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Sunday, 22 June 08, 10:08 AM · Comments(0)

Arriviamo allo stadio alle cinque meno un quarto, oggi Vienna è una fornace e il treno della U-Bahn ancora non è pieno di tifosi. Le tifoserie di Spagna e Italia non sono composte dai classici gruppi di bevitori di birra. Se prima di Croazia-Turchia lo stadio era pieno di ubriaconi, le due tranquille tifoserie si avvicinano al totem dell'acqua, per bere e rinfrescarsi.

Tifosi italiani si abbeverano vicino allo stadio

Ecco dei tifosi italiani, gli spagnoli al momento sono di più. Mentre entriamo stanno provando l'Inno di Mameli, per trovare una postazione vuota dobbiamo salire al piano superiore che non è così pieno. Ma in mezzora si è comunque riempito tutto anche qui!

Il piano di sopra del Media Center, stadio Ernst Happel

Il quarto di finale tra Italia e Spagna è il più caldo non solo per motivi climatici. In Spagna non vogliono perdere l'appuntamento con la storia, ormai lo sanno anche i sassi che l'ultima partita ufficiale vinta dagli spagnoli risale al 1920 (Olimpiadi di Anversa, quella di Nedo Nadi e Paavo Nurmi, per capirci): la Prima Guerra Mondiale era appena finita, si giocava con pesanti palloni di cuoio con cuciture che tagliavano la testa, per non essere in fuorigioco dovevi ancora avere tre avversari davanti anziché due al momento del passaggio. Insomma, la preistoria. Ha ragione Donadoni che la tradizione non conta? In buona parte sì, anche se - stranamente - sembra essere più nel DNA degli italiani (popolo notoriamente disorganizzato e pasticcione) venire fuori nei momenti più importanti. E' anche vero cheil nostro feeling con l'Euro è scarsino rispetto a quello con il mondiale, anche se stranamente abbiamo sempre vinto la coppa del mondo in Europa e, incredibile dictu, tranne il Brasile terzo nel 1938, le quattro semifinaliste delle quattro edizioni che abbiamo vinto sono sempre state squadre del Vecchio Continente.

Bando alle chiacchiere, c'è un quarto di finale caldo anche sulle panchine: il sangre caliente di Aragonés gli fa dire che i giocatori devono vincere o morire sul campo, approccio che il tranquillo al limite del soporifero Donadoni non accetta, dicendo che è esagerato. E se lo dice lui, che da due anni in pratica sa di rischiare il posto con un'uscita agli europei. In realtà, il gruppo italiano ha quell'aura da sopravvissuti a un naufragio, al contrario degli spagnoli che si presentano alla festa di oggi inamidati e freschi dopo 8 giorni di riposo. Cosa che, paradossalmente, ha danneggiato portoghesi, croati e olandesi. Sono i quarti delle seconde, e allora tocchiamoci ferro che mai sono arrivate in semifinale le quattro seconde...

Aquilani sì, Aquilani no? Tutto fa propendere per un suo ultilizzo, in un modulo che vede i quattro di difesa confermatissimi, e allora probabilmente si è partiti con il centrocampo del Milan per arrivare a quello della Roma, forse con Camoranesi a sostegno delle punte. Ma molti non danno Aquilani in formazione e propendono per Ambrosini-De Rossi-Perrotta-Camoranesi. Si è detto più volte che Toni prima o poi si sbloccherà, beh ora siamo al "dentro o fuori" e se non segna oggi, potrebbe non avere altre occasioni. Per questo pensiamo che segnerà...

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Posted by Gabriele | Comments (0)
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