Wednesday, 24 October 07, 04:39 PM · Comments(1)
La doppietta di testa di Alberto Gilardino, le due prodezze balistiche di Clarence Seedorf, la corsa inarrestabile di Ricardo Kakà. Eppoi la presenza in mezzo al campo di Rino Gattuso e Massimo Ambrosini, la sicurezza di Zeljko Kalac in porta, la leggerezza di Massimo Oddo per l’acrobazia di Cristiano Lucarelli. Milan-Shaktar Donetsk finisce 4-1. Un trionfo per i rossoneri che sprecano una marea di occasioni sotto porta. La partita si sarebbe potuta chiudere con almeno sei gol di scarto. Convincente la prova dei ragazzi di Carlo Ancelotti, con Kakà in vetrina per una serata da pallone d’oro. Il campione brasiliano fa girare la testa al malcapitato Hubschman, incanta San Siro e si concede anche il lusso di sprecare almeno tre palloni davanti al povero Pyatov.
Il resto lo fa l’orchestra dei padroni di casa. Sugli scudi - per l’appunto - Gilardino e Seedorf, ma anche Kalac. L’attaccante di Biella la mette dentro con una capocciata al 6’ su un calcio d’angolo battuto da Pirlo e si ripete al 14’ in un’azione speculare dall’altra parte dell’area di rigore sfruttando un cross dell’olandese. Proprio Seedorf fa la voce grossa con due gol da vero campione e con una serie di giocate da incorniciare. Il centrocampista nato in Suriname si coordina perfettamente e segna al 17’ del secondo tempo con una girata al volo di sinistro all’angolino. Poi bissa sette minuti dopo in virtù di una splendida palombella da fuori area dopo un’uscita avventata del portiere ucraino. Una nota di merito anche per il secondo di Dida: il portiere australiano si arrende soltanto alla semirovesciata di Lucarelli dopo una sciocchezza di Oddo al 6’ della ripresa, ma poi dice sempre di no alle conclusioni dello Shaktar in tuffo e in presa alta.
E’ Mircea Lucescu il peggiore in campo, sarebbe il caso di dire. Ma la retroguardia e il centrocampo dello Shaktar non sono da meno. Inguardabili i giocatori sulla mediana, ridicolizzati i difensori. Il Milan può giocare in scioltezza e molto spesso in contropiede. Come si suol dire, sul velluto. I rossoneri mandano negli archivi una partita quasi perfetta: i velocisti scorazzano negli ampi spazi colpevolmente concessi da Srna e compagnia, i fantasisti fanno girare ad altissima velocità la palla con al massimo due tocchi e i giocatori sulle corsie hanno ampia libertà d’azione.
I campioni d’Europa in carica dominano la partita e sconfinano nell’accademia in attesa del fischio finale dell’arbitro Medina Cantalejo. Il richiamo alle altre regine della Champions è chiaro: il Milan non è una squadra finita. Anzi, un club dalle mille risorse.
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Il secondo gol da Clarence Seedorf .... GOLAZO! Milano era grande. Loro dominato il possesso della palla e povero Shaktar era battito ad morte. Congratulazioni a Milano.