Saturday, 21 June 08, 12:47 PM
Pomeriggio caldissimo a Vienna, ma quando il lavoro chiama... scendo dall'hotel, non so se i turchi sono ancora qui ma i tifosi sì, abbiamo vissuto in prima persona il loro rientro dall'Ernst Happel con canti e feste. Abbiamo salutato l'ex interista Emre e visto tutti gli altri, tranne l'Imperatore Terim che si è eclissato, o forse dopo tutto quell'arrabbiarsi. Dicevamo, fuori dall'hotel e ancora le mie sei fermate di metro per arrivare allo stadio e vedere un pezzo di allenamento dell'Italia. Iniziato in anticipo, dopo alcuni esercizi Donadoni ha diviso i giocatori di movimento in due squadre che, in campo ridotto, hanno lavorato sul pressing e sul modo di eluderlo. Sono già state assegnate (e colorate) le panchine, all'Italia è andata la stessa della Turchia, speriamo sia di buon auspicio. Poi, giornalisti fuori (prove tattiche di trasmissione) e tutti al Media Center in attesa della conferenza stampa di Donadoni. Anche qui caldo immane... anche se Franco Ordine ha sempre il golfino legato intorno ai fianchi, non si sa mai. Conferenza stampa multilingue, tanti giornalisti da tutta Europa, molti inglesi che magari staranno seguendo questo campionato con qualche rimpianto, ma quel che è fatto è fatto.
Un plotone di esecuzione di telecamere in fondo e la sala che si va via via riempiendo. “Cassano gioca?” pronti via e la prima domanda. “Domani abbiamo la rifinitura, vediamo. Toni?-Non guardo le statistiche, ovvio che mi farebbe piacere lo facesse Toni, ma per esempio aver causato il rigore e l'espulsione con la Francia equivale a una doppietta” Sacchi ha parlato di analogie con il suo Mondiale in USA nel '94, in cui disse “Siamo finiti sotto un treno e ci siamo rialzati”. “Noi non siamo stati ripescati, non mi interessano le analogie e non mi sento di essere finito sotto un treno La partita è complicata, avete visto ieri sera cosa è successo. La Spagna è un'ottima squadra, non a caso è arrivata al quarto di finale, non ha mai ottenuto grandissimi risultati ma può essere un motivo in più per farcela, dobbiamo come minimo avere la loro stessa determinazione. Rispetto alla Francia è meno fisica e più rapida, può creare difficoltà, la fisicità se non riesci a contrastarla col peso, dal lato tecnico la riesci a gestire meglio.”
Chiellini e Panucci sono una sorta di ripescati come centrali? “Assolutamente no, la duttilità di Panucci e Chiellini era qualcosa su cui contavo, per cui non ho portato tantissimi difensori. A centrocampo non abbiamo grandi alternative coi due squalificati, valuteremo la gara anche in funzione degli avvenimenti anche se non ci sono centrocampisti difensivi in panchina. Donadoni si sente sereno, ha fatto un bilancio positivo dei suoi due anni alla nazionale mentre non vuole fare un bilancio di questo Europeo, non ancora. Non lo spaventa il cammino della Spagna, né può prendere grandi indicazioni dall'amichevole cu Elche che è di 4 mesi fa. Ha parlato in tono pacato, a volte può sembrare banale ma di certo le domande a un giorno dalla partite sono abbastanza scontate. Unico siparietto con Lo Monaco del “Romanista” (“Mi fa domande monotone sui giocatori della Roma”) e a chi gli ha chiesto della prima formazione cambiata per necessità e non per scelta ha risposto con una battuta: “Ma io avrei tolto comunque Pirlo e Gattuso, le squalifiche sono capitate a fagiolo”. La formazione non ce la dice, non vuole snaturarsi per adattarsi al fraseggio spagnolo e al gioco sulle fasce, ma ha ribadito i due concetti base: determinazione e convinzione. Per gettare il cuore oltre l'ostacolo e continuare la tradizione positiva con la Spagna.