Wednesday, 23 May 07, 10:07 AM
Premesso che non sono il tipo da idolatrare i singoli, devo dire che Ibra quest'anno mi ha incantato, è davvero un grande e vedere che cosa riesce a fare col 46 di piede mi delizia la vista. Sul giocatore, niente da ridire, ma neppure sull'uomo. Dico la mia: preferisco un "bastardo" alla Ibrahimovic che sul campo unisce il talento alla personalità, che può essere irritante ma è un serio professionista, dei falsi che pregano a inizio partita ma non sono seri professionisti.
Ecco che oggi esce su Libero un'intervista a Zlatan "Ibracadabra" che ha gettato scompiglio nella tifoseria interista, tra chi non crede a quello che legge e chi inveisce contro lo svedese. Che dire? Su alcune cose sono d'accordo con lui, su altre no, per altre dubito che le abbia potute dire. Concordo sul fatto che l'Inter necessiti di 3 campioni, anche se non mi sono piaciuti i riferimenti al 2-6 dell'Olimpico, visto che lui non c'era.
Concordo sui fatto che quando giocava alla Juve gli avversari erano spaventati e si partiva dall'1-0, anche se io lo sostengo per altri motivi forse, quelli che sono venuti alla luce con Calciopoli. Che gli avversari non partano già da 1-0 con l'Inter mi fa solo piacere, che l'Inter non sia temuta peggio per gli avversari (tutti battuti tranne l'Udinese). Poi ha detto che alla Juve c'era più coesione, allora mi sono andato a cercare un vecchio pezzo su internet, e l'ho trovato:
Monday, 14 May 07, 04:46 AM
Buffon va, Buffon resta, Buffon al Milan, all'Inter, alla Juve per tornare grandi. "Non abbiamo intenzione di vendere Buffon per fare cassa: quella la facciamo con l'aumento di capitale e, nel caso, con altri giocatori". Parole del presidente Giovanni Cobolli Gigli, che contrastano con le ultime dichiarazioni del portiere. Il quale ha quantificato (ormai è diventato sport nazionale farlo) in quattro, cinque anni il periodo che servirebbe alla Juve per tornare grande. Troppo, anche per lui che ha vinto moltissimo in carriera.
Già crediamo che un altro anno senza Champions League potrebbe essere letale per le ambizioni di Gigi, figuriamoci un periodo più lungo. Visto che il contratto con la Juve gli scadrà nel 2011, considerate le nuove regole FIFA potrebbe svincolarsi al massimo un anno prima visto che avrà 32 anni allora. Se andiamo a vedere le dichiarazioni poco avventate di Cobolli, lo scenario è anche peggiore: che significa che venderanno, nel caso, altri giocatori per fare cassa? Una cosa sola, cioè che Buffon dovrebbe restare da solo, unica star (magari insieme agli attempati Del Piero e Nedved) in una squadra di giovani, con al massimo ambizioni UEFA.
Ecco che in questi giorni, con la società che lo dichiara incedibile, con le milanesi che hanno (il Milan) o stanno per (l'Inter) rinnovare i propri attuali portieri, a Buffon sta salendo il terrore di rimanere in bianconero a vita. Di diventare -come è successo ad altri- quello che i tifosi continuano a chiedergli di essere: bandiera di una squadra che non vince, idolo incontrastato di una tifoseria nostalgica dei bei tempi che furono, oppure come Totti a Roma (un grandissimo che in quattordici anni si è accontentato di uno scudetto e una supercoppa finora, ma è incontrastato idolo di quasi tutta la capitale) senza l'amore della romanità per Totti.
Allora diciamolo chiaro: Buffon è terrorizzato dall'idea di rimanere alla Juve, e sta cercando in tutti i modi di farsi assumere dal Milan o, in alternativa, dall'Inter. Un'alternativa posta in secondo piano perché farebbe infuriare la tifoseria bianconera, e per cui non escluderemmo anche qualche incidente di piazza. E' come un leone in gabbia, vuole scappare ma il padrone dello zoo gli sta dicendo che non può. Intanto salva risultati, fa parate decisive, e ogni volta che legge o ascolta le dichiarazioni di Cobolli Gigli, gli viene un attacco d'ulcera. La sua speranza è data dal fatto che Berlusconi ha già detto che il Milan non lo prenderà, come già fece in passato per Nesta e Gilardino. Buon segno.
Sunday, 13 May 07, 11:48 AM
Ora, chi mi legge sa quanto non mi piaccia il modo scorretto di fare giornalismo da parte di Tuttosport, al di là di ogni partigianeria geocalcistica. Chi mi legge sa anche però che dopo Roma-Inter quel titolo, "Inter, altro record. Mai 8 reti in una finale di Coppa Italia" mi era rimasto quasi simpatico, se non ci fosse un pregresso di livore e sarcasmo antiinterista da parte del quotidiano torinese. Per questo credo che oggi Materazzi l'abbia fatta fuori dal vaso.
Certo, da lui non ci si aspetta molto, è un ragazzaccio, mica come certi bravi bambini che col sorriso ipocrita stampato in faccia e la vocina flebile possono dire quello che vogliono, ma le sue dichiarazioni non mi sono piaciute. Gli hanno chiesto del record (a proposito, Mughini, 93 punti,testa di...) e lui s'è scagliato contro "quel giornale di Torino, che giovedì ha titolato del nostro altro record, che abbiamo preso sei gol, certo non è il massimo per stemperare gli animi, vedremo cosa titolerà domani di questo nostro record".
Con tutto quel che si poteva dire del giornale di Padovan, con tutte le minchiate che gli interisti si sentono dire da un anno e non solo da Tuttosport, proprio l'unica battuta simpatica dovevi prendere, Marco? La testa è meglio usarla per segnare, oggi hai fatto un bel gol con tanto di avversario aggrappato alla maglia, goditi il record. Gli altri hanno fatto tutto da soli, si sono mandati in B con le loro stesse mani, ma avevano bisogno di un capro espiatorio e l'hanno trovato nell'Inter, colpevole di tutte le nefandezze possibili. Lasciamo la palma dei rosiconi a loro (perché la tua dichiarazione di oggi è una rosicata), tanto l'ascia di guerra non la sotterreranno mai più. L'onta dell'Olimpico non è colpa di Tuttosport, e l'unico modo per lavarla è impegnarsi al massimo giovedì.
PS: e quell'esultanza, che c'entra il 5 maggio? Quasi nessuno dei laziali di oggi c'era il 5 maggio e poi non è che questa sconfitta oggi abbia fatto perdere uno scudetto alla Lazio
Friday, 11 May 07, 06:02 AM
Oggi ho parlato con un mio amico giornalista sportivo (di cui preferisco non fare il nome), il quale mi ha fatto qualche rivelazione sul futuro dell'Inter. Secondo lui il ciclo di vittorie è già finito, l'Inter ha bisogno di rifondarsi con 6-7 nuovi acquisti forti che però non sono sul mercato. Inoltre, secondo lui tutti i giocatori sono arrabbiatissimi con la società, e che la richiesta di un ritocco da parte di Ibrahimovic ne è il sentore.
Certe dichiarazioni di Moratti favorevoli a un giocatore che è all'Inter da molto ma che non ha inciso su queste vittorie degli ultimi anni, avrebbero irritato chi si è dannato l'anima per vincere uno scudetto strameritato. L'ambiente quindi sarebbe la solita polveriera pronta a esplodere. Io non so sia tutto effettivamente così, ma poniamo che sia vero, a parte che senza una vittoria europea io non parlerei nemmeno di ciclo, credo che ci siano mosse da fare, ma che una vera rifondazione sia troppo.
Intanto, si dice da una vita che l'Inter ha 3 squadre, il che in parte è vero, però certo mercoledì si è visto che se metti Toldo per JC, Cordoba per Burdisso, se mancano Cambiasso e Vieira e Ibra in attacco, con le seconde linee batti le dieci squadre della seconda parte della classifica ma non batti la Roma e tanto meno il Valencia. Quindi, forse una rifondazione non serve, ma qualche acquisto va assolutamente fatto.
Adriano ormai è al capolinea dell'esperienza milanese, Figo è deciso (giustamente) a guadagnarsi petroldollari facili, Crespo forse costa troppo per il riscatto del prestito. Moratti deve mettere mano al portafogli, serve una prima punta (Toni o Lucarelli), un trequartista, e una punta veloce come Suazo se va via anche Crespo. Io farei un ritocchino anche dietro, ma sei o sette forse sono troppi. E poi, la società deve cambiare mentalità: Moratti che dice che non teneva alla Coppa Italia proprio non mi è piaciuto, avrebbe dovuto incavolarsi coi suoi e fare i complimenti alla Roma, chiedendo un parziale riscatto (vale a dire, vincere il ritorno).
Poi, sul mercato ci si deve muovere con intelligenza, cercando di prendere giocatori affermati e di vincere scommesse come quelle di Maicon e Maxwell. Prima di tutto c'è da rimediare alla figuraccia di mercoledì: è un anno che dico che la Roma esprime un ottimo gioco ma che gioca solo in un modo, e l'Inter due giorni fa questo gioco l'ha agevolato, non pressando e trovandosi sempre in inferiorità numerica (il povero Maxwell chiuso tra Taddei e Panucci, che doveva anche coprire il buco al centro che il rombo lasciava tra Figo e Dacourt, se Zanetti o Stankovic erano superati dall'uomo. Speriamo bene...
Wednesday, 09 May 07, 03:18 PM
(dal mostro inviato all'Olimpico)
Il Foro Italico è a due, trecento metri dall'Olimpico, ma potevano dirlo che si giocava a tennis anche sul prato verde dello stadio. La Roma ha in mano il 99% della Coppa Italia 2007, e devo dire che non mi spiace, o meglio: questa bella Roma un po' matta merita di vincere qualcosa in questa stagione. Roma in maglia giallorossa, pantaloni bianchi e calzettoni neri, l'Inter si è presentata in maglia bianca, pantaloncini neri e...infradito. In porta, più che un portiere c'era un citofono, tale Francesco Toldo da Padova: due assist vincenti a Mancini e Panucci e un paio di gol presi mentre pensava al 730 da consegnare al CCAF entro fine mese. Adriano è un paracarro, ormai devo dare ragione all'amico Franco Rossi quando mi dice che è irrecuperabile, tipo cassano. Solo in un'occasione si è reso pericoloso, all'inizio della ripresa, sotto l'effetto del gin tonic...ehm, del thè caldo preso all'intervallo.
(la Sud dell'Olimpico, a sinistra: evirazione al posto del Daspo per i tifosi violenti)
Scherzi a parte, due spiegazioni per la sconfitta in questo "primo set": di motivazioni, e tattica. La Roma è entrata in campo mangiandosi l'erba, l'Inter ha cincischiato, solo Stankovic e Crespo si sono dannati l'anima per cercare di limitare i danni. La ragione tattica è: il rombo soffre contro un centrocampo con Taddei, Pizarro, De Rossi, Perrotta e Mancini, e le avanzate di Panucci che hanno messo in difficolta un Maxwell troppo solo. Errore grave perché accadde anche in campionato, allora era Grosso. Dopo 15' tre gol di Totti, De Rossi (bellissimo, l'unico forse che anche un portiere normale avrebbe preso) e Perrotta: 3-0. Crespo riceve un regalo e fa 3-1, poi arriva il gol di Mancini alla mezzora e si va all'intervallo sul 4-1.
Mi consolo con una biretta gelata (fa più caldo che a ferragosto), in mezzo ad amici romanisti e non (cioè non amici, ma romanisti). Vedo che deve essere passato da queste parti Christian Rocca, perché un borgataro con qualche metro quadro della pelle tatuata dietro di me ripete la strofa dello 'scudetto di cartone', ci sarebbe stato da fargli un disegnino per dirgli che la sua squadra sta a -18 dallo scudetto di cartone. La Roma domina, nel secondo tempo l'unico che ha un po' di voglia è Vieira, che rientrava da un infortunio e vuole ritrovare la gamba. Segna Panuzzi di testa, batte l'Inter il calcio d'inizio e Crespo fa il 2-5, anche lui di testa, su cross di Maicon.
A questo punto, memore del fatto che a 200 metri c'è il foro, Toldo infatti para con la racchetta la potente punizione di Totti, e la mette sui piedi di Panucci: è il 6-2 finale. Cominciano i caroselli per i romanisti, mentre gli interisti si danno al loro sport preferito: abbiamo vinto uno scudetto e abbiamo 18 punti di vantaggio, abbiamo perso una partita di Coppa Italia dopo 4 anni e mezzo (è vero che è la finale, ma abbiamo vinto le ultime due edizioni), ma siamo tutti scontenti e pronti a cambiare mezza squadra. Su, ragazzi, andate a Milano allo stadio ad applaudire i campioni d'Italia, anche Totti che alza la coppa. (oh, ma se trovate un boro tutto tatuato a San Siro che parla di scudetto di cartone, picchiatelo eheheh)
Wednesday, 09 May 07, 03:55 AM
Ormai siamo all'incredibile, al ridicolo, questo non è nemmeno più giornalismo. Stamattina leggendo il Corriere dello Sport (che parla di "Coppa Spettacolo") mi ero quasi illuso che oggi pomeriggio ci sarebbe stata una partita interessante, spettacolare, tra le prime due squadre del campionato. Invece poi ho guardato la prima di Tuttosport, stessa proprietà ma area geografica diversa, e mi sono illuminato: ormai nel calcio italiano va tutto al contrario.
Sì, dev'essere così, altrimenti non si spiegherebbero molte cose. Prima fra tutte che l'Inter debba consolarsi per avere vinto lo scudetto cercando di vincere la Coppa Italia, quella competizione che nell'estate del 2006, al suo inizio e per la precisione nei turni preliminari per squadre un po' sfigate faceva delirare le società di serie B. "Puntiamo alla Coppa Italia, così l'anno prossimo (l'annoprossimo è ormai diventato il tormentone sotto la Mole Antonelliana) andremo in UEFA", dicevano alla Juve. E poi sono stati sbattuti fuori dal Napoli. "Adesso che abbiamo eliminato la Juve puntiamo dritti alla Coppa" esclamavano all'ombra del Vesuvio, e anche loro -puff!- evaporavano dalla Coppa Italia. Ecco, per loro sì che sarebbe stata una consolazione da grandi decadute.
Un altro indizio del fatto che dalle parti di Torino il calcio sia visto a testa in giù è l'importanza dei tornei: più qualitativa la Serie B della Serie A, ovviamente, e -incredibile!- più importante la Coppa Italia Primavera di quella senior, basti vedere lo spazio dedicato alla vittoria juventina (e di chi, se no?) tra i giovani, e il titolo di oggi. Titolone a nove colonne in un caso, ancor più eclatante se si pensa che nello stesso giorno la Roma batteva 2-1 il Manchester, taglio basso oggi, sotto a un titoletto in cui un fantozziano Buffon è costretto dai tifosi in festa (che hanno da festeggiare, lo sanno solo loro) a saltare perché "Chi non salta interista è".
Insomma, verrebbe da dire che Tuttosport è ormai diventato Tuttojuve: esaltazione per sé stessi, e tentativo continuo di sminuire le (più importanti) vittorie altrui. Forse però è andato oltre, almeno gli House organ non devono parlare, a malincuore, degli altri. Per la finale di oggi, che vinca il migliore, Mancini la vedrebbe come la ciliegina sulla torta, mentre Spalletti vuole finalmente vincere qualcosa: stia tranquillo, Luciano da Certaldo, nonostante due coppe perse in finale, una Supercoppa persa dopo essere stato avanti 3-0 e un 1-7 in Champions League, nessuno si permetterà di cantargli "Non vincete mai!" se non dovesse farcela. Quello lo lasciamo fare a chi adesso è in B e ha dimostrato che il dileggio verso il nemico è usato non solo quando perde, ma anche quando vince.
Monday, 07 May 07, 02:41 AM
E così, sabato sono andato bello bello al bar sotto casa a prendermi un biglietto per la finale di Coppa Italia di mercoledì, Distinti Sud, vado con amici romanisti e non mi andava di stare ingabbiato nel settore ospiti. Tanto, si va per vedere la partita in compagnia, e passare una serata tra amici, ho pensato. Sì, ma serata o pomeriggio?
Stamattina mi sono svegliato fiducioso, ho pensato che forse a due giorni dal match sarei riuscito nell'impresa di conoscere l'orario di inizio, e invece il sito dell'AS Roma riporta ancora quell'eufemistico "orario non confermato", quando invece l'orario non è ancora stato stabilito, cosa c'è da confermare? La colpa non è certo della società, ma è il solito, stupido ping pong tra Lega e Viminale, il quale per motivi di ordine pubblico sfugge la notturna come se fosse la peste. Non evitando, quando ha disposto l'incontro in diurna come nel derby di Roma, gli incidenti.
Quella volta si è giocato alle 15, e come ha detto qualcuno ieri in TV (mi pare Gene Gnocchi), forse il Ministero degli Interni vuole che si giochi di giorno così le lame di coltello luccicano... Resta il fatto che invece di usare la tolleranza zero verso gli ultras scalmanati, si usa il "rispetto zero" verso tutti i tifosi. Quelli che hanno preso il biglietto convinti che fosse di sera e non ci andranno, quelli che non ci andranno semplicemente e ancora non hanno preso il biglietto, quelli che vorrebbero attendere fino all'ultimo ma poi non andranno perché i botteghini sono chiusi per disposizioni di legge il giorno della partita.
Tutto ciò mentre la Lega Calcio, sprezzante del senso del ridicolo, chiede all'UEFA di destinare un posto in Champions Legue alla vincente di questa competizione bistrattata da tutti, proposta che effettivamente potrebbe rilanciare la competizione. Ma se all'UEFA, ricevendo la richiesta, si brigassero di accendere la TV per vedere la finale, in un mercoledì pomeriggio con gli spalti vuoti, quale volete che sia la risposta? Questi italiani vorranno mica un posto in Champions anche per la vincente del Trofeso Berlusconi o del Trofeo Birra Moretti?
Saturday, 05 May 07, 03:58 AM
Ei fu. Siccome immobile,
sul prato dell’Olimpico,
stette Ronaldo in lacrime,
col piede sempre più stitico,
così percossa, attonita
l’Inter da Lazio fu,
muta pensando all'ultima
giornata ormai fatale;
mentre la Juve a Udine
e la Roma a Torino
senza fatica a casa
portaron tutto il bottino.
Cuper “el vertical”
davanti alla panchina,
stette a rimuginar,
prendendo un aspirina,
il tragico error slovacco
che aprì il lazial bivacco.
La seconda segnatura
portata da Di Biaggio,
fece veder lo scudo
ma fu solo un miraggio;
già prima con Bobone
fu solo un’illusione.
Dal Delle Alpi al Franchi,
dal Meazza al Comunale,
l’Inter di sei lunghezze
tenea dietro la rivale;
ma in casa con l’Atalanta,
si fece tosto infilar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: noi
ce la prendiamo con Massimo
Moratti, che volle nell’argentino
il vate suo divino
per vincere in final.
La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia di diventare
la prima in tutto il regno;
e il non giunge, e perde un premio
che parea sicuro ormai;
tutto Cuper provò: le tre sostituzioni
ma invece di conquistar,
la fuga e la vittoria,
quattro se ne fece far:
quattro volte nella polvere,
solo due sull'altar.
Ei si nomò: due gruppi,
l'un contro l'altro armato,
spaccaron lo spogliatoio,
come aspettando il fato;
ei fe' silenzio, ed arbitro
non fece in mezzo a lor.
E persero i dì nell'ozio
non chiusero le partite,
segno d'immensa inedia
e broccaggine profonda,
d'inestinguibil sfiga
e di domato ardor.
Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
così arrivaron il ceco,
Inzaghino e l’amato cholo
scorrea la diarrea incessante
e sembravano aver lo scolo;
tal su quell'alma il cumulo
delle prese in giro scese.
Oh quante volte ai posteri
verrà poi raccontato,
di chi già il giorno dopo
il contratto volea rinnovato!
Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stettero, in mezzo al prato
senza poter gioir!
E ripensaron gli schemi
le mancate diagonali,
e i rigori col Chievo non dati,
e i gol “de li laziali”,
e la perdita del primato
e della cempions lig.
Ahi! forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; e mai più
venne una man dal cielo,
né dai furlani salvi
e dai granata ormai sazi;
e l'avviò, pei perfidi
sentier della polemica,
agli insuccessi eterni, al premio
mancato dello scudo,
dov'è silenzio e tenebre
anche negli albi d’or.
Brutta Immortal! malefica
Juve ai trionfi avvezza!
ruba anche questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Moggi
giammai non si
chinò.
Tu dalle stanche ceneri
perdi Inter festaiola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
con te non fu benevolo
al terzo posto ti posò.
Thursday, 03 May 07, 03:46 AM
Va beh che a Milano non c'è il Circo Massimo, ma credo che fosse possibile festeggiare in modo più popolare la vittoria di uno scudetto tanto atteso. No, dico, un primo anello rosso costa 170 euro, e per vedere la solita corte di nani (non ce l'ho con Paolo Rossi, giuro) e ballerine nerazzurri che hanno campato per anni sulle nostre sconfitte e che ora campano sulle nostre vittorie mi pare davvero esagerato!
E poi, la data: vorrei tanto sapere chi è il genialoide che ha deciso per il 22 maggio. Già che c'eravamo, potevamo aspettare due giorni, c'è il rischio di festeggiare qualcosa insieme ai cugini. Comunque, Moratti ha già detto che probabilmente ridurrà i prezzi, vedremo che succede. Certo all'Inter anche per festeggiare le vittorie succedono casini, ma tant'è, vorrei che si facesse ogni anno questo tipo di discussione.
Tornando alle vicende del campo, ieri a Milano c'era l'agente di Deco, ma tutti vorrebbero anche trattenere Figo. Io ne sarei felice ma non lo biasimo: petroldollari e poco stress sono molto meglio degli euro e delle pressioni. A proposito, sarà mica che la festa costa così tanto perché col ricavato ci vogliono pagare la conferma di Luis?
UPDATE: DOPO LE TANTE PROTESTE, LA FESTA E' STATA ANNULLATA. Da Inter.it: La festa per celebrare la conquista del 15° scudetto di F.C. Internazionale si svolgerà domenica 27 maggio 2007 allo stadio "Giuseppe Meazza" in San Siro, al termine di Inter-Torino (38^ giornata della Serie A Tim 2006-2007).
Monday, 30 April 07, 07:54 AM
È un anno che mi sento dire che il campionato vinto non valle nula perché manca la Juve e il Milan è partito da -8.
È un anno che mi sento dire che dovevamo dimostrare il nostro valore in Champions da gente che ha sempre rimediato figuracce (leggi Anfield e Highbury).
È un anno che ce la menate con Ibra e Vieira, che vinciamo per merito loro, e non oso pensare a cosa ci avreste detto se non avessimo vinto lo
scudetto, come minimo ci avreste preso in giro fino al 2027.
È un anno che ci accusano di complotti e intercettazioni manco fossimo la Spectre.
Ma io vi dico, con Calciopoli 2 e Calciopoli 3, Moggi, Meani e compagnia bella, schede svizzere, slovene e del Liechtenstein, ci starete mica tirando un altro colpo e vi farete penalizzare per sminuire le nostre eventuali future vittorie? Io voglio, se possibile, il prossimo anno vincere eventualmente un campionato "regolare"...
(nella foto Neri Marcoré, che col voice changer e l'id nascosto è riuscito a ingannare il figlio di Moggi e Giraudo fingendo di conoscere gli affari di Lucianone...bravo eh?)
On Wambach-Boxx-Lilly, and the US go to the semi-final!