Friday, 14 December 07, 09:54 PM · Comments(0)
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Calciatore professionista da oltre 18 anni, dal suo debutto al San Paolo nel 1989. In tutti questi anni Marcos Evangelista de Moraes, universalmente conosciuto come Cafu, è stato un personaggio modello.
È apparso sulla scena del calcio brasiliano proprio quando c'era la mancanza di un laterale destro di difesa, e da allora è diventato un idolo.
Ha raggiunto il top in carriera quando ha vinto con con il Brasile la quinta Coppa del Mondo dei verdeoro nel 2002.
Cafu è un "broda", come ciascuno chiamerebbe il suo migliore amico. E amichevole è stata la nostra chiacchierata, avvenuta appena dopo l'ultimo allenamento del Milan a Yokohama prima della semifinale del Mondiale FIFA per Club con gli Urawa Reds.
Cafu, dopo così tanti anni nel calcio sei sempre lo stesso, voglio dire, anche tu pensi di essere lo stesso degli inizi? Non ho dubbi, anzi non vedo perché uno dovrebbe cambiare. Sono lo stesso Cafu di trent'anni fa. Sono sempre stato il Cafu felice e bonario e sempre vincente, che poi è la cosa più importante, giusto?
Certamente... è molto importante... Hai vinto così tanti trofei, l'Intercontinentale col San Paolo nella fantastica rosa di Telé Santana e ora hai l'opportunità di vincere un altro titolo mondiale col Milan. Provi sempre la stessa sensazione quando vinci un torneo? Naturalmente è così. Vincere campionati e coppe è sempre molto piacevole, significa che il lavoro che abbiamo fatto sta dando i suoi frutti. Sto ancora raccogliendo quanto seminato tanto tempo fa. Penso che vincere è semplicemente grandioso. Voglio sottolineare che questa è la mia quarta possibilità di vincere un Mondiale per Club, ne ho vinti 2 su 2 col São Paulo, poi abbiamo (col Milan) perso nel 2003 e ora ho la possibilità, con l'aiuto di Dio, di vincere questo col Milan.
Vero. Cafu, tu hai superato i 30 anni, come tanti altri componenti della rosa milanista. Qual è il segreto... Voglio dire, ti ho visto correre su e giù e crossare come il Cafu del San Paolo... qual è il segreto di questa forma eccellente? Io ho 32 anni ma non ci riuscirei mai. Il duro lavoro, tanto duro lavoro, dedizione, forza di volontà, è tutto importante, no? E la passione per il calcio, ovviamente. Credo che finché avrò passione correrò come hai visto qui. Quando mi renderò conto che la passione sta svanendo, capirò che è il momento di appendere le scarpe al chiodo. Ma mi sento ancora in forma e se, Dio volendo, non avrò infortuni, pensò che continuerò a giocare a lungo.
Che cosa intendi per “a lungo”? Hai dei progetti per il dopo? Vedi... ancora non so. Solo Dio lo sa, solo il tempo lo dirà, giusto? Se sto bene come oggi ho ancora la condizione per giocare tanto tempo, ma aspettiamo giugno. Voglio aspettare la fine di questa stagione per prendere una decisione.
Un'ultima domanda prima che tu vada negli spogliatoi. Prima di firmare per il Milan, appena lasciata la Roma, ci fu un'offerta degli Yokohama Marinos per giocare qui in Giappone. L'affare non andò in porto e finisti per andare al Milan per continuare una carriera di successo. C'è ancora la possibilità per te di venire qui in Giappone? Non so. Non pianifico più il futuro dal momento in cui accadde questo affare Milan-Giappone. Colgo però l'occasione per ringraziare i dirigenti dello Yokohama. Furono molto gentili con me, capirono la mia situazione in quel momento quando finii per scegliere il Milan. Ma, come ti ho detto, ancora non ho fatto piani per il futuro, aspettiamo giugno per prendere una decisione.