontro in diurna come nel derby di Roma, gli incidenti.
Quella volta si è giocato alle 15, e come ha detto qualcuno ieri in TV (mi pare Gene Gnocchi), forse il Ministero degli Interni vuole che si giochi di giorno così le lame di coltello luccicano... Resta il fatto che invece di usare la tolleranza zero verso gli ultras scalmanati, si usa il "rispetto zero" verso tutti i tifosi. Quelli che hanno preso il biglietto convinti che fosse di sera e non ci andranno, quelli che non ci andranno semplicemente e ancora non hanno preso il biglietto, quelli che vorrebbero attendere fino all'ultimo ma poi non andranno perché i botteghini sono chiusi per disposizioni di legge il giorno della partita.
Tutto ciò mentre la Lega Calcio, sprezzante del senso del ridicolo, chiede all'UEFA di destinare un posto in Champions Legue alla vincente di questa competizione bistrattata da tutti, proposta che effettivamente potrebbe rilanciare la competizione. Ma se all'UEFA, ricevendo la richiesta, si brigassero di accendere la TV per vedere la finale, in un mercoledì pomeriggio con gli spalti vuoti, quale volete che sia la risposta? Questi italiani vorranno mica un posto in Champions anche per la vincente del Trofeso Berlusconi o del Trofeo Birra Moretti?
Saturday, 05 May 07, 03:58 AM
Ei fu. Siccome immobile,
sul prato dell’Olimpico,
stette Ronaldo in lacrime,
col piede sempre più stitico,
così percossa, attonita
l’Inter da Lazio fu,
muta pensando all'ultima
giornata ormai fatale;
mentre la Juve a Udine
e la Roma a Torino
senza fatica a casa
portaron tutto il bottino.
Cuper “el vertical”
davanti alla panchina,
stette a rimuginar,
prendendo un aspirina,
il tragico error slovacco
che aprì il lazial bivacco.
La seconda segnatura
portata da Di Biaggio,
fece veder lo scudo
ma fu solo un miraggio;
già prima con Bobone
fu solo un’illusione.
Dal Delle Alpi al Franchi,
dal Meazza al Comunale,
l’Inter di sei lunghezze
tenea dietro la rivale;
ma in casa con l’Atalanta,
si fece tosto infilar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: noi
ce la prendiamo con Massimo
Moratti, che volle nell’argentino
il vate suo divino
per vincere in final.
La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia di diventare
la prima in tutto il regno;
e il non giunge, e perde un premio
che parea sicuro ormai;
tutto Cuper provò: le tre sostituzioni
ma invece di conquistar,
la fuga e la vittoria,
quattro se ne fece far:
quattro volte nella polvere,
solo due sull'altar.
Ei si nomò: due gruppi,
l'un contro l'altro armato,
spaccaron lo spogliatoio,
come aspettando il fato;
ei fe' silenzio, ed arbitro
non fece in mezzo a lor.
E persero i dì nell'ozio
non chiusero le partite,
segno d'immensa inedia
e broccaggine profonda,
d'inestinguibil sfiga
e di domato ardor.
Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
così arrivaron il ceco,
Inzaghino e l’amato cholo
scorrea la diarrea incessante
e sembravano aver lo scolo;
tal su quell'alma il cumulo
delle prese in giro scese.
Oh quante volte ai posteri
verrà poi raccontato,
di chi già il giorno dopo
il contratto volea rinnovato!
Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stettero, in mezzo al prato
senza poter gioir!
E ripensaron gli schemi
le mancate diagonali,
e i rigori col Chievo non dati,
e i gol “de li laziali”,
e la perdita del primato
e della cempions lig.
Ahi! forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; e mai più
venne una man dal cielo,
né dai furlani salvi
e dai granata ormai sazi;
e l'avviò, pei perfidi
sentier della polemica,
agli insuccessi eterni, al premio
mancato dello scudo,
dov'è silenzio e tenebre
anche negli albi d’or.
Brutta Immortal! malefica
Juve ai trionfi avvezza!
ruba anche questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Moggi
giammai non si
chinò.
Tu dalle stanche ceneri
perdi Inter festaiola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
con te non fu benevolo
al terzo posto ti posò.
Thursday, 03 May 07, 03:46 AM
Va beh che a Milano non c'è il Circo Massimo, ma credo che fosse possibile festeggiare in modo più popolare la vittoria di uno scudetto tanto atteso. No, dico, un primo anello rosso costa 170 euro, e per vedere la solita corte di nani (non ce l'ho con Paolo Rossi, giuro) e ballerine nerazzurri che hanno campato per anni sulle nostre sconfitte e che ora campano sulle nostre vittorie mi pare davvero esagerato!
E poi, la data: vorrei tanto sapere chi è il genialoide che ha deciso per il 22 maggio. Già che c'eravamo, potevamo aspettare due giorni, c'è il rischio di festeggiare qualcosa insieme ai cugini. Comunque, Moratti ha già detto che probabilmente ridurrà i prezzi, vedremo che succede. Certo all'Inter anche per festeggiare le vittorie succedono casini, ma tant'è, vorrei che si facesse ogni anno questo tipo di discussione.
Tornando alle vicende del campo, ieri a Milano c'era l'agente di Deco, ma tutti vorrebbero anche trattenere Figo. Io ne sarei felice ma non lo biasimo: petroldollari e poco stress sono molto meglio degli euro e delle pressioni. A proposito, sarà mica che la festa costa così tanto perché col ricavato ci vogliono pagare la conferma di Luis?
UPDATE: DOPO LE TANTE PROTESTE, LA FESTA E' STATA ANNULLATA. Da Inter.it: La festa per celebrare la conquista del 15° scudetto di F.C. Internazionale si svolgerà domenica 27 maggio 2007 allo stadio "Giuseppe Meazza" in San Siro, al termine di Inter-Torino (38^ giornata della Serie A Tim 2006-2007).
Wednesday, 02 May 07, 03:25 AM
I malati, anche gravi, parlano. I morti no. Ecco la risposta a chi si chiede come mai solo oggi, a un anno di distanza da Calciopoli, l'ex arbitro Massimo De Santis tiri in ballo Giacinto Facchetti mentre prima se ne stava zitto zitto. Che cosa sarebbe successo se, con il Cipe ancora in vita, De Santis avesse detto -in TV ovviamente, non all'ufficio indagini né tanto meno in un'aula di tribunale- 'Mi chiamava Facchetti, certo. Era uno dei più assidui, e una volta la sua chiamata è stata al limite del lecito'?
A parte che ci piacerebbe sapere che cosa di così illecito abbia detto il presidente dell'Inter, salta all'occhio come la frase detta in questo modo insinua il dubbio, dice e non dice, soprattutto preserva da querele dei famigliari. L'indecenza sta nel presentarsi in TV senza contraddittorio a pronunciare frasi ambigue a cui solo una persona che non c'è più potrebbe rispondere. Tira in ballo anche Meani, l'ineffabile De Santis, che è vivo e vegeto, direte voi. Vero, ma a parte che Meani ha ammesso di aver parlato con De Santis, il ristoratore di Lodi deve mantenere un basso profilo (del resto era solo un 'precario') e non gli fa certo comodo rispondere.
L'indecenza sta anche nel dire che non diede il rigore della foto perché troppo vicino (ma che vuol dire?) e che guardava altrove. A noi sembra che ci manchi solo il fischiettìo e l'indice alzato e fatto roteare, e poi siamo a posto. L'indecenza sta nel dire di non aver mai parlato al telefono con Moggi, un Moggi che l'altra sera ci è sembrato baldanzoso, ha urlato, scherzato, si alzava spesso in piedi, insomma tutto il contrario di chi ce lo dipinge come un novello Enzo Tortora.
Indecente è come al solito Tuttosport, il giornale che separa i fatti (ignorandoli, come l'inchiesta penale di Napoli) dalle opinioni (che hanno grande spazio, specie se sono di una persona indagata per associazione a delinquere). Riferito a De Santis che si chiede dove sono finite nell'inchiesta di Napoli le telefonate di Facchetti, scrive: "...quelle domande di De Santis, al momento, restano senza risposta. E danno ragione sia a chi, come l’ex arbitro, insinua una selezione nelle intercettazioni, sia a chi, come “ gli onesti”, sostiene che quelle telefonate in realtà non ci sono mai state." A parte quelle eleganti virgolette messe alla parola onesti (capisco che per certe persone l'onestà possa essere messa solo tra virgolette), ma ancora oggi ci chiediamo dove siano finite le intercettazioni? Ancora con la teoria mai dimostrata del complotto?
E poi, selezione sì, ma dove? Nella registrazione o nell'ascolto? Impossibile: quando un telefono è messo sotto controllo non ci possono essere interruzioni di ascolto, il telefono è intercettato 24 ore su 24 ma poi solo quelle rilevanti ai fini dell'inchiesta sono prese in considerazione, proprio per tutelare la privacy di chi parla al telefono. Ma come, da una parte l'opinione pubblica vuole mettere la mordacchia alla divulgazione con la scusa della privacy, e dall'altra c'è chi è indagato e vorrebbe che fossero divulgate tutte, anche quella della moglie che gli chiede di comprare il latte?
Insomma, concludendo, al di là dell'indegno spettacolo visto lunedì sera, non vogliamo dire che De Santis non debba per principio andare in TV, ma ci piacerebbe vederlo alle prese con qualche giornalista serio che gli faccia presente tutte le contraddizioni della sua linea difensiva. Allora sì, che ci sarebbe da ridere...
On Wambach-Boxx-Lilly, and the US go to the semi-final!