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Friday, 12 October 07, 12:55 PM

Riccardo Montolivo su DOTTOR CALCIO,analisi di giovani talenti

Squadra: Fiorentina
Ruolo: regista, mediano, trequartista, centrocampista sinistro
Soprannome: "Monto", "Caravaggio".
Piede preferito: sinistro
Nazionalita: Italiana (33 presenze dall'Under 15 all'Under 21)
Nato il: 18/01/85
Altezza: 182 cm
Peso forma: 75 kg

"Chi è il miglior giovane italiano? Io dico Riccardo Montolivo". Chi ha rilasciato queste dichiarazioni ad agosto, sotto l'ombra di un ombrellone di Viareggio, non è l'ultimo arrivato ma un certo Marcello Lippi. Ed è forse stato proprio l'ex Ct della nazionale azzurra ad aver consigliato al suo successore Roberto Donandoni la convocazione del centrocampista in forza alla Fiorentina.

La chiamata nella Nazionale maggiore, che segue alle oltre 30 presenze nelle varie under del club Italia, non stupisce di certo i più attenti osservatori del calcio internazionale, che già dai primi esordi nel suo club d'origine, l'Atalanta, prospettavano un grande avvenire per l'attuale numero 18 viola.

Riccardo Montolivo nasce il 18/01/85 in provincia di Bergamo, a Caravaggio, cittadina da cui prende spunto il suo soprannome (Caravaggio, appunto). E proprio con i colori della sua città natale riesce ad attirare le attenzioni degli osservatori dell'Atalanta che, colpiti dalle incredibili qualità tecnico-tattiche per un bambino di soli 7 anni, decidono diacquistare il suo cartellino e di farlo maturare nel proprio settore giovanile.

Anni dopo riesce ad aggiudicarsi il titolo di campione d'Italia con gli allievi e successivamente è l'unico ragazzo nerazzurro, assieme al difensore Canini, a passare nell'undici titolare della primavera senza disputare il campionato della Berretti. Nella trafila delle giovanili Riccardo si specializza sempre più nel ruolo di centrocampista puro che riesce a dettare i tempi alla squadra grazie a un'ottima visione di gioco e a mezzi tecnici straordinari.

Il 2003/2004 è un anno fondamentale per "Monto" in quanto il mister dell'Atalanta Mandorlini decide non solo di farlo allenare in pianta stabile con la prima squadra ma anche di schierarlo nell'undici titolare per quasi tutta la stagione. Qui Montolivo occupa la posizione di trequartista, che mette in risalto tutti i suoi colpi da assist-man (dribbling, lanci, passaggi filtranti) ed il suo grande sinistro con il quale può mettere in difficoltà qualsiasi portiere, anche con tiri da distanze siderali (4 reti per lui nell'arco della sua prima stagione in nerazzurro).

L' anno dopo è serie A, ma è tutta un'altra storia. Questa è, purtroppo per i sostenitori dell'Atalanta, del tutto negativa visto l'ultimo posto della stagione 2004-2005. Nonostante tutto Riccardo disputa una stagione abbastanza buona (32 presenze con 3 reti) considerati i suoi soli 19 anni e si mette in luce come un giocatore dal grande potenziale e con un ampio margine di miglioramento, in riferimento soprattutto alla breve esperienza con la prima squadra e ad una struttura fisica ancora troppo acerba.

Nel 2005 è la Fiorentina di Prandelli ad acquistarlo in comproprietà per la modica cifra di 2,5 mln di euro e che, nel frattempo, si era già assicurata le prestazioni a titolo definitivo del suo grande amico Gianpaolo Pazzini, compagno di stanza ai tempi di Bergamo. Mister Prandelli intravede nel giocatore di Caravaggio un gemello del già affermato Andrea Pirlo e per questa ragione decide di spostare il suo raggio d'azione dalla ¾ avversaria ad una zona più centrale del campo, davanti alla difesa. La stagione 2005-2006 lo vede protagonista solo di spezzoni di partite ma è per lui fonte di grande maturazione.

Montolivo piu' che pensare a giocare titolare la domenica cerca in tutti modi di migliorare il suo fisico, combinando una struttura muscolare forte alla propria grande agilità. Intanto studia sempre di più da regista arretrato, adattando le sue geometrie offensive anche alla fase di contenimento. Tutti i suoi progressi sono evidenti nell'annata 2006-2007 dove disputa ben 36 partite e questa è stata considerata, per molti osservatori, la stagione della consacrazione.

Il centrocampista viola oltre a mantenere quell'eleganza, quella visione di gioco, quell'estro e quei mezzi tecnici che gli permettono assist e giocate del tutto fuori dal comune è migliorato moltissimo anche nella fase difensiva, rendendosi all'occasione un ostico mediano o un laterale di sinistra dalle atipiche caratteristiche di creatore di gioco. I paragoni verso di lui sono ormai già celebri:oltre quello scontato con Pirlo, c'e' chi lo vede come l'erede naturale di Antognoni oppure come il nuovo Rui Costa.

Da parte sua Riccardo ha sempre indicato come suoi modelli Gerrard e De Rossi, ma, come suoi piu' grandi estimatori affermano, il suo tipo di gioco si caratterizza per essere la via di mezzo di tutti questi giocatori, ed è proprio questo il motivo per cui Montolivo è considerato uno dei centrocampisti più promettenti d'Europa. Domenica è arrivata la prima chiamata in azzurro e se continua cosi' ne seguiranno sicuramente altre. Un ambiente in cui si sente già a casa visto che abita a solo 1km di distanza da Coverciano.

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Tuesday, 24 July 07, 01:12 PM

 

 

lavezzi,nuovo giocatore del napoli su dottor calcio

 

di Fabrizio De Rosa
del 23/07/2007

Squadra: Napoli (contratto fino al 2012)
Ruolo: seconda punta/trequartista decentrato
Soprannome: El Loco(il pazzo), El  Poncho(il fulmine),
Piede preferito: destro
Nazionalita: Argentina (1 presenza)
Nato il: 3/5/1985
Altezza: 173 cm
Peso forma: 75 kg

Il cantiere costruito dal ds Pierpaolo Marino e dal presidente Aurelio De Lauretiis intorno al Napoli vedrà il suo smantellamento solo il 31 agosto, ultimo giorno utile per acquistare calciatori per i club italiani. I tifosi partenopei aspettano il grande colpo ad effetto, che li faccia sognare come ai tempi di Maradona. Ma molto probabilmente questo  non ci sarà, o meglio c'e' già stato.

Infatti un altro numero 10 argentino si è già accasato sotto l'ombra del Vesuvio, il suo nome è Ezequiel Lavezzi, ventiduenne fantasista dalle belle speranze. Nonostante la sua giovane età (classe 1985, è solo da 4 anni un professionista) l'oriundo è una vecchia conoscenza del calcio italiano, dato che nella tribolatissima estate del 2004 venne acquistato da un Genoa che non conosceva nemmeno il campionato a cui avrebbe partecipato, a causa delle indagini sulla combine tra i rossoblù e il Venezia.

A  19 anni Ezequiel aveva la sua grande occasione, dopo aver disputato solo un campionato di serie C con l'Estudiantes mettendo a segno 17 reti. L'allora allenatore dei grifoni Francesco Guidolin lo fece allenare nel gruppo per due settimane, ma poi fu costretto a rinunciarvici a causa della mancanza di un posto da extracomunitario nella rosa gialloblù. Cosi' il promettente oriundo se ne tornò in Argentina, dove venne prima preso in prestito e poi acquistato l'anno successivo per 2.200.000 $ dal San Lorenzo. Qui si è conquistato le attenzioni della stampa locale, dividendo il pubblico con i suoi gesti ad effetto.

Alcuni lo chiamano "el Loco" (il pazzo), visto il notevole numero di ammonizioni che accumula, per le giocate imprevedibili e a volte fine a se stesse, per gli 11 tatuaggi presenti sul suo corpo (di cui uno della sua squadra del cuore sul petto, il Rosario Central) ma anche per le sue sorprendenti esultanze, come quella al Lanus dove ha sottratto il casco ad un pompiere presente a bordocampo. Nei 3 anni in cui ha indossato la maglia del San Lorenzo, Ezequiel si è però fatto ricordare anche per ben altro, conducendo i rossoblù a traguardi insperati e mettendo a segno 25 reti in 84 partite disputate.

Cosi' il numero dei suoi detrattori è costantemente diminuito acquisendo il soprannome di "el Poncho" (il fulmine) dovuto soprattutto ai suoi dribbling rapidi, alle sue incursioni in area e sulla fascia. Quest'anno Lavezzi è diventato un vero e proprio caso a Buenos Aires, dove ci sono stati contatti tra il River Plate e il suo procuratore. Tutto questo è stato però spento dal suo allenatore Ramon Diaz che arrivò a dichiarare : "Il Poncho Lavezzi vale oltre 20 milioni di dollari". Ovviamente non è cosi', l'ex numero 10 rossoblù ha pregi e difetti, ma attualmente, dichiarazioni di facciata o meno del suo ex allenatore, è un giocatre su cui tenere gli occhi puntanti.

Molti lo ritengono in un trequartista, ma il vero ruolo di Lavezzi è quello della seconda punta che, se lasciato libero d'agire sull'out di destra, è capace di mettere in crisi qualsiasi terzino con i suoi dribbling rapidi e i suoi cross sempre precisi per i compagni in area. A caratterizzare il suo stile di gioco è sicuramente la sua statura non da gigante (è alto 173 cm e pesa 75 kg), ma è forse proprio questa sua qualità a permettergli un'abilità tecnica, una velocità e un equilibrio difficilmente eguagliabile da giocatori più dotati fisicamente.

El Poncho può servire in ogni momento con verticalizzazioni ed assist sorprendenti i suoi compagni, ma non è da sottovalutare la sua capacità realizzativa. Con il numero 10 rossoblù dietro le spalle ha spesso deciso partite fondamentali per la stagione dei "Los Matadores", facendosi notare sia per gol spettacolari (progressioni verso la porta avversaria, pallonetti, tiri negli incroci dei pali)  sia per inserimenti fulminei di testa o di piede nell'area avversaria.

E' arrivato a Napoli sponsorizzato dall'ex procuratore di Maradona, Jorge Crzysterpiller che ha dichiarato: "Ezequiel infiammerà Napoli". Paragonare Lavezzi al giocatore più forte di tutti i tempi è forse una vera e propria eresia. Se Lavezzi inciderà o meno nella stagione degli azzurri dipenderà anche molto dalla capacità del ds Marino e dell'allenatore Edi Reja di proteggerlo dai facili entusiasmi di una grande piazza come Napoli.

"El Poncho" non è l'erede di Diego, ma un giocatore che se si concetrerà molto in allenamento ogni giorno, se dimostrerà di essere un giocatore da calcio europeo ai livelli che ha raggiunto in patria, sarà indicato come la versione napoletana di Lionel Messi. E forse lo stemma del Napoli sarà il suo dodicesimo tatuaggio.

fabrizio.derosa@gmail.com 

GUARDA COSA SA FARE EZEQUIEL LAVEZZI! 

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Sunday, 17 June 07, 07:12 AM


 

Claudio Marchisio,Juventus vs Bologna by Dottor Calcio

 

La Scheda
Squadra : Juventus
Ruolo: centrocampista centrale
Piede preferito: destro
Nazionalita: Italiana (Under 21)
Nato il: 19/01/1986
Altezza: 180 cm
Peso forma: 70 kg


(Attenzione,questo articolo risale al 03/05/2007)

Quest'anno, dopo la bufera di Calciopoli, la Juventus si è vista privare, oltre che della massima serie e di due scudetti, anche di fior di campioni che hanno preferito lasciare la Vecchia Signora per giocare nei club più blasonati d'Europa. In corso Galileo Ferraris si è pensato di non sostituirli, almeno per questa stagione, ma di aggiungere alla rosa già altamente competitiva per la Serie B un numero cospicuo di quei giovani che hanno fatto la storia recente della primavera bianconera.

I nomi sono ormai noti, sono infatti i vari Paro, Palladino, De Ceglie, Venitucci, Piccolo, Mirante e Marchisio. Proprio quest'ultimo nell'attuale stagione si sta ritagliando uno spazio davvero importante nella truppa di Deschamps, e dai più autorevoli giornalisti è considerato come uno dei prossimi campioni e simboli bianconeri.

Nato a Torino il 19/01/1986 è sempre stato un grandissimo tifoso juventino, basti pensare che , come lui ancora racconta fiero, da bambino aveva in camera il poster di Alessandro Del Piero, ora suo
compagno di squadra. Sin dall'età di 7 anni ha frequentato il settore
giovanile della società bianconera fino all'età di 16 anni giocando come punta. Poi i suoi allenatori hanno visto in lui le qualità giuste per ricoprire il ruolo di centrocampista centrale arretrato e in questa posizione ha vinto tutto con la squadra primavera di cui era il capitano.
Oggi Claudio Marchisio sta davvero soprendendo tutti in casa bianconera con qualità non all'ordine del giorno per un ragazzo di soli 21 anni. Se non gli si leggesse la carta d'identità si crederebbe di trovarsi davanti ad un mediano molto navigato: visione di gioco, carattere, aggressività, buon tackle, ottima tecnica e lanci precisissimi sono le sue caratteristiche principali. Già nell'era Capello il giovane torinese si faceva notare negli allenamenti, mostrando il suo potenziale, ma non trovò spazio nei progetti dell'ex tecnico juventino perchè davanti a lui aveva gente come Emerson e Vieirà, non certo gli ultimi arrivati.

Quest'estate in molti avrebbero scommesso su una cessione in prestito del centrocampista, e invece Didier Deschamps ha scelto di puntare su di lui, all'inizio del campionato come quarto centrocampista. Marchisio ha esordito entrando dalla panchina ad
Ottobre nella gara interna con il Frosinone, e proprio martedi' contro la formazione ciociara ha disputato la sua dodicesima partita da titolare (22 in totale considerando anche i suoi ingressi dalla panchina) mostrando i notevoli progressi effettuati nell'arco di tutto il girone di
ritorno. Claudio sta acquistando sempre più importanza nel centrocampo della Juventus anche viste le indisponibilità frequenti dei titolari Giannichedda, Zanetti e Paro.

Nonostante abbia molto meno esperienza dei suoi compagni, il numero 15 bianconero li sostituisce perfettamente ed anzi dà una qualità maggiore alla manovra juventina e sebbene non rientrasse nei piani di Deschamps fargli giocare dal primo minuto i match contro le 2 più forti rivali della Juve, Napoli e Genoa, li ha disputato in maniera
eccellente anche in trasferta negli stadi più "caldi" della B, tant'è vero
che i suppoters della Vecchia Signora non dimenticheranno facilmente la sua prestazione davanti agli 80.000 del San Paolo di Napoli.

Il giocatore a cui assomgilia di più Marchisio per caratteristiche e posizione è il romanista De Rossi ed il percorso che deve compiere il giovane torinese per diventare un campione si potrebbe ispirare proprio al suo. Marchisio, come De Rossi alla sua stessa età, deve migliorare il proprio fisico (attualmente pesa solo 70 kg pur essendo alto 180cm), il tiro dalla distanza ed eliminare alcuni sporadici cali di concetrazione. E' piu' che scontato che Marchisio abbia questi ed altri margini di miglioramento, a soli 21 anni invece soprende il suo carattere e la sua intelligenza tattica da vero e proprio veterano. Se Deschamps punterà in futuro maggiormente su di lui, i tifosi bianconeri potranno essere fieri di un campione disposto a dare l'anima per la maglia che ama di più. Quella bianconera.

Fabrizio De Rosa

 (Vuoi contattarmi? scrivimi a fabrizio.derosa@gmail.com)

 

Clicca qui e guarda i video su Claudio Marchisio 

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Tuesday, 12 June 07, 06:42 AM

 

bENdtner!!

 

La scheda

Squadra : Birmingham City (in prestito dall' Arsenal)
Ruolo: attaccante
Piede preferito: ambidestro
Nazionalita: Danimarca
Nato il: 16/01/1988
Altezza: 194 cm
Peso forma: 84 kg

 

La fuga di talenti italiani all'estero sta forse subendo una leggera flessione, visto l'acquisto a costo zero da parte della Fiorentia di Arturo Lupoli, calciatore cresciuto oltremanica all'Arsenal. Ma questa piccola soddisfazione per il nostro calcio è sempre controbilanciata da un' incredibile fioritura di giovani giocatori nei club inglesi più blasonati.

Uno di questi è certamente Nicklas Bendtner , diciannovenne attaccante danese di proprietà degli stessi Gunners. La prima cosa che si nota guardando una partita del promettente centravanti è sicuramente il fisico, a dir poco imponente e perfetto per i canoni del calcio moderno (1.94 cm x 84kg), proprio questo lo rende un giocatore speciale in quanto riesce coniugare ad esso una tecnica sorprendente.

La sua statura lo rende immarcabile in area, ma stranamente, al gigante originario di Copenaghen piace più giocare al limite dell'area dove può attaccare gli spazi e servire ottimi assist ai compagni. Oltre a questa sua capacità Bendtner viene ricordato soprattutto per il suo senso del gol, per come riesce a vedere la porta e a segnare freddamente con inserimenti fulminei.

La carriera del danese comincia nella squadra satellite dell' Fc Copenaghen, il Kjøbenhavns Boldklub, e grazie alle ottime prestazioni in questo club riesce a guadagnarsi la convocazione per la nazionale under 16 nel 2004 segnando 3 gol in 3 partite e trascinando la Danimarca contro i pari età della Spagna e del Portogallo. Sono proprio queste prestazioni a far nascere l'interessamente da parte di Arsenè Wenger, tecnico dell' Arsenal, che decide di acquistarlo nell'estate 2004.

Nella stagione seguente il giovane attaccante continua a disputare ottime partite con la propria nazionale, guadagnandosi prima la convocazione in under 17 (15 presenze 6 gol) poi l'under 19 (2 presenze un gol). Ma la conferma del suo potenziale avviene nell'annata 2005/2006 dove disputa un incredibile campionato riserve, segnando ben 18 gol in 25 partite e formando con lo stesso Arturo Lupoli unacoppia formidabile.

Proprio in questo campionato il giovane danese mostra tutti i suoi colpi, di come possa allo stesso tempo ricoprire un ruolo di seconda punta che manda in gol i compagni e segnare reti decisive. Sempre nel 2006 Bendter parte per il Portogallo con la propria nazionale Under 21 per disputare l'europeo di categoria, diventando anche il giocatore più giovane della storia ad essere convocato. In questa manifestazione gli osservatori internazionali si sono resi conto di tutto il suo valore, nella quale pur non andando mai a segno si è fatto notare come una dei migliori giocatori in prospettiva della competizione assieme al giovane ucraino Artem Milevksiy.

Il ct Morten Olsen non ha atteso troppo per farlo debuttare nella nazionale A, come dimostrano le partite contro Polonia e Portogallo, in cui è riuscito ad andare a segno in entrambe, diventando il terzo giocatore più giovane della storia a debuttare nella nazionale nordica e dimostrando di essere più che il futuro della Danimarca, il suo presente.

Nella stagione 2006-2007 Wenger ha deciso di mandarlo in prestito al Birmingham City nella Coca-Cola Championship (la serie B inglese) per fargli maturare quell'esperienza di calcio giocato di cui ha bisogno. Con prestazioni non sempre continue, del tutto normali per un giocatore di solo 19 anni, Bendtner è riuscito ad andare a segno per ben 13 volte diventado il secondo cannoniere dei "Blues". Assieme agli altri giovani in prestito al City. come Sebastian Larsson e Fabrice Muamba, ha formato un ottimo collettivo facendo ritornare il Birmingham nella Premier League.

A Dicembre, dopo aver segnato 3 gol in 3 partite, il nome di Bendtner era stato addirittura avvicinato dai tabloid inglesi a fantasiose trame di mercato con protagoniste anche Roma e Milan ma Arsenè Wenger difficilmente si priverà del gigante danese, che infatti ha intenzione di schierare nella rosa dell'Arsenal della prossima stagione. Il giocatore a cui è stato spesso accostato per fisico e caratteristiche di gioco è Zlatan Ibrahimovic, un paragone forse troppo prematuro per il centravanti originario di Copenaghen. Bendtner a differenza dell'interista ha un senso del gol molto maggiore e una tecnica, una visione di gioco, un' inventiva in prospettiva minore dell'ex juventino.

Se si vuole fare giustizia al danese bisogna lasciarlo libero da ogni paragone con lo svedese, e non considerarlo il suo erede. In questo modo, lasciandolo maturare senza pressioni, forse allora si' che avremo un altro fuoriclasse da temere per i prossimi Mondiali.

Fabrizio De Rosa

 

Video:Le giocate migliori di Bendtner

 


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Wednesday, 06 June 07, 05:59 AM

 

 


Tutto sul prossimo campione della Juventus

di Fabrizio De Rosa
(ATTENZIONE,l'articolo risale al
18/04/2007)

La scheda

Ruolo: attaccante,trequartista
Piede preferito: sinistro
Nazionalità: Italia (Nazionali Under 20,19,18,17,16 :22 presenze 5 gol)
nato il: 26/01/1987
Altezza: 166 cm
Peso forma: 60 Kg

 

Nelle settimane scorse l'amministratore delegato della Juventus, Giovanni Jean-Claude Blanc aveva dichiarato alla stampa che l'obiettivo della società bianconera per il futuro è trovare il nuovo Ronaldinho. Forse ,in casa Juve, non hanno trovato l'erede del brasiliano, ma qualcuno molto simile a Lionel Messi. Il suo nome è Sebastian Giovinco , classe '87, trascinatore della della squadra primavera bianconera. "La formica Atomica", come l'hanno gia' soprannominato i tifosi, è un talento purissimo : agilità, visione di gioco, ma soprattutto una tecnica eccezionale, sono le sue qualita' migliori.

Il ruolo che ricopre, quello di trequartista, esalta ancor di piu' le sue caratteristiche, ed è diventato ormai il giocatore più forte del campionato primavera, come ha dimostrato gia' lo scorso anno portando alla Juventus lo Scudetto. Quest'anno ha mostrato la sua superiorita' ispirando la vittoria della Supercoppa Italiana (con un sonoro 5-1 all'inter),facendo arrivare la squadra bianconera al vertice del campionato e infine decidendo assieme a De Ceglie la finale d'andata della Coppa Italia (2-0 a Vinovo) sempre contro
l'Inter e con alcune giocate di classe anche quella di ritorno, pareggiata 1-1 e che ha consentito ai bianconeri di fregiarsi dell'ennesimo titolo.

Questi i lati positivi del giocatore di Torino, ma adesso analizziamo i suoi "contro". Giovinco è un giocatore molto minuto (166cm di altezza e 60 kg di peso) e questo ha frenato la sua ascesa verso l'esordio in prima squadra. Si allena con questa da circa un mese ma gia' all'epoca Capello veniva utilizzato come regista per la squadra avversaria a quella titolare nelle partitelle. La settimana scorsa l'allenatore della Juventus Didier Deschamps l'ha utilizzato in amichevole contro lo Standard Liegi e l'ha anche convocato per la trasferta vittoriosa contro il Pescara, mandadolo pero' in tribuna.

Su Giovinco, Deschamps ha detto: "Nella partita di Liegi mi ha dato risposte positive. Le qualità le ha, è agile e tecnicamente sa far tutto. Ma vista la sua struttura fisica deve imparare a confrontarsi con i grandi e il campionato Primavera non è l'ideale per crescere. In Francia con i giovani si osa di più: Samir Nasri, che ha un anno in meno e me lo ricorda molto, ha già più di 80 presenze in prima divisione con il Marsiglia..."

Certo, Nasri, condivide con Giovinco il ruolo e la giovane eta', ma la statura è diversa (10 cm in piu' 7 kg in piu' per il francese). In realtà la promessa juventina è piu' paragonabile a Lionel Messi, stella del Barcellona. Entrambi dotati di una classe cristallina sono pero' divisi da una leggera differenza d'altezza (169 cm contro i 166 dell'italiano ) e sostanziale di peso (67 kg contro 60). Giovinco come Messi ha 20 anni, ma tra di loro c'e' un'imparagonabile differenza d'esperienza. L'argentino ha gia' disputato tra Champions league e Liga, 52 partite, mentre l'italiano deve ancora solo esordire con la Juventus. Gli scettici su Giovinco profetizzano che questo giocatore non sboccera' a causa del suo fisico minuto.Ma la stessa carriera di Messi dimostra come giocatori, seppur non dotati fisicamente dei canoni fisici attuali del calcio moderno, possono lo stesso sfondare.

Inoltre proprio a livello di fisico ricorda il giovane brasiliano Robinho, giocatore del Real Madrid, che in questo periodo entrando nella ripresa sta spesso salvando la squadra di Capello. Il peso è quello, la classe anche. Robinho pero' è alto 1.72 cm. Ora, ogni giocatore professionista ha un peso forma particolare. Messi pesa 67kg ma è piu' basso di Robinho, eppure entrambi rendono molto bene. Quindi la chance di Giovinco va utilizzata con cura. Ilpunto fondamentale della sua carriera sara' quanto la Juventus vorra' puntare su di lui, con una preparazione atletica e fisica mirata in ogni piccolo particolare. In questo modo Giovinco sara' pronto per calcare palcoscenici migliori che quelli della squadra primavera, dove ormai lo chiamano "l'extraterrestre".

La stessa promessa bianconera ha dichiarato dopo l'amichevole contro lo Standard : "So che ho ancora molti aspetti in cui devo migliorare e ho poca forza rispetto ai giocatori maturi, questo per me deve essere un punto di partenza. Con i compagni mi sono trovato bene, non solo oggi, ma da quando mi alleno con loro".

Certo è difficile trovare spazio in una squadra nella quale ci sono
giocatori in attacco del calibro di Del Piero, Trezeguet, Bojinov, Palladino. Pero' Giovinco non deve fare la corsa su di loro, essendo un trequartista che gioca essenzialmente dietre le 2 punte. Puo' quindi convivere con tutto il parco attaccanti juventino. I problemi principali sono pero' che la Juventus gioca con un canonico 4-4-2, privo di trequartisti (anche Nedved spesso si lamenta di non essere
nel pieno del gioco), Deschamps non ha ancora fiducia in "Seba". A favore della giovane promessa c'e' che ormai la squadra bianconera sta prendendo il largo in campionato e quindi, se il vantaggio dovesse aumentare di almeno altri 2-3 punti, il tecnico francese potrebbe fare giocare Giovinco con continuita' assieme ad altri giovani promettenti come De Ceglie e Marchisio.

Infine sembrerebbe che Giovinco potrebbe rientrare nella trattativo della Juventus per giungere ad Almiron. Di fatto i dirigenti dell'Empoli hanno chiesto alla società bianconera oltre che un conguaglio in denaro (si parla di 5-6 mln di euro) anche del prestito gratuito di Giovinco. Cosa che acconterebbe tutte e due le parti. In primis la Juve, che vedrebbe in serie A (ma anche forse in Champions League visto il cammino trionfale della banda di Cagni) se veramente Giovinco potrebbe diventare il nuovo Ronaldinho. Ma i dirigenti bianconeri dicono sottovoce che si "acconteterebbero" anche del gemello di Messi.

di Fabrizio De Rosa

(doctorzucca@hotmail.it)


CLICCA QUI PER VEDERE I VIDEO SU SEBASTIAN GIOVINCO! (DA YOUTUBE.COM)

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Friday, 01 June 07, 10:57 AM


 

Alexandre Pato secondo Dottor Calcio

La Scheda 
Data di nascita: 02/09/1989
Altezza: 180 cm
Peso: 71kg
Piede: destro
Nazionalita': Brasiliana
Ruolo: seconda punta
Club:Internacional de Porto Alegre

 

Il nuovo oggetto del desidero delle squadre di mezza europa ha un volto da adolescente. Il suo nome è Alexandre Rodrigues da Silva, conosciuto dal mondo calcistico come "Pato" , tradotto in italiano il "papero", che deriva dal nome della sua città natale. Classe 1989, Pato è una seconda punta rapida, dotata di un tiro molto preciso, di una freddezza sotto porta inusuale per un giocatore cosi' giovane e di una tecnica straordinaria che giustifica i paragoni con i più grandi del calcio brasiliano.

Non è un'eresia dire che il nuovo talento ha già sorpassato, almeno dal punto di vista statistico, Pelè, in quanto con la rete decisiva all'Al Ahly nel Mondiale per club tenutosi nel dicembre 2006 in Giappone, ha infranto il record stabilito da "O rey" di più giovane marcatore dellastoria di una competizione FIFA, stabilendo il nuovo primato di 17 anni e 102 giorni. Poco dopo si è addirittura lauerato campione del mondo contro gli strafavoriti della vigilia, gli spagnoli delBarcellona, disputando un ottimo primo tempo e assaggiando per la prima volta il sapore del calcio europeo.

Quando il presidente dell'Internacional cedette la scorsa stagione un giocatore fondamentale come Sobis al Betis di Siviglia, il tecnico Abel non era affatto preoccupato perchè sapeva già che all'interno del settore giovanile stava nascendo una vera e propria perla, come lui stesso dichiarò dopo aver conquistato laCoppa Libertadores. Proprio nella squadra primavera Pato stava mettendo in mostra tutto il suo potenziale segnando nella stagione 2006 ben 13 gol in 17partite nel campionato regionale e poi, convocato per quello nazionale, addirittura 7 gol in 7 partite, ottenendo il primo posto nella classifica cannonieri, proprio la stessa che vinsero campioni del calibro di Ronaldo e Romario.

Il debutto in prima squadra, avvenuto il 26 novembre 2006, è sembrato quello di un predestinato. Disputando solo un'ora di gioco contro i rivali del Palmeiras, Pato ha realizzato il suo primo gol dopo soli 120 secondi di gioco, servito ben 2 assist ai compagni, colpito una traversa, e mancando la rete su punizione per pochi centimetri. Questa sua prestazione gli ha fatto guadagnare la convocazione per la fase finale della Coppa Intercontinentale. Oltre che mettersti in mostra con l'Internacional di Porto Alegre, Alexandre ha anche disputato un eccezionale campionato sudamericano under 20 dove, pur reduce da un malanno fisico, è riuscito ha segnare 5 reti in 7 partite (memorabile il gol di tacco al Cile) conducendo la Seleçao alla vittoria del titolo e arrivando secondo solo alle sette reti dell'uruguaiano Cavani, giovane di belle speranze in forza al Palermo.

In patria ormai sono tutti pazzi per "il papero" che è stato anche incoronato da Ronaldinho come migliore promessa brasiliana in circolazione e il ct della nazionale carioca Dunga non vede l'ora di farlo esordire affianco a Kakà. Pato potrebbe compiere un percorso calcistico molto simile a quest'ultimo visto che proprio i due club di Milano sono i più interessati al talento brasiliano, con un leggero vantaggio da parte della società nerazzura rispetto ai cugini rossoneri, come dimostrano le dichiarazioni del patron Moratti all'indomani della vittoria dello scudetto da parte dell' Inter: "Pato? Lo stiamo seguendo ha qualità notevoli".

Insomma in Via Durini si pensa di imitare il colpo che fece il ds rossonero Braida nell'acquistare la semi-sconosciuta promessa Kakà che attirò addirittura le battute ironiche da parte dell'allora re del mercato Luciano Moggi e che oggi solo a sentirle fanno sorridere , ma non certo per lo humor dell'ex ds della Juventus. Alexandre, come l'affermato campione brasiliano nel 2003, ha un fisico non ancora del tutto pronto a sostenere i ritmi del calcio europeo e quindi se l'anno prossimo arriverà nel vecchio continente, qualunque sia la sua destinazione, dovrà passare un periodo di ambientamento prima di potere ottenere un posto fisso in squadra, proprio come lo stesso numero 22 rossonero. Per ottenere il suo cartellino ci vogliono almeno 16,5 mln di euro e 4 posti dilavoro per i suoi familiari più stretti, richiesta esplicita di Alexandere. A Milano di sicuro non ci saranno problemi da entrambe le sponde calcistiche ad accontentare Internacional e giocatore. Forse Pato non cambierà il nome dalla sua squadra, di sicuro si accorgerà delle differenze di stipendio e clima..

Fabrizio De Rosa
(doctorzucca@hotmail.it)

 

 

Guarda l'esordio di Pato contro il Palmeiras

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Wednesday, 30 May 07, 01:31 PM

Huntelaar sul blog di dottor calcio


La scheda

Squadra : Ajax
Ruolo: attaccante
Piede preferito: destro
Nazionalita: olandese
Nato il: 12/8/1983
Altezza: 186 cm
Peso forma: 80 kg
Soprannome : The Hunter (Il Cacciatore)


 

La Juventus dopo aver raggiunto la matematica promozione in Serie A può finalmente occuparsi del suo futuro e quindi proiettarsi sul mercato estivo per allestire una squadra altamente competitiva per la stagione 2007/2008. Nonostante ogni giorno spunti un nome nuovo per la Vecchia Signora, il direttore sportivo Alessio Secco , muovendosi strategicamente prima degli altri grandi club europei, ha già individuato da gennaio-febbraio scorso quali siano i giocatori da portare assolutamente a Torino.

Uno di questi è sicuramente la prima punta olandese Klaas-Jan Huntelaar, classe 1983 in forza ai lancieri dell' Ajax. Originario di Drempt l' orange nasce calcisticamente nelle giovanili del De Graafschap dove disputa ottimi campionati giovanili. Le sue prestazioni attirano gli attenti osservatori del PSV Eindhoven che lo acquistano a titolo definitivo nella stagione 2002-2003. Questa è però un' annata priva di soddisfazioni per il giovane attaccante, infatti nella seconda squadra più titolata di Olanda ci sono due mostri sacri come Kežman e Jan Vennegoor of Hesselink, che lo costringono regolarmente a scaldare la panchina. Dopo aver disputato in 6 mesi solo 24 minuti di gioco, la società decide di cederlo inprestito alla sua ex squadra il De Graafschap nella Eerste Divisie (la serie B olandese) dove disputa solo 9 partite, senza mai andare in rete.

La stagione seguente Huntelaar accetta il prestito ad un' altra squadra della Eerste Divisie, l' AGOVV Apeldoorn. In questo campionato la giovane punta mette in mostra tutto il valore, diventando capocannoniere della lega con ben 26 centri. Tutto questo però non basta ai dirigenti di Eindhoven per trattenerlo in rosa e decidono di cederlo a titolo definitivo all' Heerenveen. Klaas accetta di buon grado il trasferimento e, convinto del suo potenziale, disputa una stagione ancor più straordinaria della precedente, mettendo a segno ben 17 reti nella prima divisione e 10 nelle qualificazione all'europeo under 21 con la maglia orange.

Nella stagione 2005/2006 è sempre la punta di diamante dell'Heerenveen con il quale disputa le prime 15 partite con un bottino di 17 segnature. A gennaio 2006 il suo scorer di 65 reti in due anni e mezzo convince i dirigenti dell 'Ajax a puntare sul numero nove biancoazzurro, con un investimento di 9 mln di euro, record nei Paesi Bassi per un giocatore olandese. Nella seconda parte della stagione Huntelaar mette a segno ben 16 reti facendosi conoscere anche a livello internazionale disputando l'ottavo di finale di Champions League contro l'Inter e facendosi soprannominare "Il Cacciatore " ("The Hunter"). Memorabile fu lapartita d'andata ad Amsterdam finita 2-2 dove Huntelaar apri' le marcature con un colpo di testa. Sempre in questa stagione Klaas riesce a mettersi in mostra all'europeo under 21 disputato in Portogallo nel quale, oltre ad esserne il capocannoniere sia delle qualificazioni sia della manifestazione vera e propria, decide la finale contro i pari età dell' Ucraina con una doppietta.

La stagione appena terminata è purtroppo per Huntelaar piena di rimpianti, in quanto il campionato è stato vinto dal PSV solo per differenza reti, perchè sia i lancieri che la formazione di Eindhoven hanno chiuso con 74 punti a testa. In ogni caso a livello personale non può che ritenersi soddisfatto visto che ha realizzato in 51 partite 39 gol (in coppa Uefa addirittura 9 reti in 9 partite).

A detta degli osservatori del calcio europeo Huntelaar diventerà uno dei bomber più forti dei prossimi anni. A suo favore, oltre che a parlare il suo scorer di 130 reti in 181incontri disputati con i suoi club, ci sono le sue caratteristiche fuori dal comune per un giocatore di soli ventitrè anni. La qualità migliore di Klaas è sicuramente il senso del gol, davanti alla porta è freddo, ha un colpo di testa eccezionale, è fornito di una buona tecnica ed è capace di attaccare gli spazi con inserimenti fulminei che nella maggior parte dei casi lo portano al gol.

Pur toccando nel corso di una partita pochi palloni risulta decisivo ed in questo ricorda molto David Trezeguet. Proprio come il francese, ha il difetto di aiutare poco la squadra nella fase difensiva e predilige un gioco troppo offensivo per il campionato italiano; di fatto se dovesse arrivare nella Serie A dovrebbe abituarsi, oltre che a fronteggiare difensori più forti del campionato olandese, anche ad avere meno occasioni che nell' Eredivisie. Un suo corrispettivo italiano può essere considerato Alberto Gilardino, ma "The Hunter", rispetto al campione di Biella, risulta più forte nei contrasti, soprattutto quelli aerei. Con lo stesso Gilardino sembra che Klaas abbia vinto il ballottaggio per arrivare a Torino la stagione prossima, e i tifosi bianconeri non vedono l'ora di avere un "Van Basten" tutto loro.

 

Fabrizio De Rosa
(doctorzucca@hotmail.it) 

 

 

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Posted by DoctorZucca | Comments (0)