Search OleOle:
enesptfritderuzhkoja Sign Up Log in

Friday, 16 November 07, 06:29 AM

La storia della Nazionale italiana inizia nel 1910 e per quasi vent'anni è fatta di scontri con altre compagini dell'Europa continentale, specie con le vicine Svizzera, Francia e Austria. Motivi geografici, ovviamente, ma anche lo snobismo che gli inventori britannici del calcio riservano alle squadre del continente. Non a caso, il primo match degli Azzurri con una squadra isolana è contro gli irlandesi, obiettivamente nazionale di secondo piano. Si gioca a Torino, nel 1926: 3-0 per l'Italia. Con gli inglesi ancora “latitanti”, l'Italia incontra la Scozia nel maggio del 1931, tra la 28ma e la 29ma di campionato, in cui la lotta scudetto tra Juventus e Roma è serrata. Pozzo convoca molti giocatori da ambo le parti, c'è anche un piccolo caso: Caligaris, capitano con 52 presenze, è un po' il braccio destro di Pozzo, e impone la presenza di Bertolini, per il quale è stato lasciato fuori niente meno che Fulvio Bernardini contro la Spagna, in aprile. Stavolta giocano entrambi, in una partita in cui il quintetto delle meraviglie (Costantino, Cesarini, Meazza, Ferrari e Orsi) fa faville. Vince l'Italia 3-0, con reti di Faele Costantino, di Meazza e di “Mumo” Orsi. La porta di Combi rimane inviolata, i 25.000 dello Stadio del PNF vanno in visibilio per le prodezze dei loro idoli.

Devono trascorrere altri 34 anni prima di rivedere le due nazionali fronteggiarsi. Accade il 9 novembre 1965, siamo alla qualificazione per i mondiali inglesi, gruppo 8 con Finlandia e Polonia. Gli azzurri otto giorni prima hanno strapazzato la Polonia, 6-1 all'Olimpico di Roma, e comandano il girone con 7 punti, la Polonia ne ha 6, la Scozia 5 e la Finlandia 2. I polacchi però sono fuori dai giochi, mancano infatti solo gli scontri tra italiani e scozzesi, prima al Celtic Park, il 9 novembre, e a Napoli il 7 dicembre. Davanti ai centomila e passa di Glasgow, il ct Fabbri cerca di stupire: mentre tutte le squadre in campionato attuano il catenaccio, lui fa giocare Rosato stopper fluidificante e Salvadore libero con mansioni anche di stopper. L'esperimento si rivela fallimentare, la Scozia mette sotto per tutti i 90 minuti gli azzurri, il solo Rivera ha un'occasione in contropiede che sfuma. Le folate dei terzini scozzesi sono incessanti, in una di esse il laterale destro Greig avanza indisturbato e batte Negri. Siamo all'88', non c'è più tempo per recuperare, i 103.000 del Celtic Park esultano. Italia e Scozia comandano il girone con 7 punti. La differenza reti è mostruosamente a vantaggio dell'Italia, ma a quei tempi in caso di parità c'è lo spareggio. Fondamentale diventa così l'ultima gara del gruppo: il San Paolo è una bolgia, gli incitamenti (e i mortaretti) disorientano gli scozzesi. Fabbri, che è coperto dalla Federazione sebbene criticato dalla stampa, persevera nel suo schieramento che si rivelerà fatale nella fase finale, ma ottiene la qualificazione. A Napoli finisce addirittura 3-0, con gol di Pascutti, Facchetti e Mora. Le critiche -per il momento- sono sopite, ma al Mondiale ci aspetterà la Corea.

Altri 23 anni e siamo alla fine del 1988. L'Italia di Azeglio Vicini ha appena concluso l'Europeo al terzo posto e, ospitando il Mondiale del 1990, è attesa da una lunga serie di amichevoli. Quella con la Scozia è di poco precedente il Natale, logico che ci sia qualche esperimento: debuttano Crippa e Marocchi, torna Serena, Berti gioca dal primo minuto. Davanti ai 20.000 del Curi di Perugia, l'Italia si impone per 2-0, segnano Giannini su rigore e Berti, entrambi i gol nella ripresa. Scozia e Italia sono poi inserite nel gruppo 1 delle qualificazioni a Usa 94 insieme a Svizzera, Portogallo, Estonia e Malta. L'esordio degli azzurri è difficile, un 2-2 in rimonta a Cagliari con gli elvetici, poi arriva la partita di Glasgow, stavolta si gioca allo stadio dei Rangers, Ibrox, davanti a “soli” 33.000 spettatori. Il CT è Arrigo Sacchi, ma lo spettacolo da lui portato al Milan stenta a farsi vedere in azzurro, la partita finisce 0-0 e le critiche all'allenatore di Fusignano si sprecano. Le cose però si sistemano, e quando c'è da giocare Italia-Scozia all'Olimpico, il 13 ottobre 1993, la situazione è ancora incerta. La Svizzera comanda il girone con 13 punti in 8 partite, seguono l'Italia a 12 (8), Portogallo con 10 (7), Scozia 9 (8), Malta 3 (9), Estonia 1 (8). Per gli uomini di Craig Brown è l'ultima spiaggia. Li condanna già dopo 3 minuti, ironia del destino, il nostro attuale CT Donadoni, raddoppia Casiraghi, accorcia al 18' Gallacher, per quello che rimane l'unico gol scozzese in terra italiana della storia. Ci pensa Eranio, a 10' dalla fine, a ristabilire le distanze. Sono due punti fondamentali, quelli contro gli scozzesi, che porteranno all'1-0 di San Siro sul Portogallo e al biglietto per USA '94.

Azzurri e Highlanders incrociano i loro destini 12 anni dopo, nelle qualificazioni a Germania 2006. A San Siro Lippi mette in campo una squadra offensiva, Toni è in panchina ma c'è Cassano in campo, con Totti e Gilardino. La Scozia non punge ma si difende con ordine, per scardinarla serve una fantastica punizione di Pirlo su cui il portiere scozzese Douglas si infortuna. Nel secondo tempo, la Scozia appare più convinta, ma Pirlo con una punizione fotocopia della prima chiude il conto. Al ritorno, il terzo incontro in terra scozzese della storia della Nazionale si gioca sempre a Glasgow, ma nel terzo stadio diverso, stavolta a Hampden Park. Ancora una volta la Scozia mette in difficoltà i nostri, passando in vantaggio con Miller a inizio gara, grazie anche a un errore difensivo di Zaccardo. L'Italia gioca bene ma non conclude, poi il pareggio arriva a un quarto d'ora dalla fine, con Grosso su azione di calcio d'angolo. L'Italia, come tutti sappiamo, si qualificherà e vincerà il mondiale, gli scozzesi invece saranno eliminati, terzi nel girone a ben 10 punti dai nostri. L'ultimo Italia-Scozia è recentissimo, a Bari in marzo si è giocata la gara di andata del girone di qualificazione a Euro 2008. La Scozia lotta insieme all'Italia e ai Bleus francesi per i due biglietti dell'Euro 2008, ma Toni la punisce al primo affondo. Gli interventi decisivi di Gordon salvano gli Higlanders dal raddoppio, ma la Scozia capitola al 70', ancora Toni che di testa raccoglie il cross di Camoranesi. E domani, un nuovo capitolo di questa appassionante sfida...

Like this blog? Help spread the word: Facebook Diggicon Reddit Delicious

Posted by Gabriele | Comments (0)