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Saturday, 01 September 07, 06:41 PM

L'Inter non è ancora quella che ha dato 22 punti alla Roma, ma non lo era nemmeno un anno fa di questi tempi. Quattro punti così come l'anno scorso, anche allora una vittoria in Toscana e un pareggio 1-1 in casa. Dicevamo di Inter non al top, ma non è un caso certo che nel 2007 l'Empoli non avesse ancora perso in casa e che l'ultima squadra ad avere espugnato il Castellani fosse l'Inter, 3-0 il 9 dicembre 2006.

Eppure l'Inter ha sofferto nella fase centrale del secondo tempo, specie l'azione Giovinco-Pozzi che Toldo ha sventato col piede. E poi, un super Ibra, un fuoriclasse assoluto che l'Inter deve assolutamente blindare fino a fine carriera e costruire intorno a lui la squadra del centenario. Giochi di classe, gol belli da vedere, classe sopraffina.

Un Suazo in crescita, Cesar che farà poco più del compitino richiesto ma che lo fa bene, Samuel recuperato appieno (è tornato The Wall?). Mancini  col 4-4-2 sorprende anche chi, come me e altri stamattina discutendo su internet, speravamo lo utilizzasse per coprirsi meglio in un momento di scarsa condizione. Sono tutte rose e fiori? Assolutamente no, c'è molto da fare, ma a poco a poco si sta migliorando, ora 15 giorni di pausa con le nazionali e poi il Catania in casa.

Due parole su Adriano: il brasiliano è fuori dalla lista Champions, come previsto. Un altro colpo al suo orgoglio a cui speriamo l'ormai ex imperatore possa reagire, cambiando regime di vita (cercando di essere un atleta) e giocando bene in campionato. Non ci fosse stato il problema dei 3+3, non avessimo dovuto mettere dieci difensori per le note squalifiche, Adriano ci sarebbe stato. C'erano due giocatori da sacrificare, Mancini ha scelto lui e Cesar. Ecco la lista: 

Portieri: Toldo, Julio Cesar e Orlandoni.

Difensori: Cordoba, Zanetti, Maxwell, Maicon, Burdisso, Materazzi, Rivas, Samuel, Chivu, Esposito.

Centrocampisti: Stankovic, Figo, Jimenez, Vieira, Dacourt, Cambiasso, Solari, Bolzoni.

Attaccanti: Ibrahimovic, Cruz, Crespo, Suazo.

Nella lista B ci sono il portiere Tornaghi, i difensori Federici e Perissinotto, i centrocampisti Puccio e Schiavini, l'attaccante Slavkovski.

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Friday, 17 August 07, 03:27 AM

Riporta la Gazzetta di oggi che Recoba col suo procuratore Paco Casal s'è incontrato con Alessio Secco (sembra il titolo di un film, "Il Chino, il Pacco e il Secco"). Ora, dopo che Moratti ha detto "basta con gli juventini", si spera che non dia nessuno alla Juve, per coerenza. E ancora più coerenza dovrebbe avere la Juventus che non solo prenderebbe un giocatore dall'odiata Inter, ma proprio QUEL giocatore.

Recoba, cioè. Quello che fu squalificato nel 2001, ma che ancora oggi è la pietra dello scandalo. Quello che doveva mandare l'Inter in B per il passaporto falso, quello per cui associazioni poco informate (o che fanno finta di non sapere che già ci fu una sentenza) vorrebbero la forca, ora potrebbe passare in bianconero. No comment...

Commento invece le parole di Ranieri su Domenech. Ora, qui dei due ci sta molto più simpatico l'allenatore romano della Juventus rispetto al ct francese, ma proprio non ci è piaciuta la frase che ha detto per zittire il tecnico transalpino. "Domenech dovrebbe pensare a vincere qualcosa prima di parlare, non ha mai vinto con l'Under 21 e nemmeno con la Nazionale, mi chiedo per quale motivo si interessi di affari che non lo riguardano" ha detto Ranieri, e davvero non si capisce perché una persona dovrebbe poter parlare solo dopo avere vinto qualcosa, sono le stesse parole usate da Lippi verso Zeman.

E invece, la gente come Domenech bisogna lasciarla parlare, quando arriverà al dunque e le sue accuse si saranno sgonfiate da sole (diversamente da quelle di Zeman) si sarà sputtanato da solo. Se invece dovesse riuscire a dimostrare che l'Italia compra gli arbitri, chi ha cercato di zittirlo con quelle motivazioni farebbe una figuraccia immane. Resta il fatto che Domenech, meglio che stia zitto pure io.

(nella foto: il passaporto di Recoba secondo i suoi possibili futuri tifosi...)

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Thursday, 09 August 07, 10:20 AM

No, non è il risultato della mezza partita di ieri, ovviamente sapete tutti che ha vinto l'Inter 1-0. E' che Mancini e Ranieri, forse per non scoprirsi, forse per tenere bassi i toni dello scontro, hanno schierato l'uno la terza formazione (i Primavera più cinque riserve), l'altro la seconda.

Resta il fatto che l'Inter col Napoli, con una formazione quasi titolare, ha mostrato la propria superiorità fisica e quando ha sprigionato le sue accelerazioni per i poveri partenopei non c'è stato nulla da fare.

Poi, la sfida con la Juve. Tutti la aspettavano, tutti pensavano a una specie di vendetta, non si sa bene per quale motivo. Le disgrazie della Juve non sono state certo colpa dell'Inter, nonostante l'Inter ne abbia tratto vantaggio, ma per molti è stato così. In primis il Tuttosport, che ha preferito enfatizzare sul gol di Del Piero a Blanc e sui suoi problemi contrattuali.

Beh, che dire, stavolta il Tuttosport ha fatto bene, il valore calcistico della sfida di ieri sera era completamente nullo. Ci si rivede il 4 novembre, anniversario vittorioso per l'Italia lontano nel tempo. Per noi interisti, comunque, resta la bella prestazione dell'Inter col Napoli e il gol bellissimo di Suazo. Chi pensava a lui come un contropiedista, è servito: gol da fuori area, tiro a girare nell'angolo opposto con due difensori davanti.

Sabato contro l'AZ vedremo quali altri progressi ha fatto la squadra di Mancini.           

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Friday, 22 June 07, 03:27 AM

L'Inter rischia la B, come scriveva l'ineffabile Padovan ieri, oppure compra Henry, come scrive oggi il Corriere dello Sport? Insomma, da che esiste il calcio l'estate è tappezzata di titoloni di mercato, per far vendere i giornali e illudere, anche solo per un giorno, tifosi assetati di novità.

Ora, io voglio capire com'è possibile che una società non riesca a chiudere un affare da 14 milioni perché non riesce a convincere un paio di giovani ad andare a Cagliari (Serie A, non "Torneo pizza e fichi") e poi si possa credere al fatto che Branca sale su un aereo, arriva a Londra e con uno schiocco di dita prende Henry. Magari solo perché lo raccomanda l'amico Vieira (come quando la Juve "doveva" comprare Lampard perché è arrivato Ranieri). E perché non Tevez, o Lampard? Tanto, tutti a Londra stanno...

Stessa cosa per la vicenda plusvalenze: interpellano gli esperti, che non fanno altro che ripetere quel che dice il codice, il rischio è da un'ammenda alla retrocessione (e alla revoca dei titoli), e cosa ti titolano i giornali? L'Inter rischia la retrocessione! Intanto, dagli esperti ci si aspetta che facciano una previsione su come andrà a finire, che a leggere il codice ce la può fare anche il giornalista da solo. E comunque, anche qui si cerca il sensazionalismo per vendere, creando allarmismo da una parte ed eccitazione nei tifosi avversari.

Con tutte le critiche che gli si possono fare, credo che per una volta sia meglio ascoltare le parole del presidente Moratti, che dice ai tifosi di stare tranquilli sulla vicenda plusvalenze, e spegne anche gli entusiasmi sul mercato. Anche perché l'Inter, almeno credo, difficilmente farà il tanto strombazzato (dai media) colpo del centenario.

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Thursday, 24 May 07, 10:11 AM

Mino Raiola, agente FIFA e procuratore di Ibrahimovic

Dopo le pesanti e clamorose dichiarazioni di Zlatan Ibrahimovic ieri, oggi è il turno del suo agente, Mino Raiola, che alla Gazzetta dello Sport ha rettificato e parzialmente smentito il suo assistito. "Zlatan non ha mai parlato del suo contratto e di una sua richiesta di adeguarlo. E' vero che ho incontrato Moratti, ma non per parlare dell'ingaggio di Zlatan. E di cosa abbiamo parlato preferisco tenermelo per me"

E poi ancora: "Zlatan non ha fatto riferimento a Moggi ma a 'uno come Moggi'. Vorrei far notare che Calciopoli non ha inciso minimamente sul trasferimento di Ibra dalla Juventus all'Inter: Zlatan aveva deciso già a gennaio di cambiare squadra, ovvero prima che scoppiasse lo scandalo. A livello economico, però, per l'Inter è diventata una trattativa più agevole, perchè ha acquistato il giocatore per 24 mln, invece dei 60-70 che la Juventus avrebbe potuto chiedere" Sembrano le tipiche frasi dette per calmare le acque, certo nell'intervista ieri c'era lo zampino di Moggi. I due (Moggi e Raiola) erano stati sorpresi in un'intercettazione, in cui cercavano di portare Amantino Mancini alla Juve e, visto il no del brasiliano, Raiola promise all'amico Luciano che avrebbe rovinato la Roma.

Insomma, non sembrano molto spontanee le smentite di Raiola, bensì provocate da un Moratti che -dicono gli ambienti interisti- è molto arrabbiato. Di certo lo svedese (come da noi riportato ieri) è incappato in qualche contraddizione, ma voleva il polverone, magari non in quel modo, ma lo voleva alzare. Il problema non è solo economico, che se fosse solo quello basta mettersi a un tavolo a discutere senza tirare in ballo dichiarazioni sibilline come "all'Inter è quello che gioca male che trascina gli altri": è vero, Ibra vuole il rinnovo a cifre più alte, ma è da qualche mese che il suo malcontento riguarda altro. Moratti, infatti, invece di gratificare i giocatori che più hanno contribuito allo scudetto trionfale, continua a coccolare un Adriano irrecuperabile nella testa, un Recoba ormai al capolinea e un Figo che il meglio l'ha già dato e che lo stesso Moratti, a gennaio, non ha voluto tenere rifiutando di pareggiare l'offerta araba. Un Figo che ora viene fatto passare per una bandiera, mentre in carriera è stato protagonista del più grande voltafaccia del calcio spagnolo. Altro che Ibra.

E Mancini? Sappiamo che il mister di Jesi è più sulla linea di Ibra che su quella di Moratti. Il Mancio ha già ribadito che "squadra che vince si tocca", è anche d'accordo sul numero degli innesti, tre. Non vorrebbe certo tenere Adriano e Recoba, e ha già chiesto un giocatore giovane con le stesse caratteristiche di Figo, sia che rimanga il portoghese, sia che lasci. Allora io credo, visto che Mancini è l'unico allenatore che abbia mai contestato Moggi prima di Calciopoli, ha la giusta arroganza per farsi sentire, perché non farlo diventare una specie di Ferguson, dargli un budget e responsabilità che vanno oltre quella di allenare la squadra in settimana e metterla in campo la domenica? Io credo che, per il bene dell'Inter, Moratti debba tornare a fare un passo indietro, il bravo padre di famiglia che vuole bene a tutti i suoi figli allo stesso modo, sia quello scapestrato che combina poco, sia quello bravo che si impegna, non concilia col calcio moderno.

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Friday, 11 May 07, 06:02 AM

Oggi ho parlato con un mio amico giornalista sportivo (di cui preferisco non fare il nome), il quale mi ha fatto qualche rivelazione sul futuro dell'Inter. Secondo lui il ciclo di vittorie è già finito, l'Inter ha bisogno di rifondarsi con 6-7 nuovi acquisti forti che però non sono sul mercato. Inoltre, secondo lui tutti i giocatori sono arrabbiatissimi con la società, e che la richiesta di un ritocco da parte di Ibrahimovic ne è il sentore.

Certe dichiarazioni di Moratti favorevoli a un giocatore che è all'Inter da molto ma che non ha inciso su queste vittorie degli ultimi anni, avrebbero irritato chi si è dannato l'anima per vincere uno scudetto strameritato. L'ambiente quindi sarebbe la solita polveriera pronta a esplodere. Io non so sia tutto effettivamente così, ma poniamo che sia vero, a parte che senza una vittoria europea io non parlerei nemmeno di ciclo, credo che ci siano mosse da fare, ma che una vera rifondazione sia troppo.

Intanto, si dice da una vita che l'Inter ha 3 squadre, il che in parte è vero, però certo mercoledì si è visto che se metti Toldo per JC, Cordoba per Burdisso, se mancano Cambiasso e Vieira e Ibra in attacco, con le seconde linee batti le dieci squadre della seconda parte della classifica ma non batti la Roma e tanto meno il Valencia. Quindi, forse una rifondazione non serve, ma qualche acquisto va assolutamente fatto.

Adriano ormai è al capolinea dell'esperienza milanese, Figo è deciso (giustamente) a guadagnarsi petroldollari facili, Crespo forse costa troppo per il riscatto del prestito. Moratti deve mettere mano al portafogli, serve una prima punta (Toni o Lucarelli), un trequartista, e una punta veloce come Suazo se va via anche Crespo. Io farei un ritocchino anche dietro, ma sei o sette forse sono troppi. E poi, la società deve cambiare mentalità: Moratti che dice che non teneva alla Coppa Italia proprio non mi è piaciuto, avrebbe dovuto incavolarsi coi suoi e fare i complimenti alla Roma, chiedendo un parziale riscatto (vale a dire, vincere il ritorno).

Poi, sul mercato ci si deve muovere con intelligenza, cercando di prendere giocatori affermati e di vincere scommesse come quelle di Maicon e Maxwell. Prima di tutto c'è da rimediare alla figuraccia di mercoledì: è un anno che dico che la Roma esprime un ottimo gioco ma che gioca solo in un modo, e l'Inter due giorni fa questo gioco l'ha agevolato, non pressando e trovandosi sempre in inferiorità numerica (il povero Maxwell chiuso tra Taddei e Panucci, che doveva anche coprire il buco al centro che il rombo lasciava tra Figo e Dacourt, se Zanetti o Stankovic erano superati dall'uomo. Speriamo bene...

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Wednesday, 09 May 07, 03:18 PM

(dal mostro inviato all'Olimpico)

Il Foro Italico è a due, trecento metri dall'Olimpico, ma potevano dirlo che si giocava a tennis anche sul prato verde dello stadio. La Roma ha in mano il 99% della Coppa Italia 2007, e devo dire che non mi spiace, o meglio: questa bella Roma un po' matta merita di vincere qualcosa in questa stagione. Roma in maglia giallorossa, pantaloni bianchi e calzettoni neri, l'Inter si è presentata in maglia bianca, pantaloncini neri e...infradito. In porta, più che un portiere c'era un citofono, tale Francesco Toldo da Padova: due assist vincenti a Mancini e Panucci e un paio di gol presi mentre pensava al 730 da consegnare al CCAF entro fine mese. Adriano è un paracarro, ormai devo dare ragione all'amico Franco Rossi quando mi dice che è irrecuperabile, tipo cassano. Solo in un'occasione si è reso pericoloso, all'inizio della ripresa, sotto l'effetto del gin tonic...ehm, del thè caldo preso all'intervallo.

(la Sud dell'Olimpico, a sinistra: evirazione al posto del Daspo per i tifosi violenti)

Scherzi a parte, due spiegazioni per la sconfitta in questo "primo set": di motivazioni, e tattica. La Roma è entrata in campo mangiandosi l'erba, l'Inter ha cincischiato, solo Stankovic e Crespo si sono dannati l'anima per cercare di limitare i danni. La ragione tattica è: il rombo soffre contro un centrocampo con Taddei, Pizarro, De Rossi, Perrotta e Mancini, e le avanzate di Panucci che hanno messo in difficolta un Maxwell troppo solo. Errore grave perché accadde anche in campionato, allora era Grosso. Dopo 15' tre gol di Totti, De Rossi (bellissimo, l'unico forse che anche un portiere normale avrebbe preso) e Perrotta: 3-0. Crespo riceve un regalo e fa 3-1, poi arriva il gol di Mancini alla mezzora e si va all'intervallo sul 4-1.

Mi consolo con una biretta gelata (fa più caldo che a ferragosto), in mezzo ad amici romanisti e non (cioè non amici, ma romanisti). Vedo che deve essere passato da queste parti Christian Rocca, perché un borgataro con qualche metro quadro della pelle tatuata dietro di me ripete la strofa dello 'scudetto di cartone', ci sarebbe stato da fargli un disegnino per dirgli che la sua squadra sta a -18 dallo scudetto di cartone. La Roma domina, nel secondo tempo l'unico che ha un po' di voglia è Vieira, che rientrava da un infortunio e vuole ritrovare la gamba. Segna Panuzzi di testa, batte l'Inter il calcio d'inizio e Crespo fa il 2-5, anche lui di testa, su cross di Maicon.

A questo punto, memore del fatto che a 200 metri c'è il foro, Toldo infatti para con la racchetta la potente punizione di Totti, e la mette sui piedi di Panucci: è il 6-2 finale. Cominciano i caroselli per i romanisti, mentre gli interisti si danno al loro sport preferito: abbiamo vinto uno scudetto e abbiamo 18 punti di vantaggio, abbiamo perso una partita di Coppa Italia dopo 4 anni e mezzo (è vero che è la finale, ma abbiamo vinto le ultime due edizioni), ma siamo tutti scontenti e pronti a cambiare mezza squadra. Su, ragazzi, andate a Milano allo stadio ad applaudire i campioni d'Italia, anche Totti che alza la coppa. (oh, ma se trovate un boro tutto tatuato a San Siro che parla di scudetto di cartone, picchiatelo eheheh)

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Wednesday, 09 May 07, 03:55 AM

 

Ormai siamo all'incredibile, al ridicolo, questo non è nemmeno più giornalismo. Stamattina leggendo il Corriere dello Sport (che parla di "Coppa Spettacolo") mi ero quasi illuso che oggi pomeriggio ci sarebbe stata una partita interessante, spettacolare, tra le prime due squadre del campionato. Invece poi ho guardato la prima di Tuttosport, stessa proprietà ma area geografica diversa, e mi sono illuminato: ormai nel calcio italiano va tutto al contrario.

Sì, dev'essere così, altrimenti non si spiegherebbero molte cose. Prima fra tutte che l'Inter debba consolarsi per avere vinto lo scudetto cercando di vincere la Coppa Italia, quella competizione che nell'estate del 2006, al suo inizio e per la precisione nei turni preliminari per squadre un po' sfigate faceva delirare le società di serie B. "Puntiamo alla Coppa Italia, così l'anno prossimo (l'annoprossimo è ormai diventato il tormentone sotto la Mole Antonelliana) andremo in UEFA", dicevano alla Juve. E poi sono stati sbattuti fuori dal Napoli. "Adesso che abbiamo eliminato la Juve puntiamo dritti alla Coppa" esclamavano all'ombra del Vesuvio, e anche loro -puff!- evaporavano dalla Coppa Italia. Ecco, per loro sì che sarebbe stata una consolazione da grandi decadute.

Un altro indizio del fatto che dalle parti di Torino il calcio sia visto a testa in giù è l'importanza dei tornei: più qualitativa la Serie B della Serie A, ovviamente, e -incredibile!- più importante la Coppa Italia Primavera di quella senior, basti vedere lo spazio dedicato alla vittoria juventina (e di chi, se no?) tra i giovani, e il titolo di oggi. Titolone a nove colonne in un caso, ancor più eclatante se si pensa che nello stesso giorno la Roma batteva 2-1 il Manchester, taglio basso oggi, sotto a un titoletto in cui un fantozziano Buffon è costretto dai tifosi in festa (che hanno da festeggiare, lo sanno solo loro) a saltare perché "Chi non salta interista è".

Insomma, verrebbe da dire che Tuttosport è ormai diventato Tuttojuve: esaltazione per sé stessi, e tentativo continuo di sminuire le (più importanti) vittorie altrui. Forse però è andato oltre, almeno gli House organ non devono parlare, a malincuore, degli altri. Per la finale di oggi, che vinca il migliore, Mancini la vedrebbe come la ciliegina sulla torta, mentre Spalletti vuole finalmente vincere qualcosa: stia tranquillo, Luciano da Certaldo, nonostante due coppe perse in finale, una Supercoppa persa dopo essere stato avanti 3-0 e un 1-7 in Champions League, nessuno si permetterà di cantargli "Non vincete mai!" se non dovesse farcela. Quello lo lasciamo fare a chi adesso è in B e ha dimostrato che il dileggio verso il nemico è usato non solo quando perde, ma anche quando vince.

 

 

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Monday, 07 May 07, 02:41 AM

 

E così, sabato sono andato bello bello al bar sotto casa a prendermi un biglietto per la finale di Coppa Italia di mercoledì, Distinti Sud, vado con amici romanisti e non mi andava di stare ingabbiato nel settore ospiti. Tanto, si va per vedere la partita in compagnia, e passare una serata tra amici, ho pensato. Sì, ma serata o pomeriggio?

Stamattina mi sono svegliato fiducioso, ho pensato che forse a due giorni dal match sarei riuscito nell'impresa di conoscere l'orario di inizio, e invece il sito dell'AS Roma riporta ancora quell'eufemistico "orario non confermato", quando invece l'orario non è ancora stato stabilito, cosa c'è da confermare? La colpa non è certo della società, ma è il solito, stupido ping pong tra Lega e Viminale, il quale per motivi di ordine pubblico sfugge la notturna come se fosse la peste. Non evitando, quando ha disposto l'incontro in diurna come nel derby di Roma, gli incidenti.

Quella volta si è giocato alle 15, e come ha detto qualcuno ieri in TV (mi pare Gene Gnocchi), forse il Ministero degli Interni vuole che si giochi di giorno così le lame di coltello luccicano... Resta il fatto che invece di usare la tolleranza zero verso gli ultras scalmanati, si usa il "rispetto zero" verso tutti i tifosi. Quelli che hanno preso il biglietto convinti che fosse di sera e non ci andranno, quelli che non ci andranno semplicemente e ancora non hanno preso il biglietto, quelli che vorrebbero attendere fino all'ultimo ma poi non andranno perché i botteghini sono chiusi per disposizioni di legge il giorno della partita.

Tutto ciò mentre la Lega Calcio, sprezzante del senso del ridicolo, chiede all'UEFA di destinare un posto in Champions Legue alla vincente di questa competizione bistrattata da tutti, proposta che effettivamente potrebbe rilanciare la competizione. Ma se all'UEFA, ricevendo la richiesta, si brigassero di accendere la TV per vedere la finale, in un mercoledì pomeriggio con gli spalti vuoti, quale volete che sia la risposta? Questi italiani vorranno mica un posto in Champions anche per la vincente del Trofeso Berlusconi o del Trofeo Birra Moretti?

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Saturday, 05 May 07, 03:58 AM

 

Ei fu. Siccome immobile,
sul prato dell’Olimpico,

stette Ronaldo in lacrime,
col piede sempre più stitico,
così percossa, attonita

l’Inter da Lazio fu,
muta pensando all'ultima

giornata ormai fatale;
mentre la Juve a Udine
e la Roma a Torino

senza fatica a casa
portaron tutto il bottino.
Cuper “el vertical”

davanti alla panchina,

stette a rimuginar,
prendendo un aspirina,

il tragico error slovacco
che aprì il lazial bivacco.

La seconda segnatura
portata da Di Biaggio,

fece veder lo scudo
ma fu solo un miraggio;
già prima con Bobone
fu solo un’illusione.

Dal Delle Alpi al Franchi,

dal Meazza al Comunale,
l’Inter di sei lunghezze
tenea dietro la rivale;
ma in casa con l’Atalanta,
si fece tosto infilar.

Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: noi
ce la prendiamo con Massimo
Moratti, che volle nell’argentino
il vate suo divino

per vincere in final.

La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia di diventare
la prima in tutto il regno;

e il non giunge, e perde un premio
che parea sicuro ormai;

tutto Cuper provò: le tre sostituzioni
ma invece di conquistar,
la fuga e la vittoria,

quattro se ne fece far:
quattro volte nella polvere,
solo due sull'altar.

Ei si nomò: due gruppi,
l'un contro l'altro armato,

spaccaron lo spogliatoio,
come aspettando il fato;
ei fe' silenzio, ed arbitro
non fece in mezzo a lor.

E persero i dì nell'ozio

non chiusero le partite,
segno d'immensa inedia
e broccaggine profonda,
d'inestinguibil sfiga
e di domato ardor.

Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
così arrivaron il ceco,
Inzaghino e l’amato cholo
scorrea la diarrea incessante

e sembravano aver lo scolo;

tal su quell'alma il cumulo
delle prese in giro scese.
Oh quante volte ai posteri
verrà poi raccontato,

di chi già il giorno dopo
il contratto volea rinnovato!

Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,

le braccia al sen conserte,
stettero, in mezzo al prato
senza poter gioir!

E ripensaron gli schemi
le mancate diagonali,

e i rigori col Chievo non dati,
e i gol “de li laziali”,
e la perdita del primato
e della cempions lig.

Ahi! forse a tanto strazio

cadde lo spirto anelo,
e disperò; e mai più
venne una man dal cielo,
né dai furlani salvi
e dai granata ormai sazi;

 

e l'avviò, pei perfidi
sentier della polemica,
agli insuccessi eterni, al premio
mancato dello scudo,
dov'è silenzio e tenebre

anche negli albi d’or.

Brutta Immortal! malefica
Juve ai trionfi avvezza!
ruba anche questo, allegrati;
ché più superba altezza

al disonor del Moggi

giammai non si chinò.

Tu dalle stanche ceneri
perdi Inter festaiola:
il Dio che atterra e suscita,

che affanna e che consola,
con te non fu benevolo
al terzo posto ti posò.

 

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