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Thursday, 26 June 08, 09:42 AM

Squadre vicine alle panchine prima dei supplementari

Non ho visto Spagna-Russia dello scorso 10 giugno, se non qualche minuto alla Fan Zone di Salisburgo, in attesa di andare allo stadio a vedere Grecia-Svezia. Da quanto ho capito, però, credo sia meglio per gli spagnoli dimenticarsela, sia perché i russi allora furono parecchio sfortunati, sia perché mancava un certo Andrei Arshavin. A pensarci bene, Hiddink deve avere avuto una grande fiducia in lui, dal momento che l'ha convocato nonostante le due giornate di squalifica. 

Il proonostico è più che mai incerto, il primo rilievo che mi viene in mente è che la difesa spagnola, decisamente agevolata dai lunghi lanci che vedevano Toni sempre soccombente di fronte a Puyol e Marchena (non certo i difensori più forti al mondo), potrebbe soffrire il gioco russo fatto di scambi veloci e di giocatori che - Olanda docet - spesso si sono trovati da soli in porta. Dall'altra parte, gli attaccanti nn avranno di fronte un Chiellini come quello di domenica, e forse Villa e Torres avranno meno problemi. Tutto sommato, si spera di non vedere una partita a scacchi come quella delle Furie Rosse con l'Italia, ma una bella partita, fatta di rapidi capovolgimenti di fronte, di azioni sulle fasce, di belle parate dei portieri. Casillas è il migliore portiere del torneo (due gol subiti finora, e due rigori parati nella serie contro gli azzurri), mentre Akinfeev non si è fatto notare per particolari errori. Che poi, magari la partita è più spettacolare e con più gol proprio grazie a quelli. Vedi Germania-Turchia di ieri sera. Pronostico la Spagna, 3-2 ai supplementari.

Le probabiliformazioni.

Spagna (4-4-2 col doppio regista): Casillas - Ramos, Puyol, Marchena, Capdevila - Iniesta, Xavi Hernandez, Senna, Silva - Villa, Torres. All. Aragonés

Russia (4-4-2 col rombo): Akinfeev - Anyukov, Ignashevich, V. Berozuski, Zhirkov - Zyryanov, Semak, Semshov, Saenko - Pavlyuchenko, Arshavin. All. Hiddink

Arbitra il belga 41enne Frank De Bleeckere, direttore di gara dal cartellino facile. Assistenti Peter Hermans e Alex Verstraeten

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Sunday, 22 June 08, 10:08 AM

Arriviamo allo stadio alle cinque meno un quarto, oggi Vienna è una fornace e il treno della U-Bahn ancora non è pieno di tifosi. Le tifoserie di Spagna e Italia non sono composte dai classici gruppi di bevitori di birra. Se prima di Croazia-Turchia lo stadio era pieno di ubriaconi, le due tranquille tifoserie si avvicinano al totem dell'acqua, per bere e rinfrescarsi.

Tifosi italiani si abbeverano vicino allo stadio

Ecco dei tifosi italiani, gli spagnoli al momento sono di più. Mentre entriamo stanno provando l'Inno di Mameli, per trovare una postazione vuota dobbiamo salire al piano superiore che non è così pieno. Ma in mezzora si è comunque riempito tutto anche qui!

Il piano di sopra del Media Center, stadio Ernst Happel

Il quarto di finale tra Italia e Spagna è il più caldo non solo per motivi climatici. In Spagna non vogliono perdere l'appuntamento con la storia, ormai lo sanno anche i sassi che l'ultima partita ufficiale vinta dagli spagnoli risale al 1920 (Olimpiadi di Anversa, quella di Nedo Nadi e Paavo Nurmi, per capirci): la Prima Guerra Mondiale era appena finita, si giocava con pesanti palloni di cuoio con cuciture che tagliavano la testa, per non essere in fuorigioco dovevi ancora avere tre avversari davanti anziché due al momento del passaggio. Insomma, la preistoria. Ha ragione Donadoni che la tradizione non conta? In buona parte sì, anche se - stranamente - sembra essere più nel DNA degli italiani (popolo notoriamente disorganizzato e pasticcione) venire fuori nei momenti più importanti. E' anche vero cheil nostro feeling con l'Euro è scarsino rispetto a quello con il mondiale, anche se stranamente abbiamo sempre vinto la coppa del mondo in Europa e, incredibile dictu, tranne il Brasile terzo nel 1938, le quattro semifinaliste delle quattro edizioni che abbiamo vinto sono sempre state squadre del Vecchio Continente.

Bando alle chiacchiere, c'è un quarto di finale caldo anche sulle panchine: il sangre caliente di Aragonés gli fa dire che i giocatori devono vincere o morire sul campo, approccio che il tranquillo al limite del soporifero Donadoni non accetta, dicendo che è esagerato. E se lo dice lui, che da due anni in pratica sa di rischiare il posto con un'uscita agli europei. In realtà, il gruppo italiano ha quell'aura da sopravvissuti a un naufragio, al contrario degli spagnoli che si presentano alla festa di oggi inamidati e freschi dopo 8 giorni di riposo. Cosa che, paradossalmente, ha danneggiato portoghesi, croati e olandesi. Sono i quarti delle seconde, e allora tocchiamoci ferro che mai sono arrivate in semifinale le quattro seconde...

Aquilani sì, Aquilani no? Tutto fa propendere per un suo ultilizzo, in un modulo che vede i quattro di difesa confermatissimi, e allora probabilmente si è partiti con il centrocampo del Milan per arrivare a quello della Roma, forse con Camoranesi a sostegno delle punte. Ma molti non danno Aquilani in formazione e propendono per Ambrosini-De Rossi-Perrotta-Camoranesi. Si è detto più volte che Toni prima o poi si sbloccherà, beh ora siamo al "dentro o fuori" e se non segna oggi, potrebbe non avere altre occasioni. Per questo pensiamo che segnerà...

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Saturday, 21 June 08, 12:47 PM

Pomeriggio caldissimo a Vienna, ma quando il lavoro chiama... scendo dall'hotel, non so se i turchi sono ancora qui ma i tifosi sì, abbiamo vissuto in prima persona il loro rientro dall'Ernst Happel con canti e feste. Abbiamo salutato l'ex interista Emre e visto tutti gli altri, tranne l'Imperatore Terim che si è eclissato, o forse dopo tutto quell'arrabbiarsi. Dicevamo, fuori dall'hotel e ancora le mie sei fermate di metro per arrivare allo stadio e vedere un pezzo di allenamento dell'Italia. Iniziato in anticipo, dopo alcuni esercizi Donadoni ha diviso i giocatori di movimento in due squadre che, in campo ridotto, hanno lavorato sul pressing e sul modo di eluderlo. Sono già state assegnate (e colorate) le panchine, all'Italia è andata la stessa della Turchia, speriamo sia di buon auspicio. Poi, giornalisti fuori (prove tattiche di trasmissione) e tutti al Media Center in attesa della conferenza stampa di Donadoni. Anche qui caldo immane... anche se Franco Ordine ha sempre il golfino legato intorno ai fianchi, non si sa mai. Conferenza stampa multilingue, tanti giornalisti da tutta Europa, molti inglesi che magari staranno seguendo questo campionato con qualche rimpianto, ma quel che è fatto è fatto.

La panchina dell'Italia per domani

Un plotone di esecuzione di telecamere in fondo e la sala che si va via via riempiendo. “Cassano gioca?” pronti via e la prima domanda. “Domani abbiamo la rifinitura, vediamo. Toni?-Non guardo le statistiche, ovvio che mi farebbe piacere lo facesse Toni, ma per esempio aver causato il rigore e l'espulsione con la Francia equivale a una doppietta” Sacchi ha parlato di analogie con il suo Mondiale in USA nel '94, in cui disse “Siamo finiti sotto un treno e ci siamo rialzati”. “Noi non siamo stati ripescati, non mi interessano le analogie e non mi sento di essere finito sotto un treno La partita è complicata, avete visto ieri sera cosa è successo. La Spagna è un'ottima squadra, non a caso è arrivata al quarto di finale, non ha mai ottenuto grandissimi risultati ma può essere un motivo in più per farcela, dobbiamo come minimo avere la loro stessa determinazione. Rispetto alla Francia è meno fisica e più rapida, può creare difficoltà, la fisicità se non riesci a contrastarla col peso, dal lato tecnico la riesci a gestire meglio.”

Allenamento dell'Italia

Chiellini e Panucci sono una sorta di ripescati come centrali? “Assolutamente no, la duttilità di Panucci e Chiellini era qualcosa su cui contavo, per cui non ho portato tantissimi difensori. A centrocampo non abbiamo grandi alternative coi due squalificati, valuteremo la gara anche in funzione degli avvenimenti anche se non ci sono centrocampisti difensivi in panchina. Donadoni si sente sereno, ha fatto un bilancio positivo dei suoi due anni alla nazionale mentre non vuole fare un bilancio di questo Europeo, non ancora. Non lo spaventa il cammino della Spagna, né può prendere grandi indicazioni dall'amichevole cu Elche che è di 4 mesi fa. Ha parlato in tono pacato, a volte può sembrare banale ma di certo le domande a un giorno dalla partite sono abbastanza scontate. Unico siparietto con Lo Monaco del “Romanista” (“Mi fa domande monotone sui giocatori della Roma”) e a chi gli ha chiesto della prima formazione cambiata per necessità e non per scelta ha risposto con una battuta: “Ma io avrei tolto comunque Pirlo e Gattuso, le squalifiche sono capitate a fagiolo”. La formazione non ce la dice, non vuole snaturarsi per adattarsi al fraseggio spagnolo e al gioco sulle fasce, ma ha ribadito i due concetti base: determinazione e convinzione. Per gettare il cuore oltre l'ostacolo e continuare la tradizione positiva con la Spagna.

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Thursday, 19 June 08, 10:01 AM

Stamattina mi sono messo in viaggio dal centro di Vienna, due metro e un treno, e sono arrivato alla stazione di Maria Enzersdorf. Orrore! Scesi dal treno ho chiesto e in pratica ho preso la linea sbagliata, la stazione vicina al campo dell'Admira è quella di Maria Enzersdorf-Südstadt, ma posso comunque arrivarci a piedi in una mezzoretta, tanto sono in anticipo e camminare non può che farmi bene. Finalmente fa bel tempo, ma questo per uno "scandinavo" come me significa che ora ho una testa color fucsia. A un certo punto una bella volontaria bionda a cui chiedo informazioni mi accompagna nell'ultimo tratto, non è lì per lavorare ma proprio per vedere l'allenamento: si siederà sulle tribune con la bandierina dell'Italia, prima di entrare mi dice che spera in una vittoria degli Azzurri. E con lei tanti altri tifosi, persone del posto o italiani, alla fine sulle tribune ci saranno circa 500 persone. L'altoparlante, forse pensando che la musica italiana si sia fermata agli anni '70-'80, ci propina canzoni come "Buona domenica" di Venditti, "Samarcanda" di Vecchioni, "La mia banda suona il rock" di Fossati e l'immancabile "Mamma Maria" dei Ricchi e Poveri. Oddio! Al momento dell'ingresso della squadra dagli spogliatoi, si alza un lungo applauso spontaneo.

Donadoni (foto sopra) riunisce tutta la squadra per un breve discorso, poi la divide in due gruppi: gli undici che hanno iniziato la partita con la Francia fanno un allenamento defatigante, gli altri in palestra, poi tutti in campo e infine i reduci di Zurigo a fare esercizi atletici e il resto della squadra a giocare una partitella a metà campo (foto sotto), con il pubblico che applaude le giocate migliori. Durante il 6 contro 6 si fa male Barzagli, sapremo dopo che si è rotto un menisco e per lui l'Euro è finito.

Partitella a metà campo diretta da Donadoni

Terminato l'allenamento ci siamo spostati in un antistadio all'aperto, con tre tabelloni pubblicitari, ci dicono che arriveranno per la conferenza stampa il "capitano non giocatore" Cannavaro, Ambrosini e Camoranesi. Ci dividono in 3 gruppi (Mamma RAI ha la precedenza su tutti), io mi metto insieme ai giornalisti della carta stampata (tra cui Ansaldo della Stampa, Franco Ordine, c'è anche il vecchio Franco Zuccalà che non so con chi stia collaborando, Garlando della Gazzetta, insomma è una ressa). Arriva Cannavaro e va dalla RAI, tra il disappunto dei giornalisti della carta stampata. Ambrosini viene da noi per primo, invece."In Spagna ci temono? Noi siamo un gruppo equilibrato - dice il centrocampista del Milan - non ci siamo scoraggiati prima e non siamo esaltati adesso. Mancheranno Pirlo e Gattuso? Il nostro centrocampo è uno dei migliori d'Europa, comunque decida Donadoni sceglierà bene." Gli chiedo se non può essere uno svantaggio il fatto che l'undici titolare della Spagna abbia otto giorni tra la Svezia e l'Italia. "Anche noi comunque abbiamo cinque giorni che non sono pochi, poi le motivazioni in un quarto di finale europeo limano queste differenze". Non sarà comunque facile, per Ambrosini la Spagna è simile all'Olanda, ha un ottimo possesso palla e "speriamo di far loro perdere ordine nel fraseggio corto. Noi comunque siamo un ottimo gruppo e anche il mister è giovane, ho giocato con lui e si vede che è uno che ha vissuto le stesse competizioni a questo livello anche da giocatore". Gli chiedono dell'attacco senza gol e Ambrosini risponde che "tutto è legato a episodi sfortunati, Toni ha avuto occasioni con l'Olanda e il gol annullato con la Romania, e 3-4 palle gol con la Francia. In generale nelle prime due partite c'è andato tutto male, e non mi riferisco solo agli arbitraggi. Precedenti con la Spagna? Toccatevi pure, era un quarto di finale e perdemmo, a Sidney 2000. Da loro c'erano Marchena, Xavi, Puyol, da noi io, Gattuso e Pirlo. Di loro temo ovviamente Torres e Villa, ma noi siamo un grande gruppo."

Cannavaro alla conferenza stampa

E' poi il turno di Fabio Cannavaro, che ovviamente ha una grande platea intorno a sé, anche di giornalisti spagnoli che gli chiedono se ha sentito qualcuno del Real. "Ho mandato un sms a Iker, ma non mi ha risposto, forse non lo ha ancora letto". Gli dicono del pronostico di Zapatero e ovviamente Cannavaro lo ribalta, poi gli spagnoli gli chiedono della Vendetta di Luis Enrique. "Fu un errore di Tassotti -dice Cannavaro - ma non è bello che lo abbiano tirato fuori oggi. Comunque se dovessi togliere un giocatore alla Spagna toglierei Villa". Qualcuno gli ricorda che Donadoni ha detto di conoscere gli spagnoli meglio di lui che giocà là, Cannavaro ride: "Certo, lui studia, è il tecnico. Io sono qui come sostegno alla squadra ma lui ha il suo staff. Non so se farei l'allenatore, hai un sacco di responsabilità e non puoi nemmeno sfogare le tensioni sul campo." Passa il pullman della squadra e notiamo Buffon che saluta ridendo, non so se vuole sfottere i compagni ai quali stavolta è toccata l'incombenza dei giornalisti, o i giornalisti stessi come dire "stavolta vi sono sfuggito". C'è ottimismo per la partita di domenica e tanti volti sorridenti, speriamo che rimangano così anche domenica sera, dopo la partita con la Spagna.

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Monday, 16 June 08, 05:34 AM

Eccoci qui, di nuovo a Vienna dove stasera non assisteremo ad Austria-Germania, ma quasi reclusi in hotel, assediati dai tifosi tedeschi che vogliono vedere i loro idoli.

Scherzi a parte, domani l'Italia si gioca la qualificazione e, lungi da noi il pensiero malsano di non riuscire a battere la Francia (come se fosse una Bulgaria qualsiasi), si parla solo del presunto biscotto tra Olanda e Romania. Che biscotto non è, non come quello Svezia-Danimarca di 4 anni fa, in cui 2-2 doveva essere, e 2-2 fu. Adesso siamo di fronte a una squadra già qualificata e già prima nel girone, che affronterà la seconda in classifica. Tutti chiedono a van Basten onestà ma, come hanno già detto in molti, di lavoro fa il Commissario tecnico dell'Olanda, non l'amico di Donadoni o l'ex dipendente di una società italiana. E' suo dovere fare esattamente come i colleghi Scolari, Bilic e Aragonés, cioè preservare da infortuni o da cartellini i suoi giocatori migliori. Nessuno poi si rende conto che se rimangono fuori Kuyt e van Nitelrooy, entrano van Persie e Huntelaar, mica pizza e fichi. Insomma, non c'è motivo di fare polemica, intanto va detto che l'Italia si è rovinata la vita con le proprie mani: se non avesse pareggiato contro la Romania (e soprattutto perso con l'Olanda) adesso staremmo a parlare magari di qualificazione già ottenuta.

Invece, dobbiamo sperare che l'Olanda non perda, e non è detto che debba per forza perdere, né io me lo auguro. Coerentemente, però, chi oggi parla di biscotto avrebbe dovuto chiedere a Donadoni, a parti invertite, di non far risposare i big per fare un favore all'Olanda. Secondo voi sarebbe accaduto? Oppure, mettendoci nei panni dei rumeni, staremmo a sperare chegli Oranje facciano come il Portogallo ieri sera, mica no. Addirittura De Rossi riesce a mettere in mezzo l'Inter anche parlando di queste cose, tirando in ballo Inter-Siena. Partita in cui il Siena era già salvo, non aveva interesse a portare a casa punti ma qui è diverso, l'Olanda sarebbe danneggiata dalla permanenza in corsa di una forte rivale in caso di vittoria o di pareggio. Insomma, sarebbe bello che si parlasse soltanto della sfida con la Francia. Che mica è scontato vinceremo, anzi. Mi piacerebbe si parlasse della seconda rivoluzione di Donadoni (fuori Pirlo e Del Piero?), della mosse sbagliate di Domenech, di Vieira sì Vieira no.

Magari, parliamo di biscotto dopo, ma solo se in campo succede qualcosa di strano o se scopriamo un dirigente rumeno con una valigetta piena di soldi. Oppure se si scopre qualcosa da intercettazioni. Cose già avvenute nel calcio, qualcuno mi sa dire dove?

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Friday, 13 June 08, 01:33 PM

La aventura de la Eurocopa siguió su curso y hoy estoy en Zurich, y hace un rato viví desde el estadio el empate entre Italia y Rumania a 1. No me voy a explayar mucho en el partido porque habrá que ver si el punto sirve para algo luego del partido en Francia y Holanda que dentro de unos minutos arranca.

Salimos ayer (bueno, hoy, a las 2 de la mañana) de Viena, en tren... 9 horitas y media en tren para llegar a Zurich. Pasamos por Linz, Salzburgo, Innsbruck entramos un poquito en Alemania, y pasamos a Suiza... para llegar a Zurich.

Datos a tener en cuenta: la Eurocopa tiene cosas copadas, como por ejemplo con la entrada podes viajar en tren un día antes y un día después de cualquier ciudad a cualquier ciudad y dentro de cada ciudad en el transporte público. Con la credencial, se puede viajar también.

Dato 2: con la credencia te regalan un combo de Mc Donalds, que no es poco cosa, y una linda mochilita de la Eurocopa.

Bueno, 9 horitas y media para llegar a Zurich, y encontrarnos con otra parte del batallón de OleOle. Llegamos al estadio, y, al ser la primera vez, muy emocionados. Al punto de parecer unos giles.

Me hice el canchero y me quise comprar algo para comer: acá ya no hay Euros y hay Francos Suizos... es decir que me aceptaron los Euros, me hicieron un cambio de dinero que si me metían la mano en la billetera me robaban menos, y me dieron el vuelto en Francos! Y mañana vuelvo a Austria, tierra del Euro... es decir, me cagaron de arriba de una palmera. De la palmera de Keith Richard.

Nos metimos en la sala de prensa, y me fui a ver el campo de juego:

Italia - Rumania! Los tanos en la cancha

Estadio chiquitito. Una sola bandeja y 30 mil personas. Italia estaba reconociendo el campo de juego y Gattuso se está dejando el pelo largo: genio.

Volví a la sala de prensa, pusimos todo un poquito al día y fuimos a copar nuestros asientos. Pero para nuestra sorpresa no teníamos ni mesa, ni enchufe, ni internet por cable. El lugar era una butaca, que con Raulita en mis muslos, captamos wifi y pudimos hacer el minuto a minuto.

(A pesar de la cara de mal hombre, Raulita sigue en mi poder)

Ahora estamos mirando Holanda y Francia, que decidirá un poco más la suerte de este grupo. Más tarde pasaremos (que no es lo mismo que "pasearemos") por el centro de Zurich, y partimos para Innsbruck para ver España-Suecia.

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Posted by emiyan | Comments (0)

Friday, 13 June 08, 01:17 PM

Italia 1 - Rumania 1

L'Italia trova un pareggio che è quasi un arrivederci all'Euro 2008. O meglio, il fatto è che non è certo che basti vincere la partita con la Francia per passare. E c'è il possibile, clamoroso passaggio del turno di Olanda e Romania insieme. Non succede, ma se succede... è clamoroso. Ad ogni modo, vedendola dal vivo, quella di oggi mi è sembrata una delle partite migliori delle 13 iniziali di questo Euro, almeno dal punto di vista delle occasioni. Tante, alcune provocate da errori, altre da belle giocate. La partita di oggi ci dice anche che il Del Piero osannato come Salvatore della patria, come capitano trascinatore, quando conta diventa un giocatore normale. Un Pirlo poco più che sufficiente ha preso il premio come miglior giocatore mah!), forse meritava di più Buffon, se non altro per il rigore parato. La Romania ha giocato bene, non ha certo offerto un gioco spettacolare ma non è nemmeno la squadra che sa solo impedire agli altri di giocare, insomma la partita è stata piacevole, se proprio dobbiamo trovare un neo, è nella poca precisione e determinazione degli attaccanti. Ma tant'è. Qualcuno si lamenta dell'arbitraggio, ha ragione Donadoni che in conferenza stampa ha detto che "l'arbitro non è stato nella sua giornata migliore, capita a me allenatore, ai giocatori e capita anche a lui".

Sulla partita di stasera, Donadoni dice: "Credo sia stata una partita interpretata bene, abbiamo creato, spinto e sofferto. La Romania è un'ottima squadra, quel che hanno fatto i ragazzi è meritevole di elogio. L'Italia è stata superiore alla Romania, anche se loro avevano concesso poco alla Francia e ci aspettavamo questo tipo di gioco. Gli attaccanti hanno difficoltà a fare gol, non mi preoccupa anche se è indiscutibile che sia così.". E ora non ci resta che attendere il risultato di Olanda-Francia, per capire di che morte dobbiamo morire, o se risorgeremo...

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Friday, 13 June 08, 08:24 AM

Gabriele al Media Center del Letzigrund di Zurigo

Per fortuna che da noi il 13 porta fortuna, altrimenti non sarebbe stata buona cosa giocarsi la qualifcazione di venerdì 13. La sconfitta con l'Olanda non ha spento l'entusiasmo e qui a Zurigo gli italiani non hanno mancato l'appuntamento. Magari meno caciaroni di altri, meno sbevazzoni pure (sarà che a noi piace il vino buono e non la birra, ma austriaci, croati, polacchi e svedesi da me finora visti, ci hanno dato giù di brutto). Ma ci sono, ed è una buona notizia. Certi quartieri delle città sono pieni di bandiere italiane, spagnole, portoghesi, croate, anche qualcuna svizzera ok, ma ormai le loro speranze sono andate a ramengo. Ha comunque ragione chi dice che chiunque vinca, una parte di zurighesi festeggerà.

Tornando alla partita di oggi, si parla di rivoluzione e a me viene in mente un'altro europeo in cui l'Italia cambio mezza formazione tra la prima partita e la seconda: fu con Sacchi nel 1996 quando, dopo avere battuto la Russia, fece un pesante turnover e perdemmo contro la Repubblica Ceca degli allora semisconosciuti Nedved, Poborsky e Beibl. Stavolta è una specie di turnover-mea culpa quello di Donadoni, che ha preso coscienza della scarsissima condizione di chi ha giocato, un po' ha forse ceduto alle pressioni della stampa. Comunque, dentro Chiellini, Grosso, Del Piero e De Rossi, ora Donadoni non può più sbagliare perché avrebbe sbagliato due volte, con l'Olanda prima e oggi, cambiando tutto.

Al di là degli ultimi fatti di cronaca e delle "frizioni" tra il governo italiano e quello rumeno, al di là delle "calderolate" ("baratterei la vittoria se si prendessero i rom", ma che gli frega, lui tifa padania), la partita è sentitissima più che altro per il lato sportivo. Giochiamo come se fossimo in casa, cerchiamo di vincere e andare avanti, per le polemiche c'è tempo. A breve, con la diretta live della partita, partecipate in chat!!!

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Thursday, 12 June 08, 04:24 AM

Copota en Salzburgo

Al di là dei fanatismi juventini di Tuttosport, che probabilmente ha gufato l'Italia per poter titolare "Ridateci Lippi" già martedì mattina, penso che un po' tutti i media stiano pensando che se il viareggino, dopo essere stato salvato da Guido Rossi contro gli attacchi di tutti alla vigilia di Germania 2006, fosse rimasto alla guida della nazionale, oggi le cose andrebbero diversamente.

Donadoni di errori ne ha commessi, ma con l'Olanda: non era alla sua prima partita in nazionale e non ha preso in mano il gruppo solo ora, ma ha ottenuto una qualificazione con il primo posto in un girone molto difficile (Francia, vice-campione del mondo, Ucraina tra le prime 8 di Germania 2006, e la Scozia, tenace lottatrice). Il pareggio tra Francia e Romania fa sì che la partita di domani sia un'ultima spiaggia all'80%, c'è per fortuna il modo di poter rispondere sul campo alle accuse e alle critiche. E' sempre stato così, con la nazionale, i più grandicelli si ricorderanno la grande critica all'Italia di Bearzot in Spagna durante il girone iniziale, critica che poi ha portato al silenzio stampa e alla vittoria finale. Per tornare poco indietro nel tempo, lo stesso Lippi ha avuto grosse critiche dopo Calciopoli. Entrambi i tecnici hanno poi visto tutti i giornalisti saltare sul loro carro, cosa che succederà anche con Donadoni ovviamente. Il quale, comunque, è stato messo lì da gente che oggi non c'entra più nulla con il calcio (lo stesso Guido Rossi e poi è stato confermato da Pancalli, Albertini conta troppo poco) e quindi può essere tranquillamente impallinato. Il fatto che lo stesso Abete gli abbia riservato una fiducia a tempo e che Lippi non ha mai fatto mistero di voler tornare lì un giorno (e infatti dice di avere rifiutato 20 proposte di lavoro all'anno) fa sì che un mancato passaggio del turno vedrebbe una novità (o un ritorno al passato?) sulla panchina, ancora prima che finisca l'Euro.

Intanto, domani si torna in campo e si parla di 4-5 innesti. Ad ogni modo, senza Cannavaro, Nesta e Totti, con Materazzi imbolsitissimo e Zambrotta imbrocchito, Toni che ci mette un'ora a girarsi, non so se l'Italia avrebbe vinto lunedì. Ora c'è la Romania di Cristi Chivu, il quale promette battaglia e contropiede. Siamo in partenza per Zurigo, dove seguiremo per voi la partita, speriamo di tornare a casa (anzi, di andare a Innsbruck sabato per Spagna-Svezia) col sorriso sulle labbra.

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Tuesday, 10 June 08, 03:24 AM

Italiani nella Fan Zone

A volte veramente non riesco a capire gli italiani. E va bene che le cose nel Paese non vanno benissimo al punto da esserci rimasto solo il calcio a tirarci su, e in tempi di padanie e federalismi fiscali è anche rimasto l'unico momento in cui non ci si deve vergognare di esporre un tricolore. Detto questo, ci sono rimaste due partite e con due vittorie si va avanti, capisco le critiche ma non il catastrofismo. Capisco che a Tuttosport rivogliano il loro adorato Marcello Lippi, l'uomo che il loro odiato Guidorossi (tutto attaccato) confermò contro tutto e contro tutti alla guida della nazionale pre-Germania 2006, ma purtroppo (anche se tutto vorrei, tranne il ritorno del viareggino) c'è Donadoni, che ieri sera non ne ha azzeccata una.

Il centrocampo della squadra quinta in classifica, il carrello dei bolliti in difesa, la fantasia non al potere ma in panchina e un Luca Toni che Franco Rossi ha definito (e non riesco a trovare una definizione migliore della sua) pachidermico. Se, e sottolineo venti volte se, Donadoni saprà fare tesoro degli errori, mettendo in campo i giocatori più in forma e non in base alle squadre, sarà meglio. Non sto accusando Donadoni di essere filo-milanista, ci mancherebbe, ma se sei il CT della nazionale e ti porti due blicchi a centrocampo come quello del Milan e quello della Roma, nessuno ti vieta di mescolarli, sono tutti italiani i giocatori che hai, non è detto che Pirlo e De Rossi non possano giocare insieme. Venerdì siamo già al dentro o fuori, e potrebbe non essere un male. Storicamente (e stranamente) abbiamo sempre fatto meglio ai mondiali che all'Euro, vedremo se il trend è confermato.

Sono qui a Vienna in partenza per Salisburgo, dove assisterò a Svezia-Grecia, i campioni in carica contro Ibracadabra, e devo dire che qui c'è una tale atmosfera di festa che non si riesce a capire le proporzioni del tonfo azzurro di ieri sera. Poi sono interista, e mi si chiede di tifare per una squadre e per dei giocatori che durante la stagione non fanno altro che sparare vagonate di... melma sulla mia squadra. Conosco molti miei colleghi di tifo che oggi esultano, chi sostiene "capisco perché vinciamo, non abbiamo italiani", e chi come me guarda le partite dell'Italia con un tifo che si potrebbe avere se non si fosse appassionati di calcio: non dico con distacco, ma senza prendersela per una sconfitta. Non piango per gli errori di Buffon (anche sul primo gol) e di Panucci (che voleva fare il furbo a terra, fuori campo), per l'inesorabile declino di Materazzi (e qui mi preoccupo, se Mourinho vuole la rosa ristretta e pensa che questo bisonte imbrocchito possa essere uno dei perni della difesa, quando ha la mobilità di un giocatore del "calcio a molle", vero mito per chi ha quasi 40 anni come me), per l'inconsistenza di Di Natale. Non ne faccio un dramma. Non ho giocatori da volere in campo a tutti i costi perché sono del mio club, non ho ex selezionatori da rimpiangere dopo la prima sconfitta. Lasciatemi vedere la nazionale con gli occhi da interista. E' un po' sopravvalutata da un giornalismo provinciale, che magari non conosce Orlando Engelaar perché gioca nel Twente e pensa ancora che la Juve non abbia vinto due scudetti solo per colpa di van der Sar, ieri bravissimo, ma non è detto che non possa farcela. Perché dall'altra parte ci sono Nostradamus Domenech e Dracula Piturca che, quanto a scelte cervellotiche, non sono secondi a nessuno.

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